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Atalanta, la consacrazione di Ilicic: il vagone diventato locomotiva

Ilicic-Atalanta

L’attaccante sloveno sta giocando la sua miglior stagione in una carriera spesso caratterizzata da alti e bassi, Bergamo sembra essere la sua dimensione perfetta

Un sinistro imprevedibile. Magico, a volte inspiegabile. Come il vento delle terre da cui proviene, glaciale e capace di buttarti giù con una folata. Josip Ilicic è uno di quei calciatori che per amore ti fanno arrabbiare. Lo guardi accarezzare il pallone e credi che ne possa fare ciò che vuole. Poi sparisce, pochi istanti dopo lasciandoti a pensare a ciò che poteva essere. Un talento cristallino e allo stesso tempo sprecato.
È lo specchio di una carriera nella quale fino ad ora per talento e qualità ha raccolto molto meno di quanto poteva. Ma come tutti i calciatori dell’est non gli si può mica chiedere di correre e lottare per 90 minuti. Il suo DNA è quello di stupire. Come una giornata di marzo, cambia pelle continuamente. Non si può mai sapere in anticipo se in quel giorno, in quella partita, in quell’istante inventerà il colpo decisivo o sonnecchierà.
Ilicic sbarca in Italia nel 2010 come un’intuizione del presidente del Palermo Zamparini. Una delle sue tante scommesse vinte. L’impatto è subito devastante. Assieme a Pastore forma la coppia di trequartisti per talento e tecnica di gran lunga migliore del campionato da fare invidia alle grandi. Sono 8 i gol alla prima stagione in Serie A, altrettanti gli assist. Il suo piede sinistro incanta i suoi tifosi e anche quelli avversari. Come spesso accade nella nostra storia però, l’anno dopo non è all’altezza del primo. Un fuoco di paglia bruciatosi troppo presto tra le pressioni del bel Paese.
A questo punto però, Ilicic entra in un loop pericolosissimo di annate prima buone poi storte senza capire come uscirne. Nella terza e ultima stagione al Palermo sembra esser tornato il talento indiscusso ammirato due anni prima – 10 gol, due in più del suo record personale – poi il trasferimento alla Fiorentina. Gli infortuni, il ritorno, le critiche, il sentirsi inadatto a quella che doveva essere l’opportunità da sfruttare per l’approdo ai grandi palcoscenici. Un anno di emozioni negative, poi, ancora, la rinascita. Prima Montella e poi Paulo Sosa lo lasciano libero di inventare, di prendersi le sue pause e poi di azzannare le partite quando meglio crede. Per due anni di fila è il miglior marcatore dei viola con 8 e 13 gol.
Ciò che succede l’anno successivo non è più una sorpresa: letargo. Una serie di prestazioni quasi indifendibili. Solo 5 i gol, 8 i pali colpiti. Quasi a dimostrare che anche la fortuna è contro di lui. A volte però accade che nelle vite degli uomini speciali ci sono dei treni che ti cambiano la vita. Per Ilicic il treno della svolta sembra esser passato nella scorsa estate. A guidarlo un macchinista d’eccezione: Gian Piero Gasperini. Fermata: Bergamo, Atalanta.
Lo sloveno ci mette poco a prendersi le luci della ribalta e dopo un inizio di stagione tra campo e panchina si conquista di prepotenza il posto tra gli undici titolari. Poche settimane fa Gasperini ha detto di lui: “Esistono due tipi di calciatori: i vagoni e le locomotive. Sono entrambi importanti, però le locomotive tendono caratterialmente a trascinare gli altri. Josip è arrivato come l’ultimo dei vagoni. Spesso svogliato, quasi ci facesse un favore a giocare. Guardatelo ora. È un trascinatore“.
Al momento sono quattordici i gol in una stagione che è sicuramente per continuità e incisività la migliore in carriera. Da solo ha quasi – e che peccato – steso il Borussia Dortmund nei sedicesimi di Europa League. E se il primo gol nella trasferta tedesca è un pezzo di bravura che solo un illuminato può inventare, il secondo è la dimostrazione della sua improvvisa crescita caratteriale. Se Ilicic abbia trovato la sua consacrazione definitiva o se questo sia l’ennesimo capitolo del suo infinito loop solo il tempo potrà dirlo.

Di una cosa però possiamo esser certi, noi lo ameremo. Per la sua estrema, quasi irrisoria naturalezza con la quale accomoda il pallone con il sinistro. Per la sua faccia da poker, inespressiva il più delle volte, incapace di comunicare cosa e quando succederà se mai succederà. Ma è proprio questo il bello, non dobbiamo aspettarci nulla: solo di essere stupiti.

?Pillola di Fanta

Josip Ilicic è il centrocampista con miglior fantarendimento dell’intera Serie A 2017/2018. I dieci gol segnati in campionato assieme ai 5 assist gli valgono una fantamedia da sogno di 7,88. In questa speciale classifica lo seguono i laziali Milinkovic Savic e Luis Alberto. FATTORE
 
 
 


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