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Milan, Kessié a 360°: "Gattuso? Io sono più forte. Arrivato in Italia volevo tornare indietro"

Kessie Cutrone Milan

Franck Kessié ha rilasciato un’ampia intervista dove ha raccontato il suo passato e parlato del suo attuale allenatore al quale si paragona con riserva

È uno degli elementi fondamentali del Milan di Gattuso, che ha rivelato di rivedersi proprio in lui e la cosa è contraccambiata con un pizzico di ironia: “Gattuso è stato un grande campione, ma tecnicamente penso di essere più forte io“. Stiamo parlando di Franck Kessié, centrocampista ivoriano di soli 21 anni arrivato al Milan la scorsa estate per 28 milioni di euro. Il giocatore, squalificato per il prossimo turno, ha rilasciato un’intervista a Milan TV, raccontandosi a 360°.
Stanchezza accumulata? Kessié bypassa: “Sì, un po’ di stanchezza c’è, ma conta poco. Io devo crescere ancora e alzare l’asticella. Il momento più difficile in una gara per uno che gioca tanto come me è l’inizio, però dopo 20 minuti sono a posto: l’emozione mi sale dopo il riscaldamento, quando faccio gli scalini per scendere in campo“.
Sulla vita a Milano: “Mi piace, è una bella città. Faccio avanti e indietro da Milano a Milanello. Qualche volta sono stato in Duomo. Poi sto a casa a riposare ed ascoltare musica, perché devo recuperare bene: gioco alla Playstation, dove mi metto capitano. Batto punizioni, rigori, faccio tutto io. Oppure esco con gli amici a giocare a bowling. Vinco sempre io“.
Dalla Costa D’Avorio all’Italia, il passaggio non è stato semplicissimo: “Quando ho preso il volo per arrivare in Italia e sono arrivato a Bergamo, sono passato dai 27 gradi ai -2/-3, perché sono arrivato in inverno. Volevo subito tornare indietro – scherza l’ex Atalanta – ma ci vado in vacanza: lì ho amici e parenti“.
Sul rapporto coi compagni di squadra: “Scherzo soprattutto con Kalinic e Zapata e rido, perché son tutti seri i miei compagni. Stiamo andando a giocare a calcio, non a fare la guerra“.
Sulla prima partita vista allo stadio: “La mia prima partita è stata Costa D’Avorio contro Guinea: è stato un bel match, con tutto lo stadio pieno. In Italia la mia prima partita è stata Atalanta-Cagliari: lì mi son detto che avrei dovuto fare per forza questo mestiere“.
Alcuni ringraziamenti: “Al mio procuratore George Atangana, che mi ha portato dalla Costa D’Avorio a Bergamo, dove ho firmato con il direttore sportivo, Sartori. Poi sono andato a Cesena in prestito e devo ringraziare Rino Foschi e Massimo Drago, che mi ha fatto giocare tanto. Io sono arrivato lì come difensore centrale e l’allenatore mi ha messo subito a centrocampo, dove mi diverto di più perché sono più vicino alla porta per far gol. Idolo? Mi piaceva tanto Essien. E il Milan è speciale per tifosi e progetto: mi è piaciuto da subito“.

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Dopo un periodo di ambientamento dovuto al salto in una grande squadra, ora Gattuso non può fare a meno di lui. Kessié ammette di essere più tecnico di Ringhio e in realtà è più completo: già 4 i gol realizzati in campionato dall’ivoriano, appena 9 in 335 presenze per Gattuso. PROLIFICO

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