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Juventus, Buffon: "Sabato l'addio ai bianconeri, sul futuro deciderò settimana prossima"

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Il portiere della Juventus e della Nazionale ha annunciato il suo addio ai bianconeri durante la conferenza stampa, lasciando aperta la possibilità di continuare

Il giorno tanto temuto – dai tifosi della Juventus ma non solo – è arrivato. In conferenza stampa Gianluigi Buffon ha infatti annunciato il suo ritiro dal calcio giocato. Il numero 1 bianconero saluta così con nove scudetti nel proprio palmares (record) e con il grande rimpianto di non aver chiuso il proprio percorso con il Mondiale di Russia 2018.
Prende la parola Agnelli: “Trovare parole è difficile, preferisco iniziare citando le 639 partite di Buffon in Serie A e il suo 44% di clean sheet. Ha vinto moltissimo, 11 scudetti e soprattutto Campione del Mondo nel 2006. Ha vinto 26 titoli in 22 anni. È una persona ambiziosa, onesta, timida, è il capitano ed un amico. È uno di quelli che è sceso in Serie B, gli saremo sempre grati. L’aspettativa era di andare in Russia, invece il 2017/18 ci ha riservato questa e altre brutte sorprese come l’episodio di Madrid e il gol di Koulibaly. Poi, invece, ha portato a casa Coppa Italia e scudetto. Ci siamo confrontati, tutte le decisioni sono state condivise. Quello che sappiamo è che Szczesny difenderà la nostra porta l’anno prossimo. Gigi ha il pieno supporto per qualsiasi decisione che prenderà. Voglio dirgli grazie per questi 11 anni passati insieme”.
Inizia a parlare Buffon: “Ringrazio il presidente per il rapporto che abbiamo avuto in questi anni, un rapporto anche di amicizia fondato sull’onesta, sulla lealtà ma soprattutto sulla lotta all’ipocrisia. Il fatto che lui sia presente insieme a Chiellini – che sarà il nuovo capitano – e alla dirigenza è un onore, sono necessari per veicolare certi messaggi e al netto delle polemiche voglio ringraziarli”.
Il portiere prosegue: “Arrivo a questa giornata con tanta felicità, figlia di un grande percorso arrivato in questi anni con molte persone che mi volevano bene. Sabato sarà la mia ultima partita con la Juventus e penso sia il modo migliore per chiudere quest’avventura, con altre due vittorie importanti. Avevo paura di chiudere il percorso da giocatore che aveva fuso il motore, invece sono orgoglioso che a 40 anni sono riuscito ad esprimere prestazioni all’altezza ed è per questo che arrivo al saluto con questa gratitudine. Chiudo ringraziando la Juventus che mi ha acquistato nel 2001, se questo talento è diventato campione è grazie al club che mi ha fatto fare uno step importante: se a 40 anni sono ancora qui è merito del grande approccio al lavoro che c’è qui”.
Sul futuro: “Sabato giocherò l’ultima con la Juventus e questa è l’unica cosa certa. Fino a 15 giorni fa era certo che avrei smesso di giocare, adesso penso che siano arrivate offerte stimolanti sia dentro che fuori dal campo. Dopo questi tre giorni penso che prenderò la decisione definitiva che sarà quella del mio istinto”.
Sulle difficoltà di quest’anno: “È stata un’annata snervante, iniziata presto con l’eliminazione contro la Svezia. Ci sono stati bassi clamorosi e picchi altrettanto incredibili. Chiaro che dopo Juve-Napoli c’era il rischio di perdere lo scudetto, ma abbiamo dato una grande risposta”.
Sulla possibilità di restare alla Juventus: “Avendo fatto mio il modus operandi e ragionandi della Juve, sono convinto che il club debba programmare il futuro ed è giusto che dia fiducia a Szczesny che ha un valore pari al mio. Settimana prossima deciderò, comunque l’importante era mantenere l’integrità fisica per non deludere chi credeva in me”.
