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Roma-Lazio, Di Francesco rivela: "Nainggolan gioca solo se al 90%. Schick ancora no"

Eusebio-Di-Francesco-Roma-Bologna

L’allenatore giallorosso ha l’organico quasi al completo per l’importantissima sfida di campionato contro i rivali concittadini. Tempi ancora lunghi per il recupero dell’attaccante ceco

Eusebio Di Francesco guarda all’importantissimo derby della capitale tra la sua Roma e la Lazio, che vale per entrambe tanto in ottica Champions League, se non qualcosa in più. L’allenatore giallorosso dovrà però fare a meno di Schick (ancora per niente al meglio) e forse Nainggolan, che però vorrebbe comunque utilizzare anche non al 100%. Ecco le sue dichiarazioni, in conferenza stampa.
Sul derby: “Non è chiaramente una gara come le altre. Da allenatore sarà ancora più difficile, sono però contento di potermelo giocare. Le due squadre stanno bene. Loro hanno fatto tanti punti e hanno grande qualità. Ripartono velocemente e vanno subito in verticale, cercando soprattutto Immobile che sa attaccare benissimo la profondità. Lui è l’arma in più dei nostri avversari, il giocatore più pericoloso. E’ una partita che inciderà tanto sulla stagione, ma non dobbiamo pensare alla classifica. Oggi come oggi penso che a livello di organico siamo alla pari, ma noi giocheremo per portare a casa i tre punti. Mi ha colpito l’affetto che c’è stato intorno al decimo anniversario della morte di Gabriele Sandri. Spero che domani sia una giornata di festa”.
Sui singoli: “In generale sono tornato tutti in buone condizioni, sono contento. Su Nainggolan, tra oggi e domani, prenderemo la decisione finale. A differenza di altri lui può essere importante anche all’80%, ma lo schiererò soltanto se sarà almeno al 90%: vorrei farlo giocare. Mentre Schick non sarà ancora a disposizione. Ha una fibrosi muscolare e deve recuperare al 100%, altrimenti rischia di farsi male da altre parti. Non tutti i giocatori recuperano allo stesso modo e ho chiesto sia a lui che allo staff di comunicarmi quando starà bene, in modo da poterlo riconvocare. Kolarov sta bene, per lui sarà una partita particolare ma ha grande forza e personalità e non avrà problemi”.
Sull’eliminazione della Nazionale dal Mondiale e sulle ripercussioni sui suoi giocatori: “Mi auguro che questa possa essere una motivazione in più. Dalle sconfitte arrivano le grandi vittorie, spero che abbiano voglia di rifarsi. Spero che possano mettere in campo la rabbia che spesso li ha contraddistinti. Personalmente punterei forte sulle seconde squadre. Bisogna lavorare meglio con i nostri giovani e il modo migliore: se vogliamo farli diventare giocatori importanti li dobbiamo seguire da vicino e non mandarli in prestito da altre parti. Solo così possono fare il salto di qualità più in fretta. Sul prossimo coach non ho preferenze, mi auguro solo che si inizi a lavorare in un certo modo, a prescindere dal prossimo commissario tecnico. Non ho un nome ben preciso, sarebbe troppo facile dire Ancelotti, che comunque mi piace tanto. Ognuno è padrone del proprio destino, sono curioso di sentire il nuovo programma di Tavecchio. Io personalmente però devo pensare ad altro. Non dico di pensarla come Tommasi o Ulivieri, ma il programma deve essere concreto. Si devono ascoltare anche le idee altrui”.
Sul paragone con Simone Inzaghi: “Abbiamo fatto due percorsi molto differenti. Gli ho fatto i complimenti per come riesce a entrare nella testa dei giocatori e per come sta andando in un ambiente non certo facile”.
Simone Inzaghi che ha appena parlato in conferenza stampa come il suo collega ed ex compagno di squadra al Piacenza.

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