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Fiorentina, Astori non è morto nel sonno: la perizia ha evidenziato una tachiaritmia

Davide-Astori-difensore-Fiorentina

Secondo i medici incaricati dal pm Barbara Loffredo, il cuore del capitano della Fiorentina avrebbe accelerato fino a fermarsi. Con un compagno in stanza, forse, si sarebbe salvato

I professori Carlo Moreschi e Gaetano Thiene, incaricati dal pm Barbara Loffredo, hanno condotto per lungo tempo una perizia sulla morte di Davide Astori, che smentisce la tesi condotta fin’ora.

Quel 4 marzo il suo cuore accelerò

Dalla prima autopsia si pensava che il capitano della Fiorentina, tragicamente scomparso lo scorso 4 marzo a Udine mentre era in ritiro con la squadra, fosse morto nel sonno a causa di una bradiaritmia: si credeva che il suo cuore avesse rallentato il battito fino a fermarsi. La nuova perizia ha fatto emergere, invece, che è stata una tachiaritmia a interrompere la vita di Davide. Il capitano non sarebbe, quindi, morto nel sonno, ma il suo cuore avrebbe accelerato il battito fino a fermarsi.

Che cos’è la bradiaritmia?

La bradiaritmia è un’aritmia (disturbo del battito cardiaco) che si caratterizza per un disturbo nella formazione dell’impulso elettrico. L’impulso elettrico, generalmente, si genera nel nodo seno atriale e viene condotto attraverso gli atri e, in seguito, ai ventricoli. Una bradiritmia è un disturbo nella genesi o nella conduzione dell’impulso e si manifesta con basse frequenze sinusali o improvvisa assenza di genesi del battito. I disturbi bradiaritmici possono essere associati a disturbi come stanchezza, debolezza, affaticabilità. Le bradiaritmie sono l’espressione di un invecchiamento del sistema elettrico del cuore, pertanto non esistono programmi di prevenzione particolari.
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Che cos’è la tachiaritmia

Anche la tachiaritmia è un disturbo del ritmo cardiaco. Essa è caratterizzata da un’irregolarità dei battiti cardiaci che si susseguono a intervalli variabili con una frequenza di 90-100 battiti al minuto (la frequenza normale è intorno ai 60-70). E’ spesso la conseguenza di una fibrillazione atriale (una contrazione irregolare del cuore) e causa cardiopalmo, angoscia e senso di oppressione. Quando si manifesta la tachiaritmia il ritmo del cuore può essere ripristinato mediante un defibrillatore.
Ciò che emerso dalla perizia, quindi, è che Davide Astori non è morto nel sonno e, forse, avrebbe potuto salvarsi se non fosse stato in camera da solo e avesse avuto vicino qualcuno in grado di chiedere aiuto. I due professori sostengono che si sarebbe trattato del primo episodio violento di una malattia che non si era mai manifestata. Sul caso è aperto un fascicolo a carico di ignoti dalla procura di Udine.


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