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Champions League, Roma contro Shakhtar Donetsk: i precedenti bruciano ancora. Tutto sugli ucraini

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Agli ottavi di Champions League, la Roma affronterà lo Shakhtar Donetsk. Un doppio confronto dal sapore di vendetta per l’eliminazione del 2011

Il sorteggio di Nyon ha deciso: sarà lo Shakhtar Donetsk a dover affrontare la Roma negli ottavi di Champions League. L’andata si giocherà in Ucraina, il ritorno all’Olimpico di Roma. I giallorossi hanno così evitato pericoli ben più grandi come Bayern Monaco o Real Madrid ed evitato altre squadre fastidiose come Siviglia e Porto. Gli ucraini però non sono da meno: hanno eliminato il ben più quotato Napoli nella fase a gironi e hanno vinto tutte e tre le partite casalinghe del loro girone.
 

LA SQUADRA

Formazione tipo (4-2-3-1): Pyatov; Butko, Ordets, Rakitskiy, Ismaily; Fred, Stepanenko; Marlos, Taison, Bernard; Ferreyra.
Lo Shakhtar Donetsk è un mix tra sudamericani e ucraini: nell’11 tipo troviamo ben 6 sudamericani e 5 ucraini. Tra i primi il terzino sinistro Ismaily, il centrocampista Fred e tutto il reparto offensivo composto da Bernard, Taison e Marlos alle spalle di Ferreyra. Tutti brasiliani ad eccetto di quest’ultimo, argentino con passaporto italiano. A dire il vero, anche Marlos, nativo di Sao José dos Pinhais, è stato naturalizzato ucraino e convocato in Nazionale dal CT Shevchenko lo scorso 30 settembre. Infine, sulla destra capitan Srna che da ben 14 anni veste la casacca arancio-nera, ma che per il momento non sta giocando per essere stato trovato positivo all’antidoping dopo la partita vinta all’andata col Napoli. Il punto debole della squadra è sicuramente la difesa, mentre il punto forte è il reparto offensivo. Il gioco si sviluppa principalmente sulle fasce, coi due esterni che giocano a piede invertito e la punta centrale sulla quale si sviluppa il gioco.

L’ALLENATORE

Paulo Fonseca o Zorro? Già perché l’allenatore dello Shakhtar aveva promesso che in caso di passaggio del turno si sarebbe travestito da Zorro e così è stato. L’eredità di Lucescu era pesante, ma Fonseca ha saputo prendere subito in mano le redini, lasciando il modulo 4-2-3-1 offensivo, tipico dello Shakhtar. Allenatore decisamente eccentrico, si sta facendo largo nel grande calcio, facendosi conoscere dopo aver guidato bene anche il Braga un paio d’anni fa: quarto posto in campionato e Taça de Portugal, la nostra Coppa Italia, conquistata ai danni del Porto. Proprio dai Dragoes era stato esonerato due anni prima complici gli scarsi risultati ottenuti.

LA STELLA

Un tempo c’erano Willian, Douglas Costa e Alex Teixeira, oggi ci sono Taison, Marlos ma soprattutto Bernard. Il nativo di Belo Horizonte è in Ucraina dal 2013, anno in cui lo Shakhtar lo acquistò dall’Atletico Mineiro per circa 25 milioni di euro. Pur essendo un giocatore molto offensivo, segna poco, ma quando lo fa lascia il segno. In questa Champions ne ha realizzati 3 e tutti decisivi: è sua la doppietta nella vittoria contro il Feyenoord in trasferta ed è sempre suo il primo gol realizzato nell’ultima giornata contro il Manchester City. Contro un giocatore come Bernard servirà un attentissimo Florenzi.

LA STAGIONE

Domenica scorsa ha perso per 2-1 contro lo Zorya per l’ultima partita di questo 2017. Lo Shakhtar, infatti, tornera giocare una partita ufficiale il 17 febbraio, giorno in cui riprenderà il campionato ucraino dopo i due mesi di stop per la stagione invernale. In patria è in testa alla classifica, davanti alla Dinamo Kiev con 42 punti, conquistati con 13 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte. In Champions League hanno fatto un cammino sontuoso: 12 punti grazie alle 4 vittorie in 6 partite. Tre di queste sono arrivate in casa, battendo sia il Napoli che il Manchester City; il Feyenoord è stato battuto sia in Ucraina che in Olanda. Ma non bisogna dimenticare un fattore molto importante: gli arancio-neri giocano praticamente sempre in trasferta, precisamente a Kharkiv, 300 km più a nord. Il Motivo? La Donbass Arena di Donetsk, lo stadio dello Shakhtar, è stata fortemente danneggiata da due bombe nel 2014.

I PRECEDENTI

Come tutti i tifosi giallorossi ricorderanno, quest’ottavo di finale non sarà un inedito. Lo Shakhtar è stato affrontato già in altre quattro occasioni, ma il bilancio non è positivo. La prima volta andò molto bene: era il lontano 12 settembre 2006, quando la Roma vinse per 4-0 nella fase a gironi di Champions League. Di quella Roma è rimasto solo capitan Daniele De Rossi, uno dei marcatori di quella serata. Da lì fu un disastro: al ritorno perse per 1-0, ma a bruciare maggiormente nel cuore dei tifosi sono ancora le tremende sconfitte subite nel 2010/11. Era l’anno della meravigliosa rimonta al Bayern Monaco da 0-2 a 3-2 che ci consentì di passare il turno dove appunto trovammo gli ucraini. Fu una debacle totale: all’andata la Roma perse clamorosamente per 2-3, mentre al ritorno dovette incassare un netto 3-0. Napoli e Roma a parte, invece i precedenti delle italiane con lo Shakhtar sono buoni: 11 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta. Nella doppia sfida degli ottavi che verranno, la Roma avrà l’occasione di vendicarsi.

Consulta anche:

IL SORTEGGIO DI EUROPA LEAGUE

Fonte foto: twitter.com/fcshakhtar_eng

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