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Sassuolo, Squinzi: "Ventura inadeguato. Tavecchio non mi rappresenta"

Il presidente dei neroverdi ha detto la sua in merito ad alcune tematiche post eliminazione azzurra

Giorgio Squinzi non è uno che ama andare per il sottile. Come al solito diretto, come al solito deciso, anche stavolta, nel corso di una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, si è lasciato andare con alcune considerazioni taglienti sul disastro della Nazionale: “Non ho condiviso le scelte di Ventura sin dall'inizio. L'ho sempre considerato inadatto al ruolo di c.t. e i fatti mi hanno dato ragione. Le scelte di formazione? Non sono un tecnico, ma gente come Politano, Missiroli o Acerbi avrebbero fatto la loro figura lunedì sera. La cosa che più mi colpisce è che il Sassuolo non sia mai stato considerato minimamente, nonostante siamo la squadra con più italiani della Serie A”.
L'attacco diretto all'ormai ex c.t. segue quello al presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, che il patron neroverde apostrofa così: “Non mi sento rappresentato da lui. Sono d'accordo con Malagò: doveva dimettersi con Ventura. Serve una svolta al sistema calcio, soprattutto per quanto riguarda il numero di stranieri. Va bene la legge Bosman e le leggi comunitarie, ma bisogna incentivare gli investimenti sui prodotti dei nostri vivai. Non il 10% degli utili, bensì del fatturato”.
Squinzi sembra avere le idee molto chiare sulle modalità di cambiamento del calcio italiano. Serve una svolta e serve adesso: “Oltre all'aspetto tecnico, con la valorizzazione del settore giovanile, darei molto più spazio ai manager preparati. Serie A a 18 squadre? Probabilmente alzerebbe il livello di competitività, ma non sicuro che sia la strada giusta da percorrere. Lo stadio di proprietà è certamente un fattore importante per la crescita delle singole società. Abbiamo perso tutti con l'eliminazione della nostra Nazionale, occorre rifondare un movimento e farlo dalle basi. Solo di sponsorizzazioni abbiamo fatto un buco pazzesco. Dobbiamo rialzarci e farlo nel modo giusto”.


? Pillola di Fanta

Stando ai numeri, il Sassuolo è davvero una squadra caratterizzata da un forte tasso di italianità. Questo particolare dettaglio rappresentava il fiore all'occhiello del patron Squinzi. Nel primo triennio in Serie A, grazie all'apporto di talenti del calibro di Domenico Berardi, Simone Zaza e Simone Missiroli, i romagnoli avevano praticamente messo le ali fino a raggiungere un'insperata qualificazione in Europa League. Con l'addio di Di Francesco – e l'arrivo di Bucchi – la situazione sembra aver preso una piega disastrosa. La Nazionale non accede ai Mondiali non appena la squadra con più italiani entra in crisi. Segnali premonitori o semplici coincidenze? SEGNALI DAL SASSUOLO


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