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Dieci motivi per seguire i mondiali di Russia 2018, anche se l'Italia non c'è

Mondiali-Russia-2018

Se la mancata qualificazione della nostra Nazionale vi stesse spingendo a snobbare i prossimi Mondiali, ecco a voi dieci motivi per non farlo

L’eliminazione subita dalla nostra nazionale da parte della Svezia scotta ancora: l’istinto potrebbe indurre al rifiuto di guardare i mondiali di Russia privi della nostra nazionale. La verità è che, superata questa fase, i motivi per incollarsi al televisore non mancano affato. Ecco dieci ragioni per seguire i Mondiali di Russia 2018 anche senza l’Italia:

  1. Per capire chi vincerà il Pallone d’Oro
    Dieci anni fa lo vinse Cristiano Ronaldo, poi Messi per le quattro stagioni successive, poi due volte Ronaldo, una Messi e ancora due Ronaldo. Che il mondiale possa esser l’occasione giusta per far emergere finalmente un nuovo Pallone d’Oro? Difficile possa trionfare l’Egitto di Salah, possibile che ad alzare la Coppa sia invece il Brasile di Neymar o la Francia di Griezmann, vincitore anche dell’Europa League.
    Certo, se Messi dovesse finalmente vincere l’unico trofeo importante che manca alla sua collezione non ci si potrebbe esimere dal consegnargli anche il sesto Balon d’Or, così come nel caso in cui incredibilmente il Portogallo riesca a bissare l’impresa realizzata agli Europei 2016.In fondo nel 1998 lo vinse Zinedine Zidane, nel 2002 Ronaldo “Il Fenomeno” e nel 2006 il nostro Fabio Cannavaro: tutti giocatori che nei rispettivi anni alzarono al cielo la Coppa del Mondo. La competizione è apertissima e in Russia qualcuno potrebbe compiere lo strappo decisivo.
  2. Per salutare “El Gran Capitán”
    Più di 140 presenze e quinta partecipazione ai mondiali con il suo Messico, cinque scudetti, quattro Supercoppe, due Champions League, due Coppe di Lega, una Coppa del Mondo per club e una Supercoppa UEFA nella sua carriera europea tra Francia e Spagna, poi il rientro in Messico e altri due campionati vinti.
    Questo il curriculum con cui Rafa Marquez si presenterà al prossimo Mondiale, il suo quinto ed ultimo. E dopo tante battaglie e tanti trofei, dopo aver fatto parte tra il 2003 e il 2009 di quello che è forse stato il miglior Barcellona di sempre, “El Gran Capitán” è giunto alla fine della sua carriera da calciatore. E per il Messico, comunque vada, dovrà essere un grande festa.
  3. Perché è una vetrina per i talenti
    Il mondiale, si sa, permette al grande pubblico di visionare giocatori di campionati e nazionalità minori, oppure altri che inseriti in un contesto diverso da quello dei club sbocciano improvvisamente. Lo sanno bene i direttori sportivi delle più importanti società di calcio, che cercano di accaparrarsi gli obiettivi di mercato prima dell’inizio della competizione, perché essa potrebbe far innalzare vertiginosamente il costo del loro cartellino.
    Ecco allora che non c’è motivo per non pensare che anche a Russia 2018 potremo assistere a fioritura e a qualche maturazione. In lizza ci sono il russo Golovin, il marocchino Hakimi, il messicano Lozano e tantissimi altri, a partire dall’australiano Arzani, il calciatore più giovane a partecipare a questa competizione. Quanta soddisfazione ci sarebbe nello scoprire un giovane talento nascosto ancor prima degli addetti ai lavori?
  4. Per sapere se Mourinho abbia o meno indovinato il suo pronostico
    In un video pubblicato su Russia Today, José Mourinho ha voluto mettere alla prova le proprie capacità profetiche prevedendo quali saranno gli abbinamenti agli ottavi di finale di Russia, e quindi pronosticando allo stesso tempo chi vincerà e chi arriverà secondo nei rispettivi gironi.
    Questi gli ottavi di finale di Mou: Uruguay-Portogallo, Spagna-Russia, Francia-Nigeria, Argentina-Australia, Brasile-Messico, Germania-Svizzera, Inghilterra-Polonia e Senegal-Belgio. Le squadre “in casa” sono quelle che per lo Special One domineranno il proprio girone. La vera scommessa del tecnico del Manchester United è il Senegal, a cui attribuisce la vittoria del Girone H. Quanti accoppiamenti avrà azzeccato?
  5. Per il rientro di Neuer
    Nel marzo del 2017 Manuel Neuer si infortuna in allenamento al piede sinistro. Si parla di un possibile rientro il successivo 8 aprile, nel big match del Bayern contro il Borussia Dortmund. Lui non ce la fa, e incomincia invece un lunghissimo calvario: operazioni chirurgiche con placca metallica nel piede, lunga riabilitazione, ricadute, difficoltà al rientro in condizione.In Bundesliga nel 2017-18 raccoglie solo tre presenze e le possibilità che possa andare in Russia sono ridotte al minimo. Per non sbagliare, Loew lo inserisce nei pre-convocati con altri tre portieri. Il 9 maggio lo stesso Neuer dichiara che difficilmente farà parte della spedizione, anche perché ci sarebbe comunque bisogno di almeno una partita di prova.A un mese di distanza la partita è arrivata (sconfitta per 2-1 contro l’Austria), lui l’ha giocata per intero e a buoni livelli. Così fuori dall’elenco ci è finito Leno, mentre lui si è rimesso la maglia numero 1. La certezza che riesca a giocare la Coppa del Mondo da titolare ancora non c’è, ma un eventuale rientro ai suoi livelli sarebbe imperdibile.
