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Calciomercato, con Asamoah si rinnova l'asse tra Juventus e Inter: ai bianconeri i migliori affari della storia

Il ghanese è solo l'ultimo di una lunga serie di giocatori che hanno vestito entrambe le maglie di Inter e Juventus

Nella giornata di oggi il ghanese Asamoah ha salutato attraverso i propri canali social la Juventus dopo sei anni, per trasferirsi all'Inter dal prossimo primo luglio. La rivalità tra i due club è storica sia a livello societario sia soprattutto tra gli stessi tifosi, ma in passato sono state numerose le operazioni di calciomercato che hanno portato i giocatori bianconeri a passare in nerazzurro e viceversa. E, così come nel palmares, anche in questo caso la società piemontese sembra aver avuto la meglio nella maggior parte dei casi.
Con Asamoah sono ben 17 i calciatori passati dalla Juventus all'Inter nella storia. I primi furono, a cavallo degli anni '20 del secolo scorso, Guido Gianfardoni e Luigi Cevenini, che lasciarono i nerazzurri per indossare la casacca bianconera, e successivamente furono seguiti da tanti illustri colleghi, sui quali spicca senz'altro Pietro Anastasi, che però non ebbe gli stessi successi conseguiti in bianconero, così come i vari Peruzzi, Davids e non solo, successivamente. Celebre anche lo scambio Cannavaro-Carini del 2004: il primo vinse i due titoli revocati alla Juventus per la questione Calciopoli, il secondo invece fu poco più di una semplice comparsa nelle trafile meneghine. Un precedente che spiega, in parte, anche perché i tifosi di entrambe le sponde si ribellarono, dieci anni più tardi, allo scambio poi saltato Vucinic-Guarin.
E proprio nel 2006, in seguito alla retrocessione forzata dei bianconeri, si possono ritrovare, per distacco, i due migliori giocatori passati in nerazzurro, non solo per i titoli vinti successivamente ma anche per il peso specifico che diedero all'Inter nei successivi quattro anni. Si parla, ovviamente, di Patrick Vieira, ma soprattutto di Zlatan Ibrahimovic, principale artefice di tre Scudetti consecutivi. Andando più indietro nel tempo, negli anni della grande Inter degli anni '60, ci fu anche uno scarto eccellente dei bianconeri che poi diventò un pilastro della formazione di Herrera: Tarcisio Burgnich.
E tutto ciò senza contare i doppi ex che hanno giocato con entrambe le maglie ma senza un passaggio diretto da un club all'altro, come i vari Baggio, Vieri, Pirlo e non solo, ma anche allenatori del calibro di Trapattoni e Lippi. Insomma, pur essendo rivali, non si può certo dire che le dirigenze delle varie epoche non abbiano saputo scegliere i giocatori per costruire squadre competitive. Ciò che poi ha fatto effettivamente la differenza è stata la scelta del momento più giusto per ingaggiare gli atleti. Il maggior numero di trofei premia nettamente i bianconeri, ma le emozioni regalate da questi campioni sia all'Inter che alla Juventus non sono certo qualificabili o quantificabili dall'ampiezza della bacheca.


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