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Milan: alla scoperta della famiglia Ricketts, nuovo possibile socio di Yonghong Li

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Il profilo della famiglia Ricketts e in particolare di Tom, nuovo possibile socio di Yonghong Li per il Milan

Quella di oggi è stata una giornata piuttosto movimentata per il Milan. Il club rossonero ha prima registrato il mancato aumento di capitale di Yonghong Li e poi ha scoperto dell’importante interesse della famiglia Ricketts. Un’intenzione, quella di investire sui rossoneri, confermata dal comunicato pubblicato in giornata dagli imprenditori originari degli Stati Uniti. A questo punto, la domanda che tutti i tifosi meneghini si fanno è questa: chi sono, effettivamente, i Ricketts?
La risposta è essenzialmente questa: la famiglia (i genitori più i quattro figli) è la 66^ più ricca negli Stati Uniti, con un patrimonio stimato di 4,5 miliardi di dollari. Una realtà, quella dell’ottima base finanziaria, che rappresenta un’importante garanzia per tutti i tifosi rossoneri. Oltre a questa sicurezza, si aggiunge un altro dato che spinge verso la fiducia: i Ricketts sono già proprietari di un club sportivo. Si tratta dei Chicago Cubs, società militante nella lega statunitense di baseball.
In particolare è il secondo dei quattro figli, di nome Tom, il presidente dei Cubs. Nel periodo della sua gestione la squadra ha ottenuto ottimi risultati. Nel 2016 è arrivato il primo “scudetto” della società, fondata nel 1908. Acquisito nel 2009, il club di baseball ha visto aumentare il suo valore da 726 milioni a 2,6 miliardi di euro. Si tratta del 18° club sportivo di maggior valore al mondo. Una differenza sostanziale rispetto al profilo di Yonghong Li, su cui fin dal primo giorno si sono addensate nubi per la poca chiarezza, tanto nell’identikit quanto nelle risorse finanziarie.
Così come per i Chicago Cubs, sarà Tom l’incaricato di gestire le situazioni in casa Milan. Possibili anche ruoli in dirigenza per gli altri tre fratelli (Todd, Laura e Pete). Difficile, invece, un inserimento del capofamiglia Joe Ricketts. Questi, infatti, è attualmente interessato alle questioni della società di brokeraggio fondata nel 1975. Nonostante ne abbia ceduto la proprietà nel 2011, possiede ancora il 7% delle quote. Un titolo non da poco, considerando che la società ha avuto nel 2017 un fatturato di 3,6 miliardi di euro.
 

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