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Mondiali 2018, da Neuer a Messi passando per Cristiano Ronaldo: la top 11 degli eliminati

Con la competizione giunta ai quarti di finale, sono già diversi i top player che hanno abbandonato il fantamondiale di Russia 2018

Il Mondiale di Russia 2018 è giunto nella sua fase clou, con otto squadre pronte a giocarsi l’accesso alle semifinali. Se molte Nazionali blasonate come il Brasile, la Francia e l’Inghilterra, con i rispettivi top player, sono ancora in lizza per giocarsi la coppa più ambita in assoluto, sono già diversi i grandi giocatori che hanno detto addio al Mondiale, tra fase a gironi e ottavi di finale.

Su tutte, spiccano di certo la Spagna, la Germania e l’Argentina, ma non solo, che con l’eliminazione hanno fatto venir meno tanti elementi che in sede d’asta per il fantamondiale erano stati pagati a peso d’oro e che adesso non sono più annoverabili nelle fantarose. Messi e Cristiano Ronaldo sono solo i nomi più importanti, ma in realtà, tra tanti, è possibile fare una top 11 dei grandi delusi da questo Mondiale, schierati in un 3-4-3.

Top 11 degli eliminati da Russia 2018

  • Neuer (Germania): il numero uno del Bayern Monaco, nonostante fosse reduce da un brutto infortunio, era il prescelto per il ruolo di titolare tra i pali, oltreché una grande occasione d’asta vista la sua quotazione a 2 fantacrediti. Tuttavia sia lui che tutti i suoi compagni hanno deluso e non poco, totalizzando una sola vittoria e ben sue sconfitte. Per Neuer, poi, sono stati ben 4 i gol subiti. Un mese assolutamente da dimenticare.
  • Ramos (Spagna): uno dei più attesi nel reparto difensivo, visti i tanti successi col Real Madrid e le furie rosse, risultando sempre decisivo anche in zona gol, in questo Mondiale il numero 4 dei blancos non ha inciso come ci si aspettava. Ad emergere maggiormente sono stati più gli interventi in ritardo e i falli evitabili. Segno anche questo di uno stato, forse, di appagamento, o comunque di stanchezza mentale e fisica.
  • Hummels (Spagna): il Mondiale del difensore tedesco si può sintetizzare tranquillamente in uno stato di totale spaesamento. A Russia 2018 sembra non essersi proprio visto il centrale che al Dortmund prima e al Bayern poi ha costituito la colonna portante di una delle retroguardie più forti del mondo, influenzato forse anche lui da uno stato di forma deficitario dopo una stagione dispendiosa.
  • Kimmich (Germania): per il terzino ventitreenne vale lo stesso discorso dei compagni di squadra, ma con la scusante dell’età ancora giovane. Le doti del giocatore non sono minimamente in discussione, e questa spedizione sarà certamente servita per crescere dal punto di vista caratteriale. E poi avrà tante altre occasioni per rifarsi in futuro, già da Qatar 2022. 
  • Isco (Spagna): il quattro volte campione d’Europa col Real Madrid, nonostante la stanchezza di fine stagione, è risultato uno dei migliori dei suoi, andando anche a segno nel match contro il Marocco. Tuttavia anche lui, pur essendo uno dei pezzi pregiati della linea mediana, ha dovuto subire l’onta dell’eliminazione ai rigori contro la Russia, lasciando orfani tanti fantallenatori.
  • Milinkovic-Savic (Serbia): l’uomo da oltre 100 milioni della Lazio non era partito affatto male con la sua Nazionale vincendo il match d’esordio e ben figurando anche contro la Svizzera. A lungo andare però sono emersi tutti i limiti dei serbi e anche lui non è stato da meno, dimostrando che ha ancora molto da imparare soprattutto in campo internazionale.
  • Kroos (Germania): il Mondiale di Kroos si identifica nel match contro la Svezia. Prima l’errore che da il la al vantaggio gialloblu, poi il gran gol a tempo scaduto che regala la vittoria della vittoria ai suoi. Di certo le sue doti non si discutono, ma proprio per questo non si può non attribuire a lui, alle sue disattenzioni  e a quelle dei senatori della Germania le principali colpe della debacle nella fase a gironi.
  • Di Maria (Argentina): dell’argentino resterà negli occhi di tutti il fantastico gol realizzato agli ottavi contro la Francia. Per il resto non gli si possono dare particolari colpe per la disfatta albiceleste, essendo stato messo da parte dal c.t. Sampaoli e non avendo avuto lo spazio che avrebbe meritato alla luce delle indiscusse qualità. Anche i fantallenatori che hanno puntato su di lui, per questo motivo, non vedranno l’ora di avere la testa del suo allenatore su un piatto d’argento.
  • Messi (Argentina): se Sampaoli è il principale responsabile dell’eliminazione dell’Argentina, Messi è stato il principale assente non giustificato di Russia 2018. Il 5 volte Pallone d’Oro ancora una volta ha dimostrato di soffrire molto la sua “solitudine” in Nazionale e la pressione che deriva dal paragone con Mardona nel raggiungimento della coppa più ambita. Ma non basta di certo questo a cancellare una carriera comunque leggendaria, almeno al Barcellona.
  • Lewandowski (Polonia): il prototipo di punta moderna che tutti vorrebbero nella propria squadra e fantasquadra. Tutti avranno fatto all in sul numero 9 del Bayern Monaco, facendo però un investimento a fondo perduto, visto il triste zero alla casella gol realizzati al Mondiale e la precoce eliminazione nella fase a gironi. Difficilmente Lewandowski avrà un’altra occasione del genere con la sua Nazionale, avviandosi anche lui verso una certa età.
  • Cristiano Ronaldo (Portogallo): il fuoriclasse lusitano accostato negli ultimi giorni alla Juventus ha confermato di essere ancora una volta un uomo più che mai determinante, con 4 gol in 4 partite. Ma solo uno su undici non sempre basta per vincere i trofei, come a Euro 2016, e per questo alla fine anche lui si è dovuto arrendere, agli ottavi di finale, alla grande organizzazione dell’Uruguay di Tabarez. Un’eliminazione, però, a testa più che mai alta, come solo lui sa fare.

Top 11 eliminati da Russia 2018 (3-4-3): Neuer; Ramos, Hummels, Kimmich; Isco, Milinkovic-Savic, Kroos, Di Maria; Messi, Lewadowski, Cristiano Ronaldo.

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