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C'era una volta

C'era una volta… Karel Poborsky, talento ceco indigesto agli interisti

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In Italia si ricorda principalmente per la sua doppietta il 5 maggio 2002 che frantumò i sogni tricolore dell’Inter. Compie oggi 46 anni uno dei talenti più cristallini che il calcio ceco abbia mai prodotto

Ci sono due momenti, due istantanee, che riassumono la carriera di un calciatore. L’esordio – solitamente in tenera età con un fisico e un talento ancora da sviluppare completamente – e l’ultima partita, anni dopo, tra la gloria e gli onori di compagni, avversari e tifosi. Karel Poborsky è stato un calciatore speciale, fuori dagli schemi e per questo le sue due “istantanee” sono racchiuse nel giro di soli 6 anni: dal gol contro il Portogallo nei quarti di finale del Campionato Europeo in corso di svolgimento in Inghilterra il 23 giugno 1996 alla doppietta contro l’Inter, il 5 maggio 2002, che ha fatto disperare i tifosi nerazzurri.
Nato il 30 marzo 1972 nell’allora Cecoslovacchia, fisico non molto slanciato e baricentro basso a renderne ancora più imprevedibili i movimenti, il giovane Karel si afferma sin da età adolescenziale come uno dei prospetti più interessanti del calcio cecoslovacco. Un’ala destra tutta velocità e colpi di classe che dopo alcuni anni tra la Dynamo České Budějovice, squadra di cui ora è il Presidente, e il Viktoria Žižkov esordisce ad alto livello nello Slavia Praga, che anche grazie ai suoi 11 gol stagionali si aggiudica il Campionato ceco. A 24 anni Poborsky è già considerato, in patria, il giocatore più forte del suo paese e non ci vorrà molto prima che anche il resto del mondo si accorga di lui. Nell’estate del 1996 si disputano i Campionati Europei in Inghilterra. “Football comes home” era lo slogan della manifestazione e proprio nella patria del calcio Poborsky si presenta alla platea internazionale segnando il gol decisivo nel quarto di finale contro il Portogallo con un delizioso pallonetto che si insacca alle spalle di Vitor Baia.

Quella Repubblica Ceca era una fucina di talenti pronti ad esplodere: Patrik Berger, Pavel Nedved, Vladimiri Smicer e lo stesso Poborsky, solamente per menzionare quelli che diverranno più famosi e vincenti a livello internazionale. Solamente una doppietta dell’allora centravanti dell’Udinese Bierhoff, con 2-1 finale siglato nei tempi supplementari, nella finalissima contro la Germania fermerà lo straordinario cammino della Nazionale della neonata Repubblica Ceca.
Il dado era ormai tratto e la corsa ai talenti della squadra ceca infiammò il calciomercato dell’estate ’96. Il futuro Pallone d’Oro Nedved andò alla Lazio, Berger firmò per il Liverpool e ad aggiudicarsi Poborsky fu il Manchester United. Sotto la guida di Sir Alex Ferguson, stante la presenza nello stesso ruolo di un giocatore del calibro di Beckham, il centrocampista ceco non seppe esprimere al meglio tutto il suo talento e dopo aver vinto una Premier League da comprimario nella sua prima stagione inglese, 1996/97, nel gennaio 1998 accettò le lusinghe del Benfica e si trasferì nel campionato portoghese. In terra lusitana passerà 3 stagioni da titolare ma senza portare a casa alcun trofeo, prima di trasferirsi alla Lazio nel gennaio 2001.
La squadra capitolina era un insieme di campioni quali che però non riuscì a confermare la straordinaria stagione precedente che li vide laurearsi Campioni d’Italia per la seconda volta nella storia del club biancoceleste. L’unico sussulto di una stagione che vedrà la squadra del presidente Cragnotti chiudere il Campionato al sesto posto sarà proprio il 4-2 con l’inter il 5 maggio 2002 regalando, di fatto, un clamoroso Scudetto alla Juventus. Quel giorno l’allora 30enne Poborsky comparirà due volte nel tabellino dei marcatori. Quella sarà l’ultima partita in Italia per il nazionale ceco che deciderà di tornare in patria, allo Sparta Praga, dove si aggiudicherà due campionati della Repubblica Ceca (2002/03 e 2004/05) e una Coppa nazionale nella stagione 2003/04. Nell’estate 2005 tornerà dove tutto ebbe inizio alla Dynamo České Budějovice, Club che nel frattempo ha acquistato e dove giocherà fino al 28 maggio 2007 giorno in cui annuncerà il suo addio al calcio.

Fonte foto: sslazio.it

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