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La Classifica | Da Facchetti a Astori passando per Maldini e Zanetti: 10 maglie ritirate in Serie A

Davide-Astori-difensore-Fiorentina

La decisione di Cagliari e Fiorentina di ritirare la maglia numero 13 in ricordo di Astori è soltanto l’ultimo caso, tra tragiche disgrazie e addii gloriosi, nella storia del calcio nostrano

Dopo la tragica scomparsa del capitano della Fiorentina Davide Astori che ha doverosamente fermato il calcio italiano nello scorso fine settimana, la società gigliata e il Cagliari Calcio – i due club più importanti della carriera del difensore – hanno deciso di ritirare definitivamente la maglia numero 13.


Gesto nobile che fa entrare lo sfortunato difensore di origini bergamasche nella cerchia ristretta dei giocatori insigniti di tale riconoscimento. Seppur per ragioni diverse – chi per scomparse premature e chi per ineguagliabili meriti sul campo dopo anni di militanza – ecco 10 maglie ricche di significato ritirate dalle società calcistiche italiane.

  • Giacinto Facchetti, indimenticabile terzino e capitano della Grande Inter di Angelo Moratti e del “Mago” Herrera. Ha ricevuto l’onore – l’indomani della sua scomparsa datata 4 settembre 2006 – da parte della società nerazzurra di ritirare per sempre la sua maglia numero “3”. In quella stagione il difensore argentino Nicolas Burdisso proprietario di quel numero si è visto costretto a virare su un’altra numerazione prendendo la maglia numero “16” che lo accompagnerà fino al suo trasferimento alla Roma nell’estate 2009.
  • Luigi “Gigi” Riva, probabilmente il giocatore più forte che abbia mai indossato la maglia del Cagliari ed icona dell’unico Scudetto isolano nella storia del calcio italiano. La maglia numero 11 di “Rombo di tuono”, come lo chiamavano i tifosi gialloblu, è stata ritirata nella stagione 2004/05.
  • Franco Baresi, icona rossonera per 20 anni e simbolo della rinascita del Milan dall’onta della Serie B al tetto del mondo. Gioca l’ultima partita della sua carriera in un Milan-Cagliari ultima di campionato della stagione 1996/97 e da allora mai più nessuno indosserà la gloriosa “6” a strisce rossonere.
  • Federico Pisani, giovane e promettente attaccante dell’Atalanta che il 12 febbraio 1997 perde la vita in un tragico incidente stradale. Da allora la società bergamasca ha ritirato la sua maglia numero “14” e gli ha intitolato sia la Curva Nord dello stadio “Atleti azzurri d’Italia” sia il centro sportivo di Zingonia, quartier generale e sede dei campi d’allenamento della “Dea”.
  • Gianluca Signorini, capitano del Genoa per 7 stagioni che si ammala di SLA sulla soglia dei 40 anni. Indimenticabile e toccante la serata dedicata in suo onore il 24 maggio 2001 quando in uno stadio Luigi Ferraris gremito di tifosi genoani, Signorini – evidentemente malato e costretto su una sedia a rotelle – fa la sua ultima apparizione pubblica nel suo stadio, tra la sua gente. La malattia avrà definitivamente la meglio su di lui il 6 novembre 2002. Da allora la maglia numero “6” del grifone appartiene solamente al suo nome e al suo ricordo.
  • Niccolò Galli, sfortunatissimo figlio di Giovanni – famoso ex portiere del Milan – e promettente difensore centrale. Al Bologna nella stagione 2000/01 perde la vita in un tragico incidente il 9 febbraio 2001, quando di ritorno dagli allenamenti con il motorino si schianta contro un guard rail a soli 18 anni. La società felsinea ritira subito la maglia numero “27” ed il suo coetaneo e compagno di nazionali giovanili Fabio Quagliarella gli dedicherà la carriera indossando in tutte le squadre nella quali ha militato proprio quel numero.
  • Paolo Maldini, capitano e colonna del Milan. L’erede naturale di Franco Baresi è stato l’ultimo ad indossare la gloriosa numero “3” della numerazione rossonera. Solamente i figli Christian e Daniel, anch’essi calciatori con trascorsi nelle giovanili del Milan, potranno un giorno indossare quella maglia se la loro carriera lo consentirà.
  • Pierpaolo Morosini, la cui tragedi si consuma in diretta tv il 14 aprile 2012 durante Pescara-Livorno valevole per la 35^ giornata del campionato di Serie B. Il centrocampista ospite si accascia sul terreno di gioco e perde i sensi. Morirà per una crisi cardiaca, poco dopo, all’ospedale di Pescara. Molte furono le polemiche sul mancato uso del defibrillatore da parte dei medici sociali di ambo le squadre e del pronto soccorso abruzzese, oltre alla lentezza generale dei soccorsi allo sfortunato calciatore. Sia il Livorno sia il Vicenza, i due club dove più aveva lasciato il segno nella sua ancora giovane carriera, decidono immediatamente di ritirare la maglia numero “25”. A suo nome sono intitolati il centro tecnico del Vicenza, la gradinata dello stadio “Armando Picchi” di Livorno, la Curva Sud dello stadio “Atleti azzurri d’Italia” di Bergamo ed il settore ospiti dello stadio “Adriatico” di Pescara.
  • Javier Zanetti, capitano dello storico “triplete” dell‘Inter e recordman di presenze assoluto con la maglia nerazzurra con 858 partite. Il 18 maggio 2014, contro il Chievo Verona, giocherà la sua ultima partita con la maglia nerazzurra dopo 19 stagioni. Da quel giorno la maglia numero “4” della Beneamata non verrà più indossata.
  • Davide Astori, esempio di educazione ed eleganza a detta dei tanti ex compagni e addetti ai lavori che lo hanno conosciuto durante la sua carriera. Sgomento, disperazione e solidarietà sono arrivati da tutti gli angoli del pianeta calcio. Cagliari e Fiorentina, le due squadre delle quali è stato integerrimo capitano, hanno all’unisono deciso di ritirare per sempre la sua maglia numero “13”.

 


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