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Fiorentina, Thereau tra campo e realtà: "L’obiettivo è l’Europa League. Nonostante i cambiamenti sarebbe magnifico"

Contrasto-Thereau--Fiorentina

L'esterno d'attacco viola fa il punto sui primi mesi a Firenze e si racconta a 360°, tra il rapporto con i suoi connazionali e le passioni extra campo. Ecco le sue dichiarazioni

Cyril Thereau traccia un primo bilancio dei primi mesi alla Fiorentina. Un club, quello viola, che già in passato aveva corteggiato il fantasista francese. L'ex Chievo e Udinese racconta poi il rapporto con i suoi connazionali e compagni di squadra Eysseric e Veretout e le sue passioni fuori dal rettangolo di gioco. Ecco le dichiarazioni di Thereau, al Pentasport di Radio Bruno.
Sul campionato disputato finora: “Il nostro campionato è stato quello che tutti si aspettavano, dal mister ai dirigenti. Sono arrivati tanti ragazzi giovani, alle loro prime esperienze nel calcio italiano. Ci mancano forse un paio di punti, che ci avrebbero fatto più felice. Speriamo di andarceli a prendere in futuro, magari già contro la Juventus. Non aver raccolto i tre punti con l'Inter è stato un rammarico, perché abbiamo creato tanto senza rischiare nulla. Siamo arrabbiati perché ci manca la vittoria contro una big, questo sarà il principale obiettivo del girone di ritorno. Siamo in lotta per l'Europa League. Già la partita di domenica contro la Samp sarà non decisiva ma molto importante. Poi ci sono anche Udinese, Bologna e altre. Riuscire a qualificarci nonostante tutti i cambiamenti sarebbe magnifico”.
Sul rapporto con i francesi: Veretout sinceramente non lo conoscevo e mi ha impressionato fin dal primo giorno. Piace alla gente, è aggressivo e sa giocare con la palla fra i piedi. Eysseric sta faticando ad ambientarsi ma ci sta: in questo calcio è difficile. Quando sono arrivato in Italia, dopo sei mesi ho chiesto al mio procuratore di cercarmi un'altra squadra. C'è molta tattica e serve tempo per imparare la lingua, il che è fondamentale. Come gli ho detto, lui non deve assolutamente mollare. Imparerà ad assimilare certi ritmi, perché ha grande qualità e lo dimostrerà nei prossimi sei mesi. Già nelle ultime prestazioni contro Inter e Lazio ha fatto intravedere quanto di buono fatto a Nizza.Discuto molto con i francesi quando vediamo le partite di Ligue 1 insieme. Io tifo Marsiglia, Veretout Nantes, Eysseric Nizza e altre due o tre squadre”.
Sulla precisione sotto porta della squadra: “É vero, i dati lo dimostrano. Il mister è molto preciso sulle statistiche. Noi siamo la seconda squadra a tirare di più in porta e creare occasioni è la cosa più importante per un attaccante. Bisogna essere più cinici, a partire dalle esercitazioni in allenamento. L'intesa con Simeone e Chiesa cresce e poi Pioli ci aiuta esortando la squadra a giocare e pressare sempre più alta. Basterà migliorare un minimo in questo e il risultato si vedrà subito, soprattutto in termini di punti in classifica”.
Su sé stesso e sull'avvento in viola: “Ho lavorato tanto per migliorare nel gioco aereo, nonostante sia sempre stato bravo in questo. Però sotto porta segno poco di testa e questo non va bene. Oggi le squadre hanno bisogno di una torre davanti, tranne il Barcellona o il Napoli che giocano palla a terra. Per esempio Simeone in questo è devastante. Quando riesce a prendere il tempo, non lascia scampo al portiere. Il mio contratto triennale nonostante l'età? Corvino mi ha detto subito che è stata la prima volta per lui. Io però avevo questo tipo di accordo con l'Atalanta e soprattutto con la Sampdoria. Poi però mi ha chiamato Pioli e allora io ho bloccato tutto, ma ho voluto lo stesso contratto. Avevo parlato già un paio di volte con i viola, sia ai tempi del Chievo che dell'Udinese. Ho sempre avuto il rammarico di non aver preso questo treno. Firenze mi è sempre piaciuta, per la bellezza del campo, dello stadio e per il calore dei tifosi. Pradè, dopo due volte che provava a prendermi, mi ha detto: “alla terza finalmente ci sono riuscito”‘. Ero in treno verso Milano per firmare il contratto, poi con la chiamata di Pioli è saltato tutto”.
Sulle passioni extra campo: “Amo i tatuaggi. Il primo l'ho fatto sul collo, quando avevo 22/23 anni. Mi piace proprio dal punto di vista estetico, poi ne ho approfittato per renderla anche una cosa familiare. Ho i nomi di mio figlio e dei miei cari tatuati sulla pelle. Mi piace anche l'Nba. Delle volte faccio nottata, ma non lo diciamo. Per Cleveland-Golden State e i playoff mi sveglio anche alle 2′. Per fortuna le finali cadono durante le vacanze. Sono andato a vedere Miami dal vivo e posso dire che l'atmosfera del palazzetto è meraviglioso. Il mio idolo è Lebron James, seguo tutte le sue squadre. È un alieno”.

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