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Chelsea, ecco tutti i manager italiani della storia dei Blues: Sarri è il sesto

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Il Chelsea ha ufficializzato stamattina l'arrivo Sarri come nuovo allenatore: ecco tutti i matrimoni, spesso vincenti, tra i Blues e i tecnici italiani

Dopo aver sfiorato la telenovela, stamattina è finalmente giunta l'ufficialità: Sarri sarà il nuovo allenatore del Chelsea. Come spiegato , il tecnico azzurro ha firmato un contratto triennale coi Blues, che si sono detti impazienti di sperimentare la filosofia calcistica dell'ex Napoli.

Se in Serie A le società preferiscono ancora di gran lunga puntare su condottieri nostrani per l'area tecnica (l'Udinese sarà l'unica squadra del campionato ad avere un allenatore straniero ai blocchi di partenza, lo spagnolo Velazquez), il discorso è ben diverso in Premier League, dove ci sono solamente quattro tecnici inglesi e un gallese su un totale di venti squadre. Per i britannici questa non è una tendenza recente, e ormai da tempo i loro presidenti ingaggiano allenatori da ogni parte del mondo, spesso dall'Italia.

Negli ultimi tempi hanno diretto formazioni di Premier ad esempio Roberto Mancini, Walter Mazzarri, Francesco Guidolin e molti altri ancora. Uno tra i club che più volentieri si è affidato a guide del belpaese è proprio il Chelsea che, prima di ingaggiare Sarri, aveva già avuto altri cinque allenatori italiani. Andiamo a scoprire chi sono e soprattutto quali risultati hanno portato ai Blues durante la loro reggenza.

Gianluca Vialli (febbraio 1998 – settembre 2000)

Dopo una sfilza di allenatori britannici, i londinesi avevano fatto una coraggiosa doppia scommessa nel 1996 chiedendo a Ruud Gullit, olandese di nascita ma italiano di adozione calcistica, di svolgere il ruolo di allenatore-giocatore. Dopo un suo biennio alle redini, il Chelsea ha voluto proseguire sullo stesso percorso invitando Gianluca Vialli, che in quei due anni aveva giocato per l'olandese, ad assumere lo stesso ruolo del suo ex-compagno.

Rifugio dei calciatori italiani in Inghilterra, lo Stamford Bridge fu nel successivo biennio la casa, oltre che di Vialli, anche dei connazionali Percassi (figlio del presidente dell'Atalanta), Di Matteo, Zola, Casiraghi, Ambrosetti, Dalla Bona e Cudicini. Sotto la guida dell'attaccante, che per il primo anno ha continuato a giocare, il club londinese ha fatto incetta di titoli, conquistando una League Cup, una FA Cup, una Coppa delle Coppe, due Charity Shield e una Supercoppa UEFA. La squadra si posizionò anche al terzo posto in Premier nella stagione 1998-99, il più alto piazzamento conseguito dai Blues fino ad allora.

Claudio Ranieri (settembre 2000 – maggio 2004)

Al momento dell'esonero di Vialli, il Chelsea tornò ad affidare le proprie redini tecniche ad un italiano, scegliendo stavolta il profilo più maturo di Claudio Ranieri. Nei quattro anni a Londra, l'allenatore romano conquistò solamente una Charity Shield, ma perse una finale di FA Cup e portò nell'ultima stagione la squadra al secondo posto in campionato e alle semifinali di Champions League.

Dopo avergli dato fiducia al momento del suo ingresso in società, però, il nuovo presidente Roman Abramovich preferì esonerare il tecnico testaccino per sostituirlo con José Mourinho, fresco vincitore della Champions con il Porto. A Londra Ranieri fu ironicamente soprannominato “Tinkerman” per i frequenti cambi di moduli ed interpreti che attuava ogni settimana, che agli occhi degli inglesi lo facevano sembrare un uomo poco sicuro di sé.

Carlo Ancelotti (giugno 2009 – maggio 2011)

Il neo-tecnico del Napoli arrivò allo Stamford Bridge dopo una stagione tribolata, che aveva visto la staffetta in panchina prima tra Scolari e Wilkins e poi tra quest'ultimo e Hiddink. Carlo Ancelotti arrivò per vincere finalmente la Champions League (con Mourinho non c'erano riusciti, e lui ne aveva vinte due da calciatore e due da allenatore del Milan), lui vinse la Premier League, la FA Cup e il Community Shield, ma uscì agli ottavi di Champions contro l'Inter.

I nerazzurri in panchina avevano proprio José Mourinho, che poi li avrebbe condotti alla vittoria di quel titolo che era ormai diventato per Abramovich un'ossessione e che avrebbe da lì in poi reso più complicato il rapporto tra il presidente e l'allenatore di Reggiolo. Quando al secondo anno il suo Chelsea finì senza alcun titolo, il magnate russo non ci pensò due volte a scaricare Ancelotti per puntare su Villas Boas.

Roberto Di Matteo (marzo – novembre 2012)

Dopo aver giocato nel Chelsea di Vialli, Roberto Di Matteo tornò a Londra per fare da vice proprio a Villas Boas. Il portoghese resistette però poco più di otto mesi alla guida dei britannici, e Abramovich assegnò proprio all'italiano il compito di farne le veci fino a fine stagione.

L'ex centrocampista riuscì invece ad esser molto più che un traghettatore. Nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Napoli, dopo che Villas Boas aveva perso l'andata per 3-1, riuscì a ribaltare completamente la situazione vincendo 4-1 e continuando un percorso in coppa che li portò prima a battere rocambolescamente il Barcellona in semifinale e infine ad alzare al cielo la prima ed unica Coppa dalle grandi orecchie della storia del Chelsea battendo ai rigori il Bayern Monaco in finale.

L'inaspettato trionfo, unito a quello in FA Cup, valse a Di Matteo il rinnovo della fiducia anche per la stagione successiva, quando però bastarono tre mesi ad Abramovich per tornare indietro sui suoi passi ed affidare la squadra a Rafa Benitez.

Antonio Conte (luglio 2016 – luglio 2018)

Dopo quattro anni di astinenza da tecnici italiani, Abramovich ha deciso nel dopo-Europeo del 2016 di affidare la propria panchina ad Antonio Conte. In effetti, l'allora commissario tecnico dell'Italia aveva portato gli azzurri molto più avanti di quanto non ci si sarebbe potuti aspettare in quella competizione, sconfitti solo ai rigori dalla Germania ai quarti di finale, ed era reduce anche da tre scudetti consecutivi con la Juventus.

Alla prima stagione, Conte ha portato i Blues alla vittoria della loro sesta Premier League, mentre nel secondo anno è arrivata l'ottava FA Cup della loro storia. Il clima tra allenatore, squadra e dirigenza si è però poi fatto piuttosto teso e quel solo trionfo non è bastato per ricucire tutti i rapporti. Così, dopo settimane di stand-by, oggi il tecnico è stato ufficialmente esonerato dal Chelsea e sostituito da Maurizio Sarri, la cui storia in Blues è ancora tutta da scrivere.


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