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Svezia-Italia: tutti i segreti della Nazionale scandinava e come batterla

svezia toivonen

La freschezza dei giovani emergenti e i numeri di Forsberg i punti di forza di una squadra non propriamente devastante per il tasso tecnico. Ecco un’analisi dei nostri prossimi avversari

Ormai ci siamo: tutto in 180 minuti, equamente ripartiti tra la Friends Arena (palcoscenico dell’ultima finale di Europa League) e lo stadio Giuseppe Meazza di Milano. La nostra Nazionale affronterà la Svezia per guadagnarsi un posto al prossimo Mondiale di Russia, nel 2018. Una competizione che può essere l’ultima per alcuni degli attuali titolari (Buffon), un trampolino di lancio definitivo per alcune “nuove leve” (Florenzi, Immobile e non solo) o anche la giusta occasione per riscattare un Europeo deludente (Zaza). Ma per battere questo avversario servirà soprattutto grande organizzazione e tanto tanto cuore. Andiamo ad analizzare nel dettaglio la Svezia di Jan Andersson.

LA FORMAZIONE TIPO (4-4-2)

Olsen;
Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson;
Claesson, S. Larsson, Johansson, Forsberg;
Berg, Toivonen.

L’ALLENATORE

Nato ad Halmstad, 55 anni fa, il c.t. gialloblu ha alle spalle tanta gavetta ma anche delle importanti soddisfazioni. Esordisce nella massima serie svedese nel 2004, allenando la squadra della sua città e sfiorando la vittoria del campionato (vinto dal Malmo con soli due punti in più). Trionfo arrivato poi nel 2015, alla guida del Norrköping, che non si affermava al vertice della competizione scandinava da 26 anni. L’anno dopo eredita una Nazionale che esce dall’Europeo in Francia già alla fase a gironi e orfana della sua stella: Zlatan Ibrahimovic. Andersson però farà ricredere appassionati e addetti ai lavori. Con un modulo molto pragmatico e con la freschezza di tutti i giovani emergenti, riesce a insidiare seriamente la Nazionale francese per la vittoria del raggruppamento di qualificazione, facendo fuori una rappresentativa di tutto rispetto come l’Olanda.

IL CAPITANO

La guida, in campo, dei giovani e promettenti atleti svedesi è una vecchia conoscenza del nostro campionato: Andreas Granqvist, al Genoa tra il 2011 e il 2013. Difensore roccioso e abile nel gioco aereo, sa sicuramente come affrontare chi gioca in Serie A, ma allo stesso tempo non è insuperabile per una squadra che fa del gioco palla a terra la sua arma prediletta. E la situazione, per lui e i suoi compagni di reparto, è peggiorata dal fatto che dovrà vedersela direttamente contro il suo ex compagno Ciro Immobile, il più in forma di tutti gli azzurri e attualmente in vetta alla classifica per la Scarpa d’Oro.

LA STELLA

Dopo la disfatta del 2016 e l’addio di Ibra, Andersson ha puntato deciso sui giovani emergenti dell’Under 21, confermatasi una delle migliori selezioni per quella fascia d’età. Ma tra tanti ragazzi e veterani, però, spicca il talento di un giocatore che si colloca a metà strada, in virtù dei suoi 26 anni. Si tratta del fantasista del Lipsia, Emil Forsberg. Nella scorsa stagione l’ex Malmo ha totalizzato la bellezza di 22 assist in Bundesliga: nessuno ha fatto meglio di lui nei migliori cinque campionati europei (si è avvicinato solo De Bruyne del Manchester City a 18). Un giocatore che sarà sicuramente osservato speciale della linea difensiva di Ventura, la BBC. Un punto debole potrebbe essere la sua cattiveria sotto porta (solo 17 reti in tre stagioni), ma quest’anno è andato a segno già due volte in Champions League: segno di grande maturità a livello internazionale.

I PUNTI DI FORZA

La Nazionale scandinava può contare sulle grandi capacità dei suoi giovani talenti e su alcuni ex del nostro campionato (a Granqvist si aggiunge Ekdal, ex di Juventus, Siena e Cagliari) che sapranno trovare i punti deboli degli azzurri. Attenzione anche a Lindelof, difensore del Manchester United in netta crescita con Mourinho, e al sempre presente John Guidetti, eterno irrealizzato dei principali palcoscenici internazionali ma comunque capace di grandi numeri in attacco, soprattutto se utilizzato a partita in corso.

I PUNTI DEBOLI

Pochi difetti per una selezione molto organizzata: l’assenza di veri leader e il modulo classico adottato da Andersson, il 4-4-2, che ormai da anni non viene particolarmente utilizzato dalle squadre che lottano per i titoli che contano ma allo stesso tempo garantisce una discreta organizzazione. Gli uomini di Ventura, viste le difficoltà degli ultimi tempi, dovranno fare leva soprattutto sulla capacità di cambiare le partite degli elementi più in forma e di maggior classe. I giocatori della Svezia sono molto forti fisicamente, e sarà quindi essenziale sfruttare il gioco palla a terra, che è nelle corde dei nostri. E per finire, come specificato anche da Florenzi, la nostra Nazionale ha sempre dato il meglio di sé nei momenti di maggiore difficoltà (vedi Mondiale 1982 e Mondiale 2006). E allora non ci deve essere avversario che tenga.

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