C'era una volta

C'era una volta… Juventus-Argentinos 6-4 dcr, i bianconeri sono campioni del mondo per la prima volta

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L'8 dicembre di 32 anni fa la Juventus sconfigge l'Argentinos Juniors in uno dei match più entusiasmanti della storia delle sfide nella Coppa Intercontinentale

Nella meravigliosa storia delle sfide tra Europa e Sud America che hanno caratterizzato la ormai defunta Coppa Intercontinentale, la sfida del 1985 tra Juventus e Argentinos Juniors viene ricordata come la partita più bella ed entusiasmante della storia della manifestazione. A Tokyo si sfidarono le due squadre che rappresentavano i 2 top team dei rispettivi continenti: da una parte la Juventus di Giovanni Trapattoni che poteva annoverare tra le sue fila campioni come Scirea, Gentile, Laudrup e Platini; i biancorossi argentini, invece, puntavano sul talento e l'imprevedibilità del trequartista Borghi – che dopo questa partita fu definito da Platini come “il Picasso del calcio” – e sulla linea mediana dell'ex commissario tecnico della nazionale Argentina Batista.
La Juventus arriva a questa partita dopo i tragici e ben noti fatti dello stadio Heysel della finale di Coppa dei Campioni del maggio 1985; mentre gli argentini sono diventati campioni del Sudamerica dopo una triplice sfida contro i colombiani dell'America di Cali decisa solamente ai calci di rigore dello spareggio dopo l'1-0 casalingo degli argentini e lo stesso risultato , nel ritorno, per i colombiani.
La partita fu trasmessa in diretta alle 4 – su Canale 5 -del mattino solamente per il territorio lombardo in quanto, allora, era proibito dalla legge alle emittenti private di trasmettere in tutta Italia. Fu la prima partita a non essere trasmessa, nella storia della televisione italiana, in diretta dalla Rai.
Dopo un primo tempo di studio con molta fisicità e poco nitide occasioni, gli argentini passano in vantaggio al 55′ grazie ad un'imbeccata centrale che trova impreparata la retroguardia bianconera che viene trafitta dal taglio di Ereros che dal limite dell'area supera Tacconi con un pallonetto. La replica juventina non si fa attendere e su un cross dalla sinistra Serena viene platealmente atterrato da un difensore in maglia rossa: calcio di rigore che Platini trasforma, 1-1. La partita diventa bellissima ed entrambe le squadre giocano a viso aperto cercando di raggiungere la vittoria ed è così che dagli sviluppi di un calcio d'angolo Platini salta un difensore con un sombrero e poi con una conclusione ad incrociare, al volo, di sinistro si insacca imparabilmente alle spalle del portiere argentino ma l'arbitro tedesco – il Signor Volker Roth – annulla per un inesistente fuorigioco.


La sfida continua e al 75′ un delizioso pallone in verticale di Borghi viene trasformato in gol dall'ala destra Castro che da posizione piuttosto defilata trova una traiettoria forte e precisa che trafigge, ancora una volta, Tacconi. Quando l'inerzia della partita sembra ormai totalmente nelle mani dell'Argentinos Juniors, la caparbietà di Laudrup – che salta il portiere e insacca quasi dalla linea di fondo dopo una bellissima triangolazione al limite dell'area – ristabilisce la parità ed i tempi regolamentari terminano sul risultato di 2-2.
La sfida verrà decisa ai rigori e qui sarà il portiere bianconero Tacconi a salire in cattedra parando 2 rigori agli argentini contro l'unico errore bianconero da parte di Laudrup. Alle 6.30 del mattino dell'8 dicembre 1985 la Juventus è per la prima volta nella sua storia Campione del Mondo. 
Il tabellino della partita:

ARGENTINOS JUNIORS: Vidallè, Villalba, Pavoni, Olguin, Domenech, Commisso (Corsi 86), Batista, Videla, Castro, Borghi, Ereros (Lopez 118) – Allenatore Yudica
JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea (Pioli 65), Mauro (Briaschi 77), Manfredonia, Serena A., Platini, Laudrup – Allenatore Trapattoni
ARBITRO: Roth (Germania Ovest)
NOTE: Sequenza calci di rigore: Brio (gol), Olguin (gol), Cabrini (gol), Batista (parato), Serena A. (gol), Lopez (gol), Laudrup (parato), Pavoni (parato), Platini (gol). 

 

Fonte foto: wikipedia


Naturalmente e fatalmente attratto da tutto ciò che mi incuriosisce, laureando in lingue per gioco, portiere in campo e nella vita per lavoro. Ossessionato dal calcio e dallo sport in generale per vocazione e stile di vita. Come direbbe Winston Churchill studio per gli esami come fossero partite e gioco le partite come fossero esami.

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