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A tutto Costacurta: “Seconde squadre necessarie, U19 radici per il futuro”

Alessandro Costacurta

Il vice-commissario FIGC si sofferma sulle finali raggiunte dalle Nazionali giovanili, sulla Serie A e lancia un appello ai nostri club

A sei mesi dal proprio insediamento come vice-commissario della FIGC, l’ex difensore della Nazionale e del Milan Alessandro Costacurta ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato di temi caldi come i buoni risultati delle Nazionali giovanili, il rilancio di quella maggiore e le seconde squadre.

Sulle Nazionali giovanili: “Abbiamo fatto tanto e credo bene. La finale dell’Europeo under 19 raggiunta dalla nostra Nazionale è l’ultimo picco. prima c’era stata l’under 17, sconfitta anche lei in finale. Ai punti siamo la Nazionale migliore. Non abbiamo vinto, ma i risultati sono radici forti per il futuro“.

L’appello alle società: “Ora i nostri club devono avere il coraggio di puntare sui ragazzi: fateli giocare. Il campionato Primavera non basta. Le malizie le impari i Serie C e in B contro gente che a un ragazzino gliela fa sudare. Esci più scafato da certe categorie“.

Sulle seconde squadre: “Sono necessarie. La Juventus vince da 7 anni: è un club illuminato. Le richieste erano 7-8, i posti due. Il Milan non ce l’ha fatta e non c’era più tempo per rimpiazzarlo. Non è un flop, è una prima vittoria, un inizio. Le secondo squadre non tolgono spazio a piazze storiche, non scherziamo. Ci sono 80 squadre tra B e C e molte non riescono a sostenersi. Ogni anno ne saltano tante. Il calcio deve essere sostenibile. Si può far sparire un club come il Bari? Io a ottobre andrò via, ma spero di uscire tra gli insulti e i “vaffa” pur di difendere la scelta sacrosanta delle seconde squadre“.

Sulla Nazionale maggiore: “Mancini lo conosco da trent’anni, è un entusiasta. Il Mondiale ha aiutato l’Italia a non considerarsi l’ultima ruota del carro. L’eliminazione con la Svezia è stata vissuta come una vergogna, ma pure altre grandi al mondiale sono cadute con loro: il calcio è livellato. Non esserci andati dà fastidio e non deve ripetersi. Può capitare di perdere con la Svezia, non può essere la regola. L’entusiasmo però è tornato, adesso servono subito i risultati contro Polonia e Portogallo in Nations League“.

Sulla Serie A: “L’arrivo di Ronaldo e Ancelotti significa che la Serie A non è da buttar via: da fuori ci vedono meglio di come facciamo noi. Ronaldo spingerà altri a venire, Ancelotti è tra i primi 4 tecnici al mondo e farà da traino. E poi ci sono tanti giovani di talento. Federico Chiesa è il più talentuoso, tra qualche anno sarà tra gli eleggibili per il Pallone d’Oro. Poi Nicolò Barella del Cagliari e tra gli under 19 Sandro Tonali del Brescia“.

Sul Milan: “Il Milan è casa mia, non ho mai rotto con nessuno e Leonardo è un mio amico. Non escludo un mio ritorno“.

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