    Le schede delle nazionali di Russia 2018
  6. Per tornare sulle esclusioni eccellenti
    Dopo un mese trascorso a commentare le convocazioni (e le pre-convocazioni) di ogni commissario tecnico, la voglia non ci è ancora passata. Ecco perché ogni volta che giocherà il Belgio valuteremo quale apporto avrebbe potuto dare Nainggolan, e faremo lo stesso con Icardi per l’Argentina, Sané per la Germania e per tantissimi altri fuoriclasse lasciati a casa.
    La Svezia avrebbe superato il Gruppo F se avesse riaccolto Ibrahimovic? E la Francia avrebbe vinto la competizione se Deschamps non avesse lasciato a casa Benzema, Lacazette, Payet, Martial, Laporte, e chi più ne ha più ne metta? Queste sono discussioni che danno soddisfazione, e bisognerà guardare le partite per poter esprimere il proprio punto di vista a riguardo.
  7. Per la fenice Salah
    Il trasferimento a Liverpool, la qualificazione ai mondiali col suo Egitto, la stagione da alieno in maglia Red e il raggiungimento della finale di Champions rappresentano bene l’assurda accelerazione intrapresa dalla carriera di Momo Salah in questa stagione. La presa da judo di Sergio Ramos ne rappresenta invece una brusca frenata, un colpo contro un muro che l’attaccante ex-Roma proprio non aveva visto davanti a sé. Fattosi cenere, ora Salah dovrà divenire fenice. L’infortunio alla spalla aveva allarmato l’intera nazione nordafricana, che senza il suo numero 10 non poteva immaginare un finale positivo per la sua spedizione russa. Le sensazioni adesso parlano invece di un rientro per la seconda partita del girone, quella contro i padroni di casa, e lo stesso Salah ha recentemente twittato di avere sensazioni positive dal suo arto infortunato.Avesse giocato e vinto la finale di Kiev, l’egiziano avrebbe potuto mettere a rischio il duopolio Messi-Ronaldo per il Pallone d’Oro che dura da dieci anni. Ora sarà più difficile, ma proprio per questo ancora più bello. Riuscirà a tornare così velocemente ai suoi straordinari livelli e a guidare la sua selezione verso risultati insperati?
  8. Per l’Islanda
    Dopo il successo sportivo e mediatico riscosso con la partecipazione agli Europei del 2016 in Francia, l’Islanda sarà probabilmente la nazionale più tifata da chi come noi non potrà sostenere i propri colori ai prossimi mondiali.
    L’empatia tra squadra e pubblico mostrata con l’applauso sincronizzato divenuto famoso due anni fa ha colpito i cuori dei romantici del calcio, la progettualità che ha permesso loro di arrivare a questi livelli ha invece affascinato i più metodici: l’Islanda ci ha coinvolti tutti.Ecco dunque un buon motivo per seguire il prossimo mondiale. Riusciranno i nostri amici vichinghi a replicare il buon Europeo? Ci stupiranno nuovamente? D’altronde già solo il fatto che una nazione di soli 334.252 abitanti possa raggiungere certi risultati è un qualcosa di eccezionale non può che spingerci nel profondo a tifare per loro.
  9. Per gli “italiani all’estero”
    In assenza degli azzurri, ognuno di noi potrà seguire e sostenere i calciatori che fanno parte dei rispettivi club del cuore o della Serie A in generale. Questo stratagemma ci permetterà oltretutto di aver di gran lunga maggiori possibilità di vittoria finale, dato che dal campionato italiano saranno in 58 a partire per la Russia.La squadra con il maggior numero di convocati è la Juventus, a quota 11, secondo il Napoli a 6. Il terzo posto è invece condiviso dal Milan e dalla Sampdoria, che certificano così i buoni risultati ottenuti in questa stagione. Il maggior numero di “italiani” giocherà per la Polonia (7), che meriterà dunque la nostra simpatia, poi 6 con la Croazia e 5 per Argentina, Svizzera e Uruguay.
  10. Per il Fantamondiale
    Non c’è dubbio: all’ultima posizione c’è la prima ragione per importanza. Concluso ogni fantacalcio, non si vede l’ora che incominci il successivo, e quest’anno abbiamo la fortuna di avere una competizione internazionale nel mezzo dell’estate. Si scrive mondiale, si legge Fantamondiale.
    Date via all’asta per Neymar, Messi e Ronaldo, risparmiate con acquisti di basso profilo ma rendimento sicuro, blindate la porta con Neuer o Alisson ed attuate la vostra strategia. Quest’anno dal fantacalcio non si va in vacanza!

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