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Il Pagellone del lunedì

Dal Manchester City di Guardiola alla crisi del Borussia Dortmund: il Pagellone del Lunedì

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Il meglio e il peggio della settimana calcistica appena trascorsa. Dal record del Manchester City alla vergognosa reazione del presidente della Nuorese

Voto 10 al Manchester City di Guardiola. Il 10 dicembre la Premier League va in archivio. È questo il verdetto che ci consegna Old Trafford. Il Manchester City ha conquistato 15 vittorie, di cui 14 consecutive – record nella storia della Premier League -, e un pareggio: 46 punti su 48 disponibili, l’unico stop è datato 21 agosto contro l’Everton. Fantascienza. Il derby con lo United è una dimostrazione di superiorità che va oltre il successo di misura finale. Guardiola ha il miglior attacco e ora anche la miglior difesa del torneo. Lo scontro diretto ne ha certificato il dominio e al momento nessuno può reggere il confronto in Inghilterra, visti gli 11 punti di vantaggio sui Red Devils secondi in classifica.
Voto 9 a Mohamed Salah. La Premier League ha il suo nuovo capocannoniere, si tratta di Mohamed Salah. Con la rete nel derby contro l’Everton l’egiziano ha raggiunto quota 13 e ha effettuato il sorpasso su Kane, salito a 12 dopo la doppietta allo Stoke City. L’ex Roma è già a quota 19 reti in stagione, e ha siglato 13 reti nelle ultime 12 partite tra campionato e coppa. Con un Salah in queste condizioni l’obiettivo qualificazione in Champions League è ampiamente alla portata dei Reds.
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Voto 8 a Sebastian Giovinco e il suo Toronto. Finalmente Sebastian Giovinco è riuscito a vincere il campionato americano, quello a cui partecipa da ormai 3 stagioni. E l’ha fatto da protagonista, mettendo in porta per due volte i compagni che hanno regalato il 2-0 ai suoi Toronto FC sui Seattle Sounders nella finale di MLS. E’ il primo grande trionfo di Giovinco da protagonista, arrivato da superstar in una squadra che tale è diventata nel tempo, anche grazie ai colpi dell’ex Juve. Insomma, la prima parte della missione può dirsi davvero completata, ora il difficile sarà riconfermarsi. In 3 anni Giovinco ha realizzato ben 65 reti in 104 presenze.
Voto 7 alla promessa di Fonseca. “Se passiamo il turno mi vesto da Zorro – aveva detto il tecnico portoghese un paio di settimane fa, prima di sfidare il Napoli al San Paolo – l’ho detto e nel caso lo farò. Mi vestirei da Zorro, ma manterrei la promessa dopo l’ultima partita. So che in molti non ci credono, ma accadrà”. Detto, fatto. Lo Shakhtar ha agevolmente avuto la meglio su un Manchester City privo di qualsiasi motivazione, ha staccato in carrozza il biglietto per gli ottavi di finale di Champions League e Fonseca non si è tirato indietro: così in sala stampa, si è travestito da Zorro.


Voto 6 all’invasione in Macedonia. E’ in corso la gara di Europa League tra Vardar e Rosenborg, quando all’improvviso sul terreno di gioco si prende la scena un cane che incredibilmente è riuscito a invadere il rettangolo verde. Il match viene fermato per alcuni minuti, giusto il tempo di riuscire a fermare la corsa dell’animale.


Voto 5 al dischetto perduto a Colonia. Nell’ultimo weekend di Bundesliga è andata di scena una delle partite più emozionanti della stagione. Sotto una fitta nevicata, il Colonia fanalino di coda stava per vincere la sua prima gara sopra di 3 reti contro il Friburgo. La squadra di casa, tuttavia, è riuscita a farsi prima raggiungere e poi superare nei minuti di recupero; 3-4 il punteggio finale. Incredibile episodio durante il penalty che è valsa la rete del momentaneo 2-0 casalingo. La neve sul terreno di gioco cancella il dischetto del rigore, costringendo l’arbitro a contare gli 11 passi per decidere da dove far calciare Guirassy.


Voto 4 al Benfica. E’ stata una Champions League davvero deludente quella del Benfica. Un disastro tutt’altro che annunciato, in un girone abbordabile. Il Benfica saluta la Champions League e l’Europa nel peggiore dei modi: ultimo posto nel Gruppo A (quello con Manchester United, Basilea e CSKA), 0 punti in 6 partite, una sola rete all’attivo e la peggior percentuale realizzativa tra le 32 partecipanti. Rui Vitoria si è assunto le responsabilità della débâcle storica, che arriva dopo due anni in cui la squadra di Lisbona aveva ben figurato nelle competizioni continentali, riuscendo a superare la fase a gironi. Obiettivo minimo stavolta fallito, con la peggiore performance della storia del club in Champions League.
Voto 3 ad un tifoso del Bari. Durante il posticipo di Serie B tra Bari e Palermo, in palio la testa della classifica, un tifoso locale annoiato dal risultato (0-3 in favore dei siciliani) ha invaso il terreno di gioco. L’uomo non si è limitato ad entrare in campo, ma ha anche colpito in maniera non violenta la testa di Aleesami, terzino rosanero.

Voto 2 al Borussia Dortmund di Bosz. E fanno 12. Dodici partite senza vittoria per il crollo di una squadra distrutta dall’egemonia finanziaria del Bayern Monaco, assoluto padrone della Germania. Meno di 5 anni fa i gialloneri erano la novità più frizzante d’Europa, col calcio verticale e il ritmo forsennato di Klopp e una fucina di talenti autocoltivati che li portò fino alla finale di Champions. Poi, puntuale, è passata la mano egemone dei bavaresi a riempire le casse ma a distruggere la seconda forza del calcio tedesco, che ora sembra tornata a tabula rasa. Bosz è stato cacciato domenica e rimpiazzato da Stoger, a sua volta silurato sette giorni fa dal Colonia. Davvero incredibile se si pensa a come era partita bene la stagione del Borussia.
Voto 1 al presidente della Nuorese. Il calcio dovrebbe essere insegnamento per i bambini, invece il presidente della Nuorese (Serie D) Michele Artedino ha deciso di diventare l’esempio negativo: inveisce contro i tifosi, venendo a sua volta sonoramente insultato in seguito all’ennesima sconfitta della propria squadra (Nuorese 0-3 Latina). In Sardegna ieri è andata in scena una delle pagine più brutte della storia recente del calcio italiano: Artedino va sotto la curva degli ultras e li deride, con gesti inqualificabili che si commentano da soli. Viene apostrofato con l’invito ad andarsene, per usare un eufemismo.


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