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Benevento, come cambia la Strega con l'arrivo di De Zerbi

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I giallorossi campani hanno bisogno di trovare immediatamente risultati e certezze per non affondare già adesso nel pantano della retrocessione

Nella giornata di ieri, a seguito di 9 sconfitte consecutive, . Un addio doloroso, dal momento che si trattava dell'allenatore che ha permesso questo sogno della Serie A vincendo i play-off.
La panchina è stata affidata a De Zerbi, lo scorso anno chiamato anche dal Palermo ma senza ottenere la svolta nei risultati sperata. Il mister però ha mostrato un certo entusiasmo, come riportano le parole rilasciate a Otto Channel: “Non ho ricette, mi gioco la sfida più importante della carriera. L'impresa è stimolante, ma quasi impossibile. La squadra non vale l'ultimo posto in classifica, contando anche gli infortunati. Per il modulo potrei provare altre soluzioni conoscendo i calciatori, pur restando fedele al mio 4-3-3. Il presidente mi ha chiesto di ridare il sorriso ai tifosi“.
Missione fallita, se si considera come i tifosi beneventani hanno salutato la notizia dell'arrivo di De Zerbi: questa mattina infatti alcuni ultras hanno affisso uno striscione nei pressi dello stadio Vigorito con scritto “De Zerbi zingaro“. A favorire questo clima di tensione sono state delle parole di De Zerbi all'epoca del Foggia, in cui si vantava di aver “distrutto il Benevento” dopo una partita di Lega Pro.
Difficile capire quali migliorie portare in una squadra che è oggettivamente inferiore a molte altre. Tralasciando il lato emozionale della squadra, l'impressione è che in porta verrà comunque confermato Belec, con Letizia e Di Chiara sugli esterni. Al centro dovrebbe essere giunto il momento di Gravillon: il difensore 19enne proveniente dalla Primavera dell'Inter merita per fisicità e per entusiasmo un posto da titolare nella “rivoluzione beneventana”.
In mezzo al campo dovrebbe essere arrivato il momento di vedere costantemente il trittico Cataldi-Chibsah-Memushaj, per quel mix di esplosività ed esperienza che possono fare la fortuna dei giallorossi. Il reparto più dolente è l'attacco: con Ciciretti ormai recuperato, potrebbe essere il momento di valorizzare D'Alessandro e soprattutto Armenteros. Se il Benevento ha fatto pochissimi punti è soprattutto per la scarsa vena realizzativa degli attaccanti e finora lo svedese ha giocato solo 110 minuti.


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