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Roma, adesso viene il bello. Ma anche il brutto

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Non è semplice trovare le parole per commentare ciò che la Roma ha fatto martedì sera all’Olimpico contro il Chelsea. E forse è un bene, perché focalizzando il dettaglio – il 3-0 con cui DiFra ha schiacciato Conte – si rischia di perdere di vista il quadro d’insieme. Già, perché non si tratta di un episodio e il risultato non è frutto di una qualche particolare congiunzione astrale. Non c’entra Halloween con le sue zucche e le sue streghe. La Roma dell’ex tecnico del Sassuolo è una piacevolissima ed efficientissima realtà, ben al di là delle attese. Ed è stata questa, sinora, la sua grande forza.
La Roma ha iniziato la stagione ridimensionandosi nell’organico, nelle ambizioni a breve termine, e anche nella guida tecnica. Almeno a prima vista. Parte Spalletti, allenatore di grande esperienza e caratura internazionale, universalmente riconosciuto come foriero di bel gioco e qualità. La gestione di Totti, poco condivisa dalla “piazza” (attenzione: a Roma come in nessun altro posto del mondo questo losco personaggio astratto assume inquietanti fattezze umanoidi), praticamente l’unico palese motivo di contrasto con la tifoseria. Arriva Di Francesco: tecnico giovane che ha fatto bene al Sassuolo. Che ha allenato (mettete pure la “v” al posto della “n”) buoni talenti, ma mai giocatori fatti.
Allo scetticismo che veleggiava attorno al nuovo allenatore, si è aggiunto il malumore per una campagna acquisti dettata più dai conti in banca che dalle necessità di campo. La Roma di certo non si è rinforzata. Anzi, è stata costretta a sacrificare il giocatore di maggior talento, Salah, oltre che uno dei migliori centrali in rosa, Rudiger, e uno dei giovani maggiormente promettenti, Paredes. Sono arrivati ricambi certamente non all’altezza. Alcuni, vedi Karsdorp e Schick, ancora non si sono visti. Altri, vedi Defrel, Gonalons e Moreno, forse era meglio non vederli. 
Insomma, la Roma ha iniziato la stagione sotto coperta. Destinata – a detta dei più – a un anno di transizione in attesa di casse migliori. E che dire del giorno dei sorteggi? Giallorossi spacciati. Forse il primo di novembre è ancora presto per fare bilanci. E i più scaramantici non apprezzeranno. Ma una squadra che storicamente è incappata in scivoloni clamorosi soprattutto in Europa, dove la tenuta mentale fa la differenza tra una grande e una piccola, ha dato finalmente prova di maturità e serenità. Superiore in tutto e per tutto al Chelsea campione d’Inghilterra nel doppio confronto, la Roma dell’anno zero è finalmente libera dall’angoscia del risultato.
Ora viene il bello, tanto per la Roma quanto per Di Francesco. Più si va avanti e più il valore delle partite aumenta (non è segreto che battere il Chelsea 3-0 a ottobre o a aprile non è la stessa cosa). Con esso salgono le pressioni e le attese. La Roma e Di Francesco hanno fin qui cavalcato l’onda dello scetticismo conseguendo risultati importanti e incoraggianti. Ma arriverà il momento di crisi, e con esso le critiche e l’impazienza di un ambiente troppo esigente per la storia che porta. Allora vedremo quanta Roma c’è. Dentro e fuori dai cancelli di Trigoria.

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