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Juventus, dai settimi posti a Cristiano Ronaldo: cronaca di una crescita annunciata

Juventus, dai settimi posti a Cristiano Ronaldo: cronaca di una crescita annunciata

Sette anni fa la Juventus arrancava e a dominare erano Inter e Milan. Ora i bianconeri possono permettersi di sognare Ronaldo: come è avvenuto il cambiamento

Tanti anni fa, anche se in realtà non così tanti. Serie A 2010/11: il Milan vince lo scudetto, precedendo, nell'ordine, Inter, Napoli ed Udinese. I rossoneri chiudono il campionato con 82 punti, una differenza reti di +41 e solamente quattro sconfitte. E la Juventus? I bianconeri raccolgono 58 punti, due lunghezze in più del Palermo. Buffon e compagni si posizionano in settima posizione, esattamente lo stesso risultato raccolto la stagione precedente.

Sette anni dopo

Sette anni. Un periodo sufficiente a mandare in crisi un matrimonio, ma anche a ribaltare completamente le gerarchie nel campionato italiano. La Juventus ha vinto, meno di due mesi fa, il settimo scudetto di fila e ora sembra vicinissima a compiere l'acquisto del secolo: Torino potrebbe a breve accogliere Cristiano Ronaldo. Intanto il Milan annega lentamente nel mare delle questioni societarie e l'Inter celebra in maniera sfarzosa il ritorno in Champions League. La Juventus, quella dei 58 punti in campionato, quella dei due settimi posti consecutivi. Il Milan, quello di Ibrahimovic e Thiago Silva. L'Inter, quella che il 22 maggio del 2010 regalava alla sua storia ed all'Italia un triplete epocale.

Cosa e perché è cambiato

Dire che sono cambiate le gerarchie è come dire che la pizza ha un gusto migliore della vellutata di zucchine. È da analizzare perché siano cambiate in questa misura. Sette anni, per delle squadre di club, non sono poi molti. Sette anni fa, a parte quel che riguarda le italiane, in Europa dominavano le stesse che dominano adesso. Più che sugli errori di Inter e Milan, è giusto focalizzarsi sulla crescita della Juventus. Perché i bianconeri non hanno solo raggiunto la supremazia assoluta in Italia, ma sono anche ai primissimi piani per quel che riguarda i ruoli da favorita in Champions League. Proprio la coppa dalle grandi orecchie potrebbe diventare un obiettivo più che mai concreto, se davvero a Torino dovesse arrivare Cristiano Ronaldo. Dai settimi posti ad un ruolo da protagonista in Europa: come ha fatto la Juventus a crescere così?

Punto numero 1: lo stadio

La Juventus ha capito prima di tutte le altre squadre del nostro campionato l'importanza di poter contare su uno stadio di proprietà. Si potrebbe dire che i bianconeri hanno anticipato di dieci anni le concorrenti, visto che era il 22 maggio del 2008 quando il Cda bianconero approvava la delibera sulla costruzione di un nuovo impianto che avrebbe dovuto sostituire il Delle Alpi. Dieci anni dopo l'esigenza dello stadio di proprietà è sentita da tutte o quasi le squadre di Serie A. Intanto i bianconeri hanno potuto contare per diverse stagioni su una casa di qualità, importante tanto in campo quanti fuori per motivi economici e d'immagine.

Punto numero 2: il mercato

Quanti sono i colpi sbagliati da Marotta negli ultimi anni? Pochi, pochissimi. La qualità principale è stata quella di mantenere una gestione oculata, puntando su giocatori effettivamente alla portata delle finanze societarie. È da sottolineare il fatto che il nome dei piemontesi non venga accostato praticamente mai al fair play finanziario. Operazioni vincenti sul campo e sostenibili fuori. Se le trattative per i calciatori sono state magistrali, altrettanto per quanto riguarda la guida tecnica. Il Milan e l'Inter, giusto per tornare al paragone di cui sopra, quanti allenatori hanno cambiato negli ultimi anni? E quanti ne ha cambiati la Juventus? La scelta di puntare su Conte si è rivelata più che decisiva, così come la decisione – nonostante lo scetticismo generale – di sostituire l'attuale tecnico del Chelsea con Massimiliano Allegri.

Punto numero 3: la società

Spiace quasi continuare a fare riferimento ad Inter e Milan, ma sono questi i due club che sette anni fa dominavano e che invece ora sono le grandi decadute. Da una parte Agnelli. Dall'altra Moratti, poi Thohir, poi Suning, e dall'altra parte ancora prima Berlusconi e poi Yonghong Li. Se non c'è stabilità ai vertici, tutta la struttura ne soffre. Trasferimenti di proprietà che, in particolare per quanto riguarda i rossoneri, hanno probabilmente contribuito agli scarsi risultati dei giocatori scesi in campo. Intanto a Torino Andrea Agnelli prendeva in mano la società da Jean-Claude Blanc e restituiva alla Juventus la presidenza di una famiglia storica come gli Agnelli. La stirpe più importante nella storia del club bianconero non per nulla: anche l'ultimo presidente della dinastia ha confermato le qualità già mostrate dai precedessori. Una su tutte l'attenzione per l'immagine del club, con l'ultimo cambio di stemma che spiega bene la volontà di accrescere la forza del brand bianconero.

 


Massimiliano Brignoli

Delle vicinanze di Bergamo, preferisco i monumenti naturali a quelli artificiali, l'Udinese alle altre squadre e i film francesi rispetto ai film di altre nazionalità. E poi l'arancione e i numeri dispari.

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Classifica Serie A

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# Squadra G V P S +/- Punti
1 Inter Milan

Inter Milan

37 29 6 2 67 93
2 AC Milan

AC Milan

37 22 8 7 27 74
3 Bologna

Bologna

38 18 14 6 22 68
4 Juventus

Juventus

37 18 14 5 21 68
5 Atalanta

Atalanta

36 20 6 10 28 66
6 Roma

Roma

37 18 9 10 20 63
7 Lazio

Lazio

37 18 6 13 10 60
8 Fiorentina

Fiorentina

37 16 9 12 14 57
9 Torino

Torino

37 13 14 10 3 53
10 Napoli

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37 13 13 11 7 52
11 Genoa

Genoa

38 12 13 13 0 49
12 Monza

Monza

37 11 12 14 -10 45
13 Verona

Verona

37 9 10 18 -13 37
14 Lecce

Lecce

37 8 13 16 -22 37
15 Cagliari

Cagliari

38 8 12 18 -26 36
16 Frosinone

Frosinone

37 8 11 18 -24 35
17 Udinese

Udinese

37 5 19 13 -17 34
18 Empoli

Empoli

37 8 9 20 -26 33
19 Sassuolo

Sassuolo

37 7 8 22 -32 29
20 Salernitana

Salernitana

37 2 10 25 -49 16

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