Seguici su

Serie A

Milan, denaro riciclato di Yonghong Li per l'acquisto del club? La procura smentisce e Ghedini attacca

yonghong li Milan

Nella mattinata era rimbalzata prepotentemente la notizia dell’illiceità della provenienza dei fondi cinesi. Il procuratore capo Greco smentisce tutte le accuse, e il legale di Berlusconi grida al complotto

Nella mattinata di oggi il noto quotidiano La Stampa aveva riportato una notizia riguardo l’apertura di una presunta inchiesta sulla cessione del Milan da parte della Procura di Milano. In particolare, secondo il giornale torinese, al momento della transazione si sarebbe verificato un gonfiamento del prezzo finale d’acquisto (740 milioni) con lo scopo di riciclare denaro sporco. Niccolò Ghedini, legale dell’ex presidente rossonero Silvio Berlusconi, aveva presentato dei documenti che attestavano la lecita provenienza del denaro cinese, confutati da altri nuovi documenti emersi successivamente che dimostrerebbero esattamente il contrario.
Inoltre, il primo a farsi avanti per l’acquisto era stato lo sconosciuto broker thailandese, Bee Taechaubol, disposto a offrire addirittura 960 milioni. La trattativa però non proseguì, e l’advisor che la seguiva, Tax &Finance, finì nel mirino della giustizia per una grossa frode fiscale. E il mistero si infittisce nel momento in cui, dopo l’acquisto di Yonghong Li, la nuova dirigenza fa una campagna acquisti faraonica, che attira l’attenzione di tutti gli esperti di economia e di finanza, i quali mettono in dubbio tutti i movimenti di denaro della nuova società.
A buttare acqua sul fuoco ci ha pensato però il Procuratore capo Francesco Greco, che ai microfoni dell’Ansa ha dichiarato: “Allo stato attuale non esistono procedimenti penali sulla compravendita dell’ A.C. Milan“. Ma a rincarare la dose ci ha pensato proprio Ghedini, che accusa La Stampa e denuncia un attacco politico: “Ancora una volta un giornale con una precisa connotazione politica e imprenditoriale aggredisce il presidente Berlusconi con una notizia totalmente inventata. Ciò che è ancor più grave è il fatto che nella serata di ieri eravamo stati avvisati che la notizia, falsa, sarebbe stata pubblicata sul quotidiano La Stampa. Immediatamente avvertimmo il direttore del quotidiano e uno dei giornalisti della totale infondatezza, inverosimiglianza e falsità dell’assunto. Nonostante ciò la pubblicazione è avvenuta. E’ evidente dunque la pervicace volontà diffamatoria che non può che avere ragioni correlate all’intenzione di interferire nell’imminente competizione elettorale. Saranno ovviamente esperite tutte le azioni del caso”. 

Consulta anche:

TUTTE LE PRINCIPALI NEWS SULLA SERIE A
IL TABELLONE COMPLETO DEL CALCIOMERCATO INVERNALE DELLE 20 SQUADRE DI SERIE A

Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Annuncio pubblicitario
Annuncio pubblicitario

Di più in Serie A