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Mondiali 2018, Francia: terza finale dal 1998. Come lei nessun’altra

Esultanza Griezmann Francia

La Francia è l’unica nazionale ad aver raggiunto la finale del mondiale per tre volte nelle ultime sei edizioni. Talento e progetto tra i motivi del dominio

La Francia è la prima finalista del mondiale di Russia 2018. I transalpini, dopo aver battuto 1-0 il Belgio con gol di Umtiti, giocheranno l’ultimo atto del 15 luglio a Mosca. Prima dell’inizio la squadra di Deschamps era data come favorita e il raggiungimento della finale non sorprende più di tanto. Se a ciò si aggiunge il fatto che la Francia è l’unica nazionale ad aver raggiunto tre volte la finale dei mondiali dal 1998 si può comprendere come “les blues” siano diventati una squadra d’élite. I fattori di questo traguardo sono più di uno.

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Un settore giovanile coltivato con abilità

La Francia che arriva in finale può contare su giovani di grandissimo talento, come Mbappé  e Dembelé, su giocatori molto esperti, come Giroud e Matuidi e su giocatori ancora giovani, ma che giocano da molti anni ad alti livelli come Pogba, Tolisso, Varane, Umtiti, Griezmann. Negli anni la Francia ha sfornato talenti in grande quantità grazie, soprattutto a delle nazionali giovanili sempre al top. Dal 1998, infatti, sono arrivati quattro europei under 19 (2000, 2005, 2010 e 2016) con l’ultimo che aveva come protagonista Mbappé, un mondiale (2001) e due europei (2004 e 2015) under 17 e un mondiale under 20 (2013) grazie a campioni come Pogba, Kondogbia, Thauvin, Umtiti e Areola. 

Tre generazioni d’oro

La Francia nei tre anni in cui è arrivata in finale al mondiale ha potuto contare su tre generazioni d’oro. Quella del 199, che vinse anche l’europeo nel 2000, aveva giocatori del calibro di Zidane, che vinse il Pallone d’Oro, Blanc, Barthez, Henry, Djorkaeff, Thuram, Trezeguet, tutti militanti nei principali top club europei. Gran parte di loro, con l’aggiunta di gente come Ribery, Malouda, Vieira, Sagnol arrivò in finale, senza vincerla, nel 2006. Dal 2006 al 2016, anno della finale degli europei persa contro il Portogallo, in Francia si è sviluppata la terza generazione dorata composta da calciatori come Griezmann, Pogba, Varane, Kanté, Mbappé, Lloris, che ai mondiali compone la semifinalista con il valore di mercato più alto (1,08 miliardi dati Trasnfermarkt). Questa generazione ha potuto offrire il meglio grazie anche alla continuità del progetto tecnico, molto utile per uscire dall’oblio del periodo tra il 2006 e il 2016.

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La continuità del progetto Deschamps

Didier Deschamps si è seduto sulla panchina della Francia nel 2012, dopo che i transalpini avevano rimediato due eliminazioni agli europei, una nei gironi nel 2008 e una ai quarti nel 2012, e un’eliminazione ai gironi nel mondiale del 2010. L’ex-tecnico bianconero ha saputo dare continuità al progetto, passando da momenti difficili, come la sconfitta nella finale in casa negli europei del 2016 e da scelte non sempre ben accette. In questi anni ha puntato su uno zoccolo duro, formato da Griezmann, Pogba, Matuidi, Lloris, Varane, Giroud, punto fermo di Deschamps, aggiungendo piano piano i giovani fenomeni Mbappé e Dembelé e facendo esclusioni eccellenti come quelle di Benzema e Lacazette. I giocatori lo conoscono, sanno cosa vuole e applicano in maniera fedele i suoi schemi.

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