Sul cammino dal 2010 in poi, dopo l’operazione alla schiena: “È stata la svolta, tutti pensavano che avessi finito la carriera e io ho trovato dentro di me la forza per continuare. Questo tipo di obiettivo ha fatto sì che otto anni dopo siamo qui con tanti trofei vinti”.
Sui suoi sentimenti: “Sono molto gratificato per sentire la vicinanza della società. Sono probabilmente un incosciente, non ho paura se non quella moderata che c’è quando si prospetta un cambio di abitudini. Vivo per levarmi dalle zone di comfort e centrare obiettivi stimolanti”
Agnelli spiega poi l’offerta fatta a Buffon: “Qualunque sia il suo ruolo ci deve essere adeguata formazione. L’inizio è stato il prospettare un anno di formazione per capire come gestire un club”.
Sul futuro in Nazionale: “Penso che i giovani abbiano bisogno di fare le loro esperienze, la mia avventura con l’Italia è chiusa al 100%. Il 4 giugno non ci sarò contro l’Olanda”.
“La mia scelta sarà in base a percezioni, l’importanza in un certo progetto, gli stimoli che potrei avere, e poi il mio stato di forma fisico. Sono tante riflessioni, senza pensare che sia giusto finire la carriera in campionati di terza o quarta fascia perché in quei contesti non potrei vivere”.
Mi inorgoglisce, per il tipo di carattere che ho non voglio dare delusioni a chi ha fiducia in me. Il giorno in cui avrò la certezza di lasciare il campo vorrò svolgere il nuovo ruolo con la consapevolezza di esserne capace”.
Sulla possibile squalifica dopo Madrid: “Penso sia giusto, è evidente abbia trasceso e mi dispiace perché in 23 anni di Champions non sono mai stato squalificato. L’arbitro è un essere umano che può sbagliare, due giorni dopo l’avrei abbracciato chiedendogli scusa”.
Sulla possibilità di fare il dirigente con i bianconeri:Che la Juve sia una famiglia per me è sotto gli occhi di tutti. Devo dire che è una società che programma il futuro ed è un futuro vincente, se un giorno mi considerassero importante per la causa per me avrebbe la precedenza su tutto”.
Su un futuro lontano dal calcio: “Analizzando la stagione mi sono dimenticato di dire che verso febbraio/marzo è stato un periodo complicato perché ho dovuto rendermi conto che avrei smesso di giocare. Da aprile invece sono stato fiducioso come nei migliori giorni, grazie all’appoggio delle componenti: in questo periodo ho pensato che dovessi smettere sei mesi sabbatici non sarebbero negativi”.
Sulla Premier League: “Ho detto che ho ricevuto qualche proposta interessante, la prossima settimana a bocce ferme deciderò il meglio per me. Ora fare i toto campionati non avrebbe senso, se decidessi di continuare sarebbe per dei grandi traguardi”.
Sull’eredità a Szczesny: “È un ragazzo intelligente, fin dal primo giorno è rimasto incuriosito dallo spogliatoio di un club come il nostro. Da me e da altri giocatori come Barzagli e Lichsteiner penso abbia avuto un grande esempio”.
Sulla festa di sabato: “La voglio vivere normalmente, non chiedo niente se non quello che mi è già stato dato: rispetto, stima, affetto. Per le celebrazioni non sono un soggetto adatto, non mi piace stare al centro dell’attenzione”.
Sulla possibile chiusura, dopo il suo addio, di un ciclo vincente: “Se pensassi così avrei vissuto male questi 17 anni. Prima di me la Juventus ha avuto tanti portieri, se pensassi che senza di me il club non potrebbe più vincere sarei da rinchiudere. Sono stato una parte importante ma piccola di questa società”.
Su Chiellini: “Non gli posso dare consigli, con lui abbiamo vissuto in simbiosi e abbiamo imparato ad arrivare ai risultati. Lui incarna alla perfezione quello che deve essere il capitano della Juventus, gli faccio un bocca in lupo. Il record d’imbattibilità è per il 95% merito di lui e degli altri giocatori, non mio”.
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