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Intensità e gattopardismo: come cambia il Genoa con Ballardini

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L’esonero di Juric spariglia le carte in tavola, ma l’approdo del tecnico ravennate nasconde elementi di continuità

Il cambiamento è molto spesso legato al concetto di miglioramento. Secondo alcuni luoghi comuni, lo stravolgimento delle parti in causa porta inevitabilmente ad un miglioramento delle stesse. In realtà, “per far sì che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi“. Parafrasando Tomasi di Lampedusa, viene quasi naturale intendere la scelta di Enrico Preziosi come una forma di gattopardismo quiescente. Davide Ballardini in, Ivan Juric out. Due personalità opposte, quasi antitetiche l’una rispetto all’altra. Ma le convergenze tattiche, nel Genoa che è stato e che probabilmente sarà, fanno quasi spavento.
Già, perché la squadra rossoblu, dopo la salvezza ottenuta a fatica nello scorso campionato, viaggia ancora sulla falsa riga di un’idea di gioco confusionaria e caotica. Juric ha un po’ perso le redini della situazione dopo il primo esonero – sconfitta per 5-0 contro il Pescara di Zeman – e da lì in poi, nonostante il suo ritorno, quell’impronta ‘gasperiniana’ alla quale Preziosi aspirava, con la scelta del tecnico croato, non si è praticamente mai vista. Detto ciò, il “Ballardini tris”, sulla panchina ligure, mira a dare una scossa psicologica – più che tattica – ad un ambiente assopito. La scelta di un allenatore che comunque conosce la piazza – essendo subentrato a Gasperini nel 2010 e a Delneri nel 2013 – rappresenta oggettivamente un fattore di continuità.
Da un punto di vista squisitamente tattico, il 3-5-2 tanto caro a Juric assumerà la silente forma di un camaleontico 3-4-1-2. Difficile ipotizzare un ritorno in auge della difesa a 4 – anche se non sarebbe da escludere – soprattutto perché quest’ultima soluzione finirebbe per limitare Laxalt e il suo contributo alla fase offensiva. I tre dietro, quindi, rappresentano una certezza apparente, viste le difficoltà in fase di non possesso dei rossoblu. In ottica rotazioni, quasi impossibile scalzare Izzo – tornato a pieno regime dopo la squalifica – e Rossettini. Zukanovic si giocherà il posto con Gentiletti. Partono leggermente indietro nelle gerarchie l’infortunato Spolli e Davide Biraschi, ma potrebbero facilmente diventare soluzioni importanti nell’arco della stagione.
Il centrocampo sarà forse il reparto più rivoluzionato, che potrebbe beneficiare del cambio di guida tecnica. Un nome su tutti: Andrea Bertolacci. L’ex rossonero è già stato protagonista con Ballardini in panchina, sfruttando al meglio le sue capacità da incursore offensivo. I suoi inserimenti sono ormai un lontano ricordo, ma chissà che la ventata d’aria fresca, dalle parti del Ferraris, non possa giovare al talento scuola Roma. Praticamente inamovibile Diego Laxalt a sinistra, le sue scorribande sono manna dal cielo per una squadra ondivaga come il Genoa. A destra è bagarre tra Rosi e Lazovic, con quest’ultimo che potrebbe essere rispolverato soprattutto nei match in cui bisognerà “arrembare”. L’ex Frosinone, invece, alletta maggiormente in caso di passaggio alla difesa a 4. Omeonga altro talento in rampa di lancio, Miguel Veloso faro intermittente dal quale ripartire.
Il reparto offensivo vive di alti e bassi dopo l’addio di Pavoletti. Lapadula è ancora un lontano parente di quello ammirato a Pescara, ma l’ex Milan sta tornando pian piano e la cura Ballardini potrebbe rilanciarlo. Pandev scalpita per il canto del cigno della sua carriera, ma Taarabt sta prendendo per mano una squadra che rischia fortemente di vedersi immischiata nella lotta per non retrocedere. Pellegri e Galabinov partono inevitabilmente svantaggiati, ma in ottica rotazioni sarà fondamentale anche il loro apporto, soprattutto in caso di attacco a due.


? Pillola di Fanta

Andrea Bertolacci potrebbe davvero rivelarsi l’uomo in più del Genoa che verrà. Dopo anni di Purgatorio e bocconi amari, l’ex Milan è alla ricerca di una svolta e chissà che il ritorno di Davide Ballardini non cada a fagiolo anche stavolta. Col tecnico ravennate in panchina, Bertolacci visse un ottimo momento tra gennaio e giugno 2013, collezionando due gol e due assist in poco più di dieci partite. Ma il suo apporto alla fase offensiva e difensiva rossoblu era sotto gli occhi di tutti, e quella stagione – assieme al campionato 2014/15 – rappresenta una delle migliori in maglia rossoblu del talento scuola Roma. La speranza è che possa tornare ai livelli di un tempo, magari beneficiando di una collocazione tattica più spostata verso la trequarti avversaria. RISCATTO OBBLIGATO

Fonte foto: twitter.com/GenoaCFC

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