C'era una volta

C'era una volta… Marcelo Zalayeta, il "Panterone" dai gol pesanti

zalayeta

Indimenticabile eroe di tante notti europee della Juventus, l'attaccante uruguaiano compie oggi 39 anni

Ci sono uomini che più di altri – al di là del loro talento e della loro attitudine al sacrificio – sanno farsi trovare puntuali all'appuntamento con il destino, quasi sappiano da un copione già scritto quale sia il momento perfetto per entrare in scena, il momento perfetto per scrivere il proprio nome nella storia. Uno di questi uomini è sicuramente Marcelo Danubio Zalayeta.
L' attaccante uruguaiano, nato il 5 dicembre 1978, è famoso nel nostro paese per la lunga militanza in maglia bianconera e, successivamente, al biennio partenopeo del primo Napoli in Serie A di Aurelio De Laurentiis. Ha legato il suo nome in particolar modo a due serate di Champions League indimenticabili per il popolo juventino: quella del 22 aprile 2003, dove al Camp Nou di Barcellona, nei tempi supplementari, regala alla Juventus l'accesso alla semifinale di Champions League con un suo gol; e quella del 9 marzo 2005 dove, sempre ai supplementari, con una grande acrobazia segna il gol che elimina il Real Madrid dei “Galacticos”.
Autentico “spauracchio” delle due grandi di Spagna, come tanti talenti del suo paese cresce calcisticamente nel Danubio dove appena 18enne esordisce tra i professionisti, nel 1996, segnando 12 gol in 32 presenze stagionali. Attira le attenzioni di un'altra grande del calcio uruguaiano, il Peñarol, dove si conferma giovane attaccante di grandi prospettive. Qualità che non scappano alla Juventus che lo acquista nel campionato 1997/98 e nonostante le poche presenze mostra subito un saggio della sua innata capacità di “uomo del destino” segnando subito all'esordio in Serie A, il 14 marzo 1998, in un Juventus-Napoli terminata 2-2. Questo sarò l'unico sigillo della sua prima stagione italiana che lo vedrà, seppur come giovane comprimario, vincere lo Scudetto. Nelle 3 stagioni successive verrà girato in prestito a Empoli (1998/99 con 17 presenze e soli 2 gol) e Siviglia (50 presenze e 10 gol in 2 stagioni in Andalusia) per completarne la maturazione. Ma a causa di problemi di ambientamento e svariati infortuni il “Panterone” non rispetta le aspettative e nell'estate 2001 torna a disposizione della “Vecchia Signora” dove rimarrà, sembra come affidabile attaccante di scorta, fino al 2007 disputando la stagione 2006/07 che vide la Juventus competere in Serie B. Al netto delle sentenze post Calciopoli Zalayeta chiude la sua carriera in bianconero vincendo 3 Scudetti: 1997/98; 2001/02; 2002/03.
La Juventus tornerà subito in Serie A a braccetto con Genoa e Napoli, dove Zalayeta approderà nell'estate 2007 disputando 2 buone stagioni tra campo e panchina mettendo a referto 12 gol in 49 presenze in partenopee. Famoso è il suo “tuffo” su un'uscita di Buffon che valse un contestatissimo calcio di rigore in un'accesissima sfida tra Napoli e Juventus disputata il 27 ottobre 2010 che vedrà trionfare gli azzurri per 3-1 con due rigori molto generosi a loro favore. Nell'estate 2009 viene ceduto in prestito al Bologna dove non brilla (29 presenze condite da 4 gol) e dopo essere tornato alla base napoletana, trova un accordo per la stagione successiva con i turchi del Kayserispor, ma è solamente il preludio per il ritorno a casa, al Peñarol, nel 2011 dove chiuderà la carriera vincendo il secondo titolo nazionale con i gialloneri a 16 anni di distanza dal primo. Chiuderà con il calcio nel 2015 avendo segnato più di 160 gol in carriera.
el 1997 sfiora la vittoria del Mondiale Under 20 svoltosi in Malesia, perdendo la finale contro l'Argentina di Riquelme, SamuelCambiasso. Con la maglia celeste della nazionale uruguaiana perde la finale della Copa America organizzata dal Paraguay nel 1999 contro il Brasile di Rivaldo e Ronaldo. Colleziona 35 presenze segnando 10 gol, complessivamente, con la maglia dell'Uruguay. Presenze che sarebbero state molte di più se non avesse dato l'addio alla nazionale a soli 27 anni dopo aver sbagliato il rigore decisivo della serie nello spareggio contro l'Australia valevole per la qualificazione al Mondiale di Germania del 2006.


Naturalmente e fatalmente attratto da tutto ciò che mi incuriosisce, laureando in lingue per gioco, portiere in campo e nella vita per lavoro. Ossessionato dal calcio e dallo sport in generale per vocazione e stile di vita. Come direbbe Winston Churchill studio per gli esami come fossero partite e gioco le partite come fossero esami.

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