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Economia nel pallone

Serie A, il Paracadute per non farsi male: cos’è e quanto spetta alle retrocesse in Serie B

Tutto sul criticato ammortizzatore per le retrocesse in serie cadetta in questa nuova puntata di “Economia nel pallone”

È tempo di iniziare a tracciare i bilanci di una stagione ormai volta al termine. È stata battaglia vera in ogni zona della classifica: dalla lotta scudetto, conclusasi per la settima volta con la Juventus a festeggiare, passando per la Champions con il finale thriller tra Lazio e Inter. Ma la bagarre più avvincente è stata quella per evitare la retrocessione in Serie B. Se la caduta è stata abbastanza netta per Benevento e Hellas Verona, hanno invece battagliato fino all'ultimo secondo Cagliari, Udinese, Chievo, Spal e Crotone,  con quest'ultima che è stata costretta a deporre le armi al San Paolo. Una discesa fragorosa per le tre, che verrà resa più morbida da quello che è conosciuto come “Paracadute retrocesse”. Scopriamo insieme in cosa consiste – e perché ne abbiamo sentito così tanto parlare negli scorsi anni – in questa nuova puntata di “Economia nel Pallone“.

La Serie B è un paradiso fantastico

La retrocessione in Serie B non è mai un argomento semplice da trattare per le dirigenze, specialmente di fronte alle tifoserie. Bisogna innanzitutto sottolineare come mantenere una squadra in cadetteria è ancora più costoso della Serie A. Infatti gli introiti derivanti specialmente dai diritti TV, ma anche dalle sponsorizzazioni e dai biglietti, non sono minimamente paragonabili tra le due leghe. E quando una squadra scende, si ritrova con una rosa di categoria superiore da mantenere con meno entrate e con il tetto salariale esistente nelle serie minori che non è applicabile ai contratti in essere. Non solo, la Serie B è composta da squadre dislocate praticamente in tutta Italia e anche le trasferte sono più lunghe e costose. Insomma, retrocedere non rende felici nessuno, nonostante quello che alcuni tifosi sostengono, ossia che le dirigenze pilotino alcuni risultati per andar via dalla Serie A.
Certo, per chi vorrebbe semplicemente smantellare la squadra e ricominciare da zero potrebbe essere effettivamente un buon metodo. E bisogna aggiungere che certi atteggiamenti da parte dei giocatori non fanno altro che alimentare i sospetti (vedasi, ad esempio, la situazione dell'Hellas Verona di quest'anno). Ma non è nel nostro merito andare ad analizzare delle situazioni sulle quali vi sono soltanto rumors, veleni, polemiche e soprattutto nessuna fonte di verità. Per questo cercheremo di togliervi ogni dubbio e convincervi che il paracadute non è un buon motivo per retrocedere.

Cos'è il Paracadute retrocesse

Come detto, la discesa in Serie B può essere davvero un disastro economico soprattutto per un club che per anni ha calpestato i prati più prestigiosi del calcio italiano. Per questo motivo è stato pensato da circa dieci anni a questa parte quello che viene definito anche nello statuto della Lega come “Paracadute”. Questo non è altro che un ammortizzatore per le società che devono abbandonare la Serie A e che si trovano a dover sostenere delle spese elevate senza la possibilità di poggiarsi sui ricavi che permette la massima categoria. Per un po' di anni la cifra si è aggirata intorno ai 30 milioni e con il passare degli anni è andata a crescere fino ad essere raddoppiata.

Come funziona il Paracadute

Nello statuto della Lega Serie A si legge che alle squadre retrocesse spetta un ammontare di 60 milioni di euro così suddivisi:

  • Squadre di fascia A: 10 milioni di euro
  • Squadre di fascia B: 15 milioni di euro
  • Squadre di fascia C: 25 milioni di euro

Per fascia C si intendono quei club che hanno militato per almeno tre anni nelle ultime quattro stagioni in Serie A, mentre per B chi ha partecipato a due edizioni del campionato negli ultimi tre anni. Infine nella fascia A ci sono tutte le ‘cenerentole', quelle che hanno fatto un giro e sono immediatamente tornate giù. I soldi verranno versati in due tranche: il 40% dopo l'ultima giornata di campionato e il restante alla prima giornata della prossima Serie B, o comunque entro quindici giorni da essa.
Se retrocedessero tre club ‘storici' di fascia C il totale sarebbe 75 milioni, quindi si sforerebbe il tetto. In questo caso, e in tutti i casi in cui si supera l'ammontare, i premi sarebbero ridotti in maniera proporzionale. Se invece non si dovessero raggiungere i 60 milioni (esempio un club di C e due di A, totale 45 milioni) quei soldi in sopravanzo verrebbero ‘congelati' .

