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C'era una volta

C'era una volta… il Milan degli Invincibili di Fabio Capello

Van Basten Gullit Rijkaard (1988)

Il 21 marzo 1993 il Parma espugna San Siro con una punizione di Asprilla. Il Milan di Fabio Capello cade dopo 58 partite senza sconfitte

San Siro, minuto 58 della sfida tra Milan e Parma valevole per la 24^ giornata del Campionato di Serie A 1992/93. Calcio di punizione da posizione interessante per gli ospiti, il colombiano Faustino Asprilla supera con un tiro sul palo del portiere un Sebastiano Rossi non esente da colpe ed è 0-1 per i ducali. Con questo i rossoneri perdono dopo 58 giornate di campionato, quasi 2 anni di imbattibilità; l’ultima sconfitta risaliva al 19 maggio 1991 contro il Bari, al San Nicola, per 2-1. Da allora, dall’ultima giornata del campionato 1990/91 che – ironia del destino – fu proprio un Milan-Parma finito 0-0 con San Siro gremito in ogni ordine di posto per salutare Arrigo Sacchi alla sua ultima partita sulla panchina rossonera prima di diventare commissario tecnico della Nazionale, il Milan saprà solamente vincere o pareggiare.
Il Milan degli “Invincibili” nasce dalle ceneri della squadra rivoluzionaria creata da Arrigo Sacchi, arrivata ormai a fine ciclo con campioni quali Marco Van Basten e Ruud Gullit che, esasperati dai metodi maniacali del tecnico romagnolo, mettono pressione alla società rossonera affinché cambi guida tecnica. La scelta ricadrà su Fabio Capello – ex grande giocatore proprio del Milan, tra le altre – e già allenatore delle giovanili rossonere e della prima squadra rossonera per sole 6 partite nella stagione 1986/87 dopo l’esonero di Nils Leidholm. Grazie ad un’intuizione del presidente Silvio Berlusconi che lo porta via da una scrivania in Pubblitalia ’80 con una carriera manageriale assicurata, Capello torna in campo mostrando quelle doti di leadership e conoscenze tecnico-tattiche da allenatore di livello mondiale che il patron rossonero aveva già visto in lui.
Accolto dalla perplessità generale data la scarsa esperienza in panchina e bollato come uomo del presidente, Capello riesce nell’impresa di rigenerare una squadra che sembrava ormai giunta al capolinea in rossonero dopo i fasti raggiunti con Sacchi: l’inesauribile voglia di vincere dei 3 olandesi (Van Basten, Rijkaard e Gullit), unita all’inserimento perfetto per tempistiche e posizione in campo di nuove pedine nello scacchiere tattico del Milan come Albertini e Massaro, ma soprattutto un’organizzazione difensiva che rasenta la perfezione con il quartetto magico Tassotti, Baresi, Costacurta e Maldini davanti a Sebastiano Rossi sono gli ingredienti fondamentali per un nuovo, maestoso, ciclo di vittorie per il Milan.
Nelle 5 stagioni con il tecnico friulano in panchina il Milan saprà ulteriormente vincere ed imporsi alla platea mondiale non solo come club, nasce lo “stile Milan”: una cultura della vittoria, una filosofia di vita e di lavoro che porterà nella bacheca rossonera quattro Scudetti (di cui 3 consecutivi dalla stagione 1991/92 alla stagione 1993/94 e quello della stagione 1995/96); la Champions League 1993/94 nella storica notte di Atene dove il Barcellona di Romario e Stoichkov viene annichilito per 4-0; una Supercoppa Europea (1994) e tre Supercoppe Italiane consecutive (1992, 1993, 1994). Bottino che sarebbe potuto essere ancora più cospicuo considerate le 2 finali di Champions League perse contro Marsiglia e Ajax, oltre a quelle di Coppa Intercontinentale contro Velez e San Paolo.

Una squadra leggendaria, un record tuttora imbattuto e difficilmente battibile non solo in Italia ma anche in tutti gli altri campionati “top” europei. Una squadra così unica ed irripetibile da far applaudire uno stadio intero – San Siro – in quel 21 marzo 1993, per una sconfitta.


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