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Economia nel pallone

Calciomercato, le trattative che hanno fatto la storia: da Lentini a Neymar

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C'era una volta mister 90 miliardi, prima che con l'arrivo dell'euro si abbattesse il muro dei 100 milioni: vi raccontiamo il calciomercato in questa nuova puntata di “Economia nel pallone”

La scorsa finestra estiva di calciomercato ci ha totalmente spiazzati con acquisti che hanno di gran lunga superato i 100 e i 200 milioni. Una serie di colpi che sembravano uno schiaffo alla povertà ma che in realtà sono frutto di anni e anni di trattative al rialzo che hanno scatenato sanguinose aste. Per questo motivo il calcio, secondo molti esperti, sta vivendo in una grossa bolla speculativa che forse è destinata ad esplodere. Chissà, intanto ripercorriamo tutte quelle trattative che hanno dato una sterzata al calciomercato e hanno fatto impennare i prezzi in questa puntata di “Economia nel pallone“.

Lo scandalo Lentini: quando Berlusconi inventò il calciomercato moderno

Se si vuole individuare una data che ha contraddistinto la fine del vecchio calciomercato e l'inizio delle trattative anni 90-00, quella è il 30 giugno del 1992. Il Torino è in una grave situazione finanziaria e il presidente Borsano è finito sotto accusa per lo scandalo Tangentopoli – che forse non avrà segnato il passaggio alla seconda Repubblica, però al calciomercato moderno probabilmente sì. Allora il presidente del Milan Silvio Berlusconi decide di approfittarne e strappa un assegno da 18.5 miliardi di lire – con il cambio lira/euro e calcolata l'inflazione, sarebbero circa 15,5 milioni di euro – per sorpassare la Juventus dell'odiato Agnelli e portare il talento Gianluigi Lentini in rossonero. Uno scandalo, che porta i tifosi granata in piazza e la trattativa in Parlamento: si pensa che il Cavaliere abbia versato altri 10 miliardi fuori bilancio al Toro per ripianare la situazione finanziaria. Il percorso calcistico dell'ala al Milan non sarà memorabile, ma il suo nome è comunque impresso nei libri di storia di questo sport.

Bobo Vieri dalla Lazio all'Inter: quando l'Italia firmava i record di mercato

Qualche nostalgico degli anni '90 piangerà nel ricordare le squadre di Serie A di quegli anni e nel vedere le cifre che attualmente girano per l'Europa e che l'Italia non riesce a replicare. Sarà, ma bisogna ricordare come in quegli anni certe squadre spendessero e spandessero senza materialmente avere niente (il crack Parmalat vi dice qualcosa?). Una di queste era la Lazio, che però nel suo periodo di massima espansione si ritrovò una rosa eccezionale e si regalò cessioni eccellenti che non bastarono a salvarla dalla crisi. La principale fu quella di Christian Vieri, passato dai biancocelesti all'Inter per la cifra record di 69 miliardi più il cartellino di Diego Simeone, valutato 21 miliardi. Un totale che gli valse l'appellativo di mister 90 miliardi e che scatenò polemiche su polemiche in quell'estate del 1999. Con il cambio odierno, Bobo sarebbe stato mister 60 milioni. 
TUTTE LE TRATTATIVE DI CALCIOMERCATO

Kaka e Cristiano Ronaldo: il ritorno in grande stile di Perez

Se c'è un'estate che più di tutte ha fatto segnare lo spostamento dell'asse calcistico dall'Italia alla Spagna è di certo il 2009. Il Barcellona si è appena laureato campione d'Europa a Roma e tutti hanno potuto ammirare il calcio spettacolo di Pep Guardiola, che l'ha trasformata nella miglior squadra del decennio. Troppo per il Real Madrid non più galattico, che finalmente riabbraccia Florentino Perez, tornato alla presidenza. E il creatore dei galacticos ci mette un attimo a riprendersi la scena: il 9 giugno annuncia l'acquisto di Kakà dal Milan per 67,2 milioni di euro. Una cifra a dir poco mostruosa per il calciomercato di allora. Ma il record viene stracciato da lui stesso due giorni dopo, quando annuncia Cristiano Ronaldo per la modica cifra di 93 milioni di euro. Arriveranno in seguito Benzema, Xabi Alonso e altri giocatori per una spesa totale di 246.5 milioni di euro. Non basterà per vincere il campionato al primo anno, mentre in Champions la maledizione degli ottavi continuerà.

