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AEK-Milan, i rossoneri tornano ad Atene, Pippo Inzaghi nostalgico: "Quella sera ho quasi pianto"

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Per il match di Europa League tra AEK Atene e Milan, Pippo Inzaghi ricorda la finale del 2007, disputata proprio nella capitale greca e sogna una finale tra il Milan e la Lazio del fratello

Torna l’Europa League per il Milan che affronterà l’AEK ad Atene, lì dove Pippo Inzaghi dieci anni fa segnava una doppietta al Liverpool che consegnò ai rossoneri la settima e finora ultima Champions League. L’attuale allenatore del Venezia ha rilasciato un’intervista dove ha ricordato questo momento; ha parlato anche del momento di Montella e della Lazio allenata da suo fratello Simone.
Sulla finale di Atene 2007: “Quando penso all’Olimpico penso a qualcosa di straordinario. Io non ci sono più tornato, anzi non sono proprio più tornato ad Atene; mi auguro di poterlo fare, ovviamente da allenatore, sarebbe una grande emozione. Mi auguro che l’Olimpico sia di buon auspicio per il Milan e che da lì possa ripartire per tornare in alto. Ricordo l’invasione di campo di mio papà e mio fratello, il taglio della torta con Berlusconi, la coppa che ho portato dagli spogliatoi al pullman; per 10 giorni non ho dormito, poi vedevo sul comodino la targa vinta come miglior giocatore della partita e capivo che era tutto vero“.
Su come andò quella serata: “Il giorno prima Ancelotti mi prese da parte e mi disse: ‘Non ho dubbi, giochi tu’. Però non stavo bene e quindi avevo addosso una pressione enorme. Pensavo: se nella prima ora di gioco non riesco a combinare nulla, mi aspetta una sostituzione inevitabile. Alla vigilia mi chiamò Berlusconi. Non ricordo con esattezza se mi pronosticò che avrei fatto due gol, o se mi fece promettere che li avrei fatti, so solo che successe. Il primo gol è stata fortuna. Il secondo credo sia l’emblema di tutta una carriera. Non ho mai esultato così, mai provato un’emozione del genere, sono stato a un passo dal piangere, ma non potevo perché bisognava ancora giocare“.
Il presente per il Milan è l’Europa League: “L’habitat naturale del Milan è la Champions, ma il presente impone di ripartire: se il presente si chiama Europa League occorre affrontarla a testa alta senza fare gli schizzinosi. Tra l’altro questa Europa League mi fa fare un sogno: una finale Milan-Lazio, che coinvolgerebbe i miei affetti familiari e calcistici: mio fratello e il Milan. Sarebbe il massimo. I rossoneri possono arrivare in fondo perché hanno un organico importante e quindi occorre quantomeno provarci. Anche se quando si cambia molto comunque serve tempo“.
Infine, su Montella: “Con Vincenzo ci siamo giocati la classifica marcatori nel 1996-97, io giocavo a Bergamo e lui alla Samp. Alla fine la spuntai io. Siamo anche stati compagni in Nazionale, gli auguro il meglio. A Venezia stiamo facendo molto bene, è vero, anche contro le più forti. E questo ci fa ben sperare. Con forza, organizzazione e ferocia si può fare un buon campionato. La fortuna di un allenatore è trovare un club e una squadra che ti seguono. E io li ho. Perché nessun tecnico dipende soltanto da se stesso. Non ho rimpianti, semplicemente occorre trovarsi al posto giusto nel momento giusto e mio fratello alla Lazio ne è la prova migliore. Al Milan ho gestito un gruppo complicato in un momento difficile e questo mi ha fatto capire che posso fare questo mestiere“.
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In tutta la sua carriera Pippo Inzaghi ha realizzato 288 gol: se sommiamo tutte le reti segnate in carriera dall’attuale parco attaccanti rossonero che comprende Kalinic, André Silva, Cutrone, Borini, Calhanoglu e Suso, arriviamo a 323, appena 35 in più dell’amatissimo ex bomber. Per non parlare dei gol realizzati dai soli uomini d’area, ovvero Kalinic, André Silva e Cutrone: appena 206, ben 82 in meno di Inzaghi. BOMBER

Fonte foto: www.imagephotoagency.it

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