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Perché si perché no

Perché sì e perché no – La Roma fa bene a vendere Dzeko?

Ultime prestazioni sottotono, quasi 32 anni sulla carta d’identità e 35 milioni potenziali in arrivo. Dzeko al Chelsea sembrerebbe un capolavoro di cessione, ma c’è metà stagione da giocare

Sono ormai giorni che tutto l’ambiente Roma, come una sorta di “m’ama non m’ama”, si sta domandando “vendere Dzeko o non vendere Dzeko?“. Anzi, piccola correzione: non tutto l’ambiente Roma, ma solamente i tifosi. Già perché sembra che la società sia convinta al 100% nel venderlo e la squadra si stia preparando al suo addio, destinazione Chelsea. Le cifre sono importanti: il bosniaco ed Emerson andrebbero via per 50 milioni di euro più 10 di bonus, di cui solo 30+5 sono per Edin. Questo poiché le due trattative non sono legate: Emerson è ad un passo dalla firma e partirà per Londra, con o senza Dzeko.
PERCHÉ SÌ
La Roma farebbe bene a vendere Dzeko esclusivamente per un motivo: risanare le casse per non ricevere sanzioni dall’UEFA in merito al Financial Fair Play. Analizzando, invece, il giocatore il discorso è un altro: ricevere 30 milioni di euro più 5 di bonus, per un attaccante di quasi 32 anni – li compirà il prossimo 17 marzo – è una vera e propria manna dal cielo. Poi se si aggiungono i 25 milioni per Emerson, che attualmente è la riserva di Kolarov, il capolavoro è fatto: è uno di quei treni che non ripassano una seconda volta – in questo caso solo per la società; anche perché i bilanci sono in rosso e l’alternativa era vendere Nainggolan in Cina. Altro motivo per cui venderlo è che il Dzeko di adesso non sta dimostrando di essere quello dell’anno scorso o anche di inizio stagione: certo, un po’ come tutta la squadra. Infine, anche se per un miracolo divino, Dzeko dovesse tornare a segnare a raffica, nessuno l’estate prossima sarà disposto a spendere 30/35 milioni di euro, neanche dalla Cina, USA o Emirati Arabi di turno.
PERCHÉ NO
La frase che circola in questi giorni tra i tifosi giallorossi e i vari commentatori della vicenda è solo una: se fosse giugno, non staremmo neanche qui a discuterne. Il fatto è che non siamo a giugno, ma a gennaio, con un intero girone di ritorno da disputare e un ottavo di Champions da giocare. A livello calcistico, vendere un giocatore importante come Dzeko a questo punto della stagione è pura follia: sicuramente non sta garantendo un buon rendimento, ma le sostituzioni in casa Roma scarseggiano. Le alternative al bosniaco si chiamano Schick e Defrel: un gol in due, tanta panchina e tanti infortuni. Sicuramente il ceco ha più chance di giocare rispetto all’ex Sassuolo, ma sostituire Dzeko in corso d’opera non si impara con uno schiocco di dita. E anche i suoi compagni dovrebbero abituarsi a giocare in altro modo, perché sia Schick che Defrel – ma prendiamo in esame l’ex Samp come candidato numero uno – hanno caratteristiche diverse. C’è chi pensa che il 4-3-3 non è il modulo più adatto al 14 giallorosso, c’è chi dice che è solo un enorme bluff, ma c’è anche chi dice che vada data ancora qualche possibilità ad un giovane pagato più di 40 milioni.

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