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Serie A, 110 anni di pazza Inter: dall’etichetta di eterni secondi all’apice del primo triplete in Italia

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I nerazzurri celebrano un altro importante traguardo della loro storia, ricca di vittorie e sconfitte ma sicuramente mai banale o scontata

“Nascerà qui al ristorante “L'orologio”, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo”. Con queste parole il pittore Giorgio Muggiani sintetizzò il concetto attraverso il quale il 9 marzo 1908 lui e altri soci dissidenti dell'allora unica squadra di calcio esistente a Milano, il Milan (scelta dettata dalla non ammissione di stranieri in rosa), diedero vita a un nuovo club nel capoluogo meneghino: l'Inter.
Ricade oggi quindi il compleanno di uno dei club più blasonati del nostro Paese. 110 anni di una squadra che ha cambiato anche denominazione durante il periodo fascista a causa delle leggi razziali (Ambrosiana) e che è nota a tutti anche col nomignolo di “beneamata”. Situazione dettata dalla circostanza che ha sempre suscitato simpatia nei tifosi avversari il fatto che, nonostante i tanti soldi spesi dai vari presidenti e i tanti proclami, alla fine i successi non siano mai stati altrettanti. Ma anche dal fatto che, proprio nonostante tutte queste illusioni e delusioni, i tifosi nerazzurri sono sempre rimasti vicini in modo a dir poco caloroso e appassionato a tutti i giocatori e addetti ai lavori che si sono succeduti.
Un amore e un attaccamento che rasentano la pazzia. Ed è per questo che l'Inter è anche “pazza” come si canta nell'inno ufficiale. Una pazzia che porta anche a fare indigestione di successi dopo anni di digiuno. Esempi lampanti sono l'era di Helenio Herrera e Angelo Moratti (tre Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Intercontinentali) e quella più recente degli anni post Calciopoli. Sotto la gestione del figlio di Angelo, Massimo Moratti, e con Roberto Mancini e Jose Mourinho in panchina sono arrivati tanti altri trofei. E ovviamente spicca su tutti l'anno di grazia 2010, con la vittoria del triplete: Scudetto, Champions League e Coppa Italia tutti insieme, come nessuno aveva mai fatto prima in Italia.
Citare tutti i grandi campioni che hanno vestito la maglia nerazzurra sarebbe a dir poco impossibile. Da Meazza a Mazzola, da Boninsegna a Rumenigge, passando per Ronaldo, Zanetti, Ibrahimovic e tutti gli eroi del 2010, sono davvero numerosi gli atleti che hanno fatto appassionare all'Inter milioni di persone negli anni. Anche perchè, come in molti giustamente pensano, gli uomini passano, i colori restano. E perciò ci si può limitare a dire: tanti auguri Inter! Altri 110 di questi giorni, beneamati e pazzi.

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