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Belgio, medaglia di bronzo per la generazione d’oro: è record

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Un cammino sontuoso che culmina con il terzo posto per il Belgio. Migliorato il precedente record del quarto posto del 1986

È stata definita la generazione d’oro e in effetti così è stato: mai nella propria storia, il Belgio era riuscito ad arrivare al terzo posto in un Mondiale. Il miglior piazzamento risale al 1986, quando ottenne un quarto posto, perdendo la “finalina” per 4-2 contro la Francia.
A Russia 2018, il Belgio può vantare la medaglia di bronzo grazie al 2-0 inflitto all’Inghilterra, che pure non giocava una finale per il terzo-quarto posto dal 1990, all’epoca sconfitta dall’Italia. La rete di Meunier nel primo tempo ha spianato la strada, quella di Hazard a dieci minuti dal termine ha definitivamente chiuso la partita.

Il cammino del Belgio

È stato un mondiale di altissimo livello per il Belgio, al quale forse è mancata un po’ d’esperienza; solo la Francia è riuscita a imbrigliare la Nazionale di Roberto Martinez – appena due le sconfitte sulla panchina belga in 27 partite – e i suoi spazi aperti. Un cammino cominciato il 18 giugno col 3-0 ai danni del modesto Panama e continuato col sonoro 5-2 inflitto alla Tunisia. La terza partita vale lo spareggio per il primo posto, proprio contro l’Inghilterra, sconfitta per 1-0. Agli ottavi la gara più pazza, quella contro il Giappone: il Belgio si addormenta ad inizio secondo tempo e in quattro minuti subisce due reti. Chiunque si demoralizzerebbe, vedendo un sogno svanire per qualche minuto di follia, ma non è il caso del Belgio: 1-2 di Vertonghen, 2-2 di Fellaini e proprio allo scadere anche il 3-2 di Chadli e i quarti di finale sono conquistati. Tra le migliori 8 al Belgio tocca il Brasile di Neymar, ma i sudamericani perdono clamorosamente contro ogni pronostico e i Diavoli Rossi possono continuare il loro cammino. La semifinale è Francia-Belgio, ma una testata di Umtiti fa svanire i sogni di una finale che Hazard & co. non avrebbero di certo demeritato.

Hazard: è record

Se c’è un uomo che il Belgio deve ringraziare, quello è Eden Hazard. Il capitano dei Diavoli Rossi ha disputato un mondiale a dir poco stratosferico ed ha eguagliato un record della propria Nazionale: ha partecipato a 7 reti (tre reti e quattro assist) esattamente come Jan Ceulemans (quattro reti e tre assist). Un record sicuramente migliorabile nel prossimo mondiale del 2022 in Qatar. Ed un posto di rilevante importanza per il prossimo Pallone d’Oro è d’obbligo.

Hazard… ma non solo

Se una squadra arriva a conquistare un terzo posto, il merito non può essere di un singolo giocatore, ma dalla coesione di tanti singoli. Parliamo di Thibaut Courtois, portierone del Chelsea che ha salvato spesso la sua squadra pur subendo ben 5 gol. Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, impressionanti per qualità tecniche e fisiche, ma scaricati dal Chelsea e che ora fanno le fortune delle due squadre di Manchester: 1 rete e tanta qualità per il primo, 4 reti e molto lavoro di sacrificio per il secondo. Marouane Fellaini, il classico centrocampista stacanovista, mai domo e che Mourinho ha convinto a rimanere al Manchester United. E poi tutti gli altri: la qualità sulla corsia di destra di Meunier, su quella di sinistra di Chadli – che ha soffiato il posto da titolare a Carrasco – il lavoro di Alderweireld, Dembelé e Witsel.

Un CT in ascesa: Roberto Martinez

Dicevamo di Roberto Martinez che ha perso solamente 2 partite su 27 da quando siede sulla panchina del Belgio. Un uomo che dal 1995 vive e lavora in Inghilterra, prima da calciatore poi da allenatore. Quando 23 anni fa si trasferì oltre manica, scelse il Wigan e dopo due comparsate al Motherwell e Walsall andò allo Swansea. Wigan e Swansea che furono le due squadre con cui iniziò la sua esperienza da allenatore, prima di approdare all’Everton, con cui ottenne subito un quinto posto, ma le annate successive furono deludenti. Da qui la chiamata del Belgio, dove ritrova proprio Lukaku, giocatore esploso all’Everton proprio sotto la gestione dell’allenatore spagnolo.

? Pillola di Fanta

Una piccola curiosità arriva proprio dal raffronto tra i 23 attuali e quelli del 1986. I giocatori che il CT di allora Thys convocò venivano quasi tutti dal campionato belga, ben 20 su 22; tra i convocati di Martinez, invece, c’è solo un giocatore proveniente dal Belgio – Dendoncker capitano dell’Anderlecht – mentre tutti gli altri giocano in giro per il mondo, in primis nella Premier League, con 12 giocatori su 23. COESIONE

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