Le critiche del passato

Le critiche vertevano soprattutto su quelle rimanenze. Negli anni passati, infatti, venivano messi da parte e riversati al club con più esperienza in A, che era retrocesso in B e che non era riuscito a risalire immediatamente. Altrimenti sarebbe stato redistribuito tra i club arrivati tra la quarta e la diciassettesima posizione. L'anno scorso a retrocedere furono Pescara, che prese 10 milioni, Palermo ed Empoli, che incassarono 25 milioni (e quindi niente quota residuale). Tutti ci ricordiamo del rischio combine che scosse la Serie A e l'opinione pubblica: infatti l'ultima giornata, ironia della sorte, vedeva frapporsi i rosanero, già matematicamente in B, e i toscani. Con una vittoria di quest'ultimi sarebbe retrocesso il Crotone, di scena allo Scida contro la Lazio.
Se fossero tornati in B proprio gli squali sarebbe rimasto un sopravanzo di 15 milioni. Sopravanzo che sarebbe spettato di diritto al Palermo se non fosse tornato subito in A in questa stagione. Per dirla in parole povere, i rosanero avevano 15 milioni di motivi per perdere contro l'Empoli. Il putiferio che si sollevò nei giorni precedenti fu incredibile: il caso fu anche ripreso aspramente da un esponente politico (non vi diciamo di che partito fosse, ma l'avrete capito) e fu interpellato anche il ministro dello Sport Luca Lotti. Ma, come si suol dire, la montagna partorì il topolino: i siciliani al Barbera regalarono l'ultima gioia ai propri tifosi e con la vittoria per 2-1 condannarono la squadra di Martusciello alla Serie B e il senatore a sorbirsi il cazziatone pubblico da parte di Lotti.

Le modifiche risolutive

Per evitare nuove interrogazioni parlamentari – e di questi tempi è meglio che la politica si occupi di altro – e situazioni scomode la Lega Serie A ha deciso di porre rimedio con una modifica che entrerà in vigore dall'1 luglio 2018. La cifra congelata non viene più tenuta in serbo per eventuali non risalite immediate da parte dei club ‘storici', ma vengono messi da parte per andare a formare il paracadute della stagione successiva: ad esempio, se dovessero avanzare nella prossima Serie A 10 milioni, allora il paracadute a disposizione delle retrocesse 2019/2020 sarebbe di 70 milioni. Fino a raggiungere un totale massimo di 75 milioni, ossia quello utile per ammortizzare la caduta di tre club di prima fascia.
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Quanto incasseranno le retrocesse quest'anno

Partiamo dall'ultima in classifica: il Benevento è stata una delle ‘cenerentole' di questa Serie A e, nonostante la campagna acquisti di gennaio, non è riuscito ad evitare l'inevitabile. Al club del presidente Vigorito, oltre ai complimenti per aver portato questa splendida realtà nel massimo campionato, andranno dunque 10 milioni in quanto club di fascia A. Per l'Hellas Verona, invece, si sancisce la seconda retrocessione negli ultimi tre anni. Al termine di questa annata deludente e amara entreranno 25 milioni: i gialloblu hanno partecipato ai campionati firmati 2014-2015, 2015-2016 e 2017-2018.
Il Crotone non è riuscito ad evitare un'amarissima retrocessione all'ultima giornata: i ragazzi di Zenga non hanno realizzato il miracolo-bis e tornano in Serie B accompagnati da 15 milioni. Infatti i calabresi rientrano nella fascia delle squadre B date le due partecipazioni consecutive nella massima serie. Dunque il totale utilizzato dalla Lega quest'anno è di 50 milioni. I 10 milioni restanti staranno congelati cosicché l'anno prossimo possano essere o redistribuiti tra la quarta e la diciassettesima, oppure andranno all'Hellas Verona (la squadra tra le tre con più esperienza) qualora non riuscisse a centrare l'immediata promozione. Ma, come abbiamo già sottolineato, dall'anno prossimo non sarà più così.

Ma mi hanno detto che…

Ma mi hanno detto che la squadra X vuole retrocedere così prende il paracadute“. Questa è una delle frasi comuni utilizzate contro il paracadute. In realtà basterebbe leggere gli incassi derivanti soltanto dai diritti TV per accorgersi dell'inesattezza di questa affermazione. A spiegarlo bene negli anni sono stati vari presidenti, e tra tutti scegliamo le frasi di Enrico Preziosi, presidente del Genoa e che di certo non manca di franchezza. Il patron campano rispose così a chi insinuava che quell'anno volesse portare il grifone in serie cadetta: “Mi fate ridere, è solo un salvagente e chi fa ragionamenti così è in malafede – spiega senza mezzi termini – Se andassimo in Serie B sarebbe un danno enorme e ci perderei tra i 60 e i 70 milioni come minimo”. Insomma, in questo periodo caratterizzato da complottismi, dietrologie e teorie strampalate, speriamo almeno di avervi chiarito questo dubbio.


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