Gareth Bale-Real Madrid e il primo acquisto a quota cento

Restiamo a Madrid inevitabilmente. Già perché sarà sempre Florentino Perez a strappare per la prima volta un assegno in euro a nove cifre: 101 milioni di euro – c'è chi giura che siano di più – per portare in blancos Gareth Bale, ala del Tottenham che ha strabiliato tutta l'Europa con la sua velocità. Siamo nell'estate del 2013 e il Real Madrid non è ancora riuscito a riportare a casa quella maledetta coppa dalle grandi orecchie e in quest'orbita viene visto sia l'arrivo del gallese, ma soprattutto di Carlo Ancelotti. Un re di coppe che riuscirà nell'impresa di vincere la decima anche grazie a Bale, realizzatore del gol del sorpasso nella finale di Champions League contro l'Atletico Madrid al 110′, quella che poi ha dato il là alla vittoria finale per 4-1.
IL TABELLONE ESTIVO DEL CALCIOMERCATO

Paul Pogba al Manchester United: il ruolo del procuratore moderno

Questa più che storia ha fatto giurisprudenza e addirittura in due categorie di lavoro completamente diverse, quasi conflittuali. Una è quella del direttore sportivo: Fabio Paratici e Beppe Marotta nel 2013 strappano praticamente a costo zero Paul Pogba al Manchester United per portarlo alla Juventus e nel 2016, dopo soli tre anni, lo rivendono sempre ai red devils per la cifra complessiva di 105 milioni di euro, diventando in quel momento il trasferimento più oneroso della storia e una plusvalenza d'applausi. Ma di questi milioni, i bianconeri ne hanno potuti inserire a bilancio ‘solamente' 72, ed è qui che entra in gioco l'altro protagonista: Mino Raiola, inventore insieme a Jorge Mendes del ruolo di procuratore moderno. Non più un semplice intermediario, ma un vero e proprio personaggio da accontentare, una seconda squadra da pagare. In quell'occasione l'italo-olandese portò a casa 27 milioni di euro, da guinnes.

Neymar al Psg e tutto quello che è stato detto sui 222 milioni

Nell'epoca dei social, è ormai diventato comune indignarsi. Ci si indigna per tutto: dall'extracomunitario che fa il bagno al fontanone al parlamentare che prende il vitalizio. È un sentimento che tira fuori di noi il peggio del peggio, gli insulti che mai avremmo pensato di dire e che mai avremmo pensato addirittura di conoscere. E il punto massimo dell'indignazione dal punto di vista calcistico è stato raggiunto il 3 agosto del 2017: dopo giorni e giorni di chiacchiere e veleni, Neymar formalmente si paga la clausola da 222 milioni di euro dal Barcellona, svincolandosi e firmando per il Psg. Una cifra mostruosa in barba a tutte le regole del Fair Play Finanziario. Il mondo calcistico, e non solo, è in rivolta sia contro il giocatore (mercenario è l'offesa meno pesante che gli arriva in quei giorni) sia per un prezzo così alto – che in realtà il qatariota Al-Khelaïfi si può effettivamente permettere. La Liga blocca per un paio di giorni il trasferimento ma sarà tutto inutile, perché il talento brasiliano vestirà comunque la maglia dei parisiens e lo farà insieme a Mbappé: prestito gratuito con obbligo di riscatto a 180 milioni di euro qualora la squadra guidata da Emery dovesse salvarsi. Una genialata che fa saltare tutti i banchi e spariglia le carte. È arrivato il calciomercato 3.0 e nulla sarà più come prima.
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 fonte immagine: twitter.com/PSGbrasil


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