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Balotelli, parla il personal coach: "Vuole diventare il più forte del mondo"

La rinascita di Mario passa anche per il lavoro di Armando Caligaris, che lo ha assistito nell’ultimo anno: “Non è un animale da circo”

Se le qualità di Mario Balotelli non sono mai state in discussione, la vera crescita è stata nella mentalità. Per quanto visto in nazionale, è sembrato un altro giocatore rispetto all’anarchico centravanti che tutti ricordavano. La sua maturazione passa per una graduale acquisizione di consapevolezza del proprio ruolo e dei propri compiti, dentro e fuori dal campo. In questo, ha contribuito molto il lavoro del suo personal coach, Armando Caligaris. Il 49enne – professore di scienze motorie – assiste Balotelli dal 2017 e ha svelato alcuni segreti del suo percorso in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Un iter non semplice, mirato alla preparazione fisica ma soprattutto mentale dell’attaccante.
Il primo incontro tra i due ha permesso al coach di comprendere veramente a fondo Mario, come lui stesso ricorda: “Incrociai il suo sguardo e mi resi conto di quanto era inutile il mio discorso preparato. Mario è un leone da savana, non si è mai omologato a chi lo voleva animale da circo. Partimmo da un discorso di sogni, di motivazioni a breve e a lungo termine. Gli chiesi se voleva ritornare tra i 10 più forti al mondo, lui mi rispose ‘voglio diventare il numero uno‘. Ecco perchè ha detto di credere ancora al Pallone d’Oro. Gli obiettivi più concreti, però, erano il ritorno in nazionale e il Mondiale in Qatar. Il primo lo abbiamo raggiunto“.
Caligaris si è poi soffermato sulla preparazione svolta con Balotelli: “Quando iniziai a lavorare con lui, era alle prese con la pubalgia. Il primo step è stata la riabilitazione e la prevenzione posturale, dopodiché siamo passati ad esercizi volti a migliorare la sua già ottima esplosività. Abbiamo poi analizzato dribbling, accelerazioni con palla al piede, colpi di testa. Sulla tecnica nulla: non si può insegnare calcio a Mario. Al contempo, però, c’è stato un lavoro mentale per fargli capire come il talento non stia solo nel trattare il pallone. Il vero campione è un concentrato di più talenti, tra cui quello di essere continuo nei 90′ e in un’intera stagione. Capii di essere sulla strada giusta quando Balotelli mi chiamò dopo una partita con il PSG in cui aveva segnato. Anziché parlarmi del suo gol, sottolineò come non fosse stato ammonito nonostante il clima rovente e le numerose risse“.

? Pillola di Fanta

Balotelli ha ironicamente glissato sull’eventualità di un ritorno in Serie A, dichiarando: “Raiola chiede troppo”. Quel che è certo, però, è che il giocatore visto in nazionale e nell’ultima stagione a Nizza farebbe comodo a molte squadre italiane. Le 26 reti realizzate nell’annata appena conclusa sono un dato importante, ma tutto sommato riduttivo per quello che Mario è diventato. Ormai si parla di un centravanti capace di reggere da solo il peso dell’attacco della squadra. L’unica pecca rimangono i cartellini, ancora un po’ troppo numerosi: 15 gialli e un rosso nel 2017/18. Come detto da Caligaris, però, la strada intrapresa è quella giusta. RITROVATO


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