Seguici su

Nazionali

Mondiali, da Uruguay-Argentina a Francia-Croazia: tutte le finali dal 1930 ad oggi

italia, campioni del mondo, berlino 2006, cannavaro, mondiali, 11 anni, anniversario

Si avvicina la finale Mondiale di Russia 2018 tra Francia e Croazia, ripercorriamo passo dopo passo tutte le finali della storia dei Mondiali

Sarà Francia-Croazia la ventunesima finale della storia dei Mondiali. Una novità assoluta per la Croazia che non si era mai affacciata all’atto finale raggiungendo come massimo risultato una semifinale nel ’98 quando furono proprio i francesi a spegnere il sogno di Boban e compagni. Per i galletti invece è la terza finale della storia dopo proprio quella in casa del ’98 e quella del 2006 che tanti bei ricordi evoca a noi italiani. Spesso ci accade di ripercorrere tappe della nostra vita ricordando dove eravamo e cosa facevamo durante il mese dei Mondiali. Per questo vogliamo evocare i vostri ricordi divincolandoci nella storia delle finali dei Mondiali attraverso gli episodi e le emozioni di quelle storiche partite, partendo dal 1930 fino ad oggi.

Uruguay 1930, Uruguay-Argentina 4-2

La prima Nazionale campione del Mondo è stata l’Uruguay. La Celeste ebbe la meglio sull’Argentina anche facendo a meno del bomber Anselmo – doppietta in semifinale contro la Jugoslavia – che rinunciò a scendere in campo a causa di un attacco di panico. La partita si giocò tra la neve e in una coltre di nebbia di una Montevideo assalita dell’inverno. Ad oggi resta l’unica finale a non aver avuto come protagonista una squadra europea. Già allora non mancarono le polemiche: le due compagini si presentarono con due palloni diversi ed entrambe pretendevano di giocare con quello preferito. L’arbitro decise di far giocare il primo tempo con quello argentino e il secondo con quello uruguagio.

Uruguay-1930

Italia 1934, Italia-Cecoslovacchia 2-1 dts

La prima volta non si scorda mai. Almeno per chi ha avuto la fortuna di esserci. Siamo ad 86 anni fa ed un gol di Schiavio – attaccante del Bologna – al quinto minuto del primo tempo supplementare regala all’Italia il primo titolo della sua storia. È il mondiale che fa conoscere al mondo Giuseppe Meazza. Il commissario tecnico della Nazionale è Vittorio Pozzo, il più vincente di sempre sulla panchina degli azzurri e per la finale mandò in campo Luis Monti. L’Argentino naturalizzato aveva già giocato la finale del 1930 perdendola contro l’Uruguay. Ad oggi resta l’unico calciatore ad aver giocato due finali mondiali con maglie diverse.

Italia-1934

Francia 1938, Italia-Ungheria 4-2

Storico bis dell’Italia di Pozzo che realizza un back to back ripetuto solo dal Brasile degli anni ’50. L’Italia nonostante le polemiche dopo la vittoria del ’34 – dovute alla presunta “spinta” della dittatura fascista – si presenta in Francia da favorita assoluta dopo la vittoria anche alle Olimpiadi di Berlino 1936. Le doppiette di Colaussi e Piola regolano in maniera netta l’Ungheria che non regge nemmeno un tempo sotto i colpi degli azzurri guidati ancora una volta dalla regia di Meazza. Vittorio Pozzo rimane ancora oggi l’unico allenatore ad aver vinto due edizioni della Coppa del Mondo.

Italia-1938

Brasile 1950, Brasile-Uruguay 1-2

Dopo la sosta dei Mondiali dovuta alla seconda guerra mondiale, la coppa Rimet – come si è chiamata fino al 1970 – approda in Brasile. È la storia di un trionfo annunciato dei verdeoro che sono la squadra nettamente più forte del torneo. Il Brasile però non ha fatto i conti con l’Uruguay. La formula è differente dalle precedenti: girone all’italiana tra le quattro vincitrici dei gruppi della prima fase. Il Brasile si sbarazza facilmente di Spagna e Svezia, l’Uruguay vince con gli scandinavi e pareggia con gli spagnoli. La gara decisiva è proprio Brasile-Uruguay. La Celeste vince 2-1 una partita surreale con i gol di Schiaffino e Ghiggia che ribaltarono la rete segnata da Friaça. Al triplice fischio dell’arbitro all’interno dello stadio Maracana di Rio De Janeiro, decine di tifosi brasiliani vennero colti da malori. Si racconta che furono almeno dieci i morti di infarto oltre ai due che decisero di togliersi la vita gettandosi dalle gradinate. È il secondo titolo della storia dell’Uruguay e la pagina più triste del calcio brasiliano: è il Maracanazo!

Uruguay-1950

Svizzera 1954, Germania Ovest-Ungheria 3-2

La prima vittoria della Germania in un mondiale è molto simile ad un miracolo. L’Ungheria di Puskas e Hidegkuti è una squadra formidabile ed è stata la prima – l’anno precedente – ad avere la meglio sull’Inghilterra a Wembley. Imbattuti da quattro anni, gli ungheresi hanno già battuto i tedeschi nella fase a gironi con un rotondo 8-3. La finale come da pronostico inizia con il dominio magiaro: 2-0 dopo soli 8 minuti. Si gioca in un campo devastato da una pioggia battente che con il passare del tempo mette in risalto la migliore atleticità dei tedeschi. L’eroe della finale è Helmut Rahn che dopo aver pareggiato segna anche il gol del 3-2 che regalò la coppa alla Germania. È il primo Mondiale trasmesso in tv da una neonata RAI.

Germania-Ovest-1954

Svezia 1958, Brasile-Svezia 5-2

Per la prima volta l’Italia non partecipa alle fasi finali dei Mondiali. È la prima apparizione nel grande calcio di un giovanissimo – 18 anni non ancora compiuti –  Edson Arantes do Nascimento detto Pelé. Con lui Didì, Vavà e Garrincha in una filastrocca che gli amanti del calcio ripetono da ormai 60 anni. La partita della Svezia dura praticamente 9 minuti e gli scandinavi vanno anche in vantaggio con un gol di Liedholm – marcatore più vecchio in una finale. Dopo è un monologo verdeoro che ne mettono 5, con le doppiette di Vavà e Pelé e la rete di Zagallo e dopo tante delusioni regalano al Brasile la prima coppa della sua storia. È la finale con il maggior numero di gol della storia nonché quella che ha consacrato al mondo O’Rey.

Brasile-1958

Cile 1962, Brasile-Cecoslovacchia 3-1

Rispetto alla finale di quattro anni prima il Brasile cambia solo due undicesimi, i centrali di difesa. Dalla cintola in su i verdeoro sono una macchina perfetta con la ciliegina Pelé che è ormai il giocatore più forte del mondo. Anche in questo caso la partita dura poco. Il vantaggio della Cecoslovacchia al 15′ sveglia l’ira del Brasile che prima pareggia due minuti più tardi con Amarildo e poi dilaga con i gol di Zito e Vavà. Secondo titolo della storia per il Brasile che raggiunge così Italia e Uruguay nell’albo d’oro.

Brasile-1962

Inghilterra 1966, Inghilterra-Germania Ovest 4-2 dts

Football back home. A tutti gli inglesi piace ricordare il mondiale vissuto e vinto in casa con questo titolo abbastanza evocativo. Sebbene fossero stati loro ad inventare il calcio hanno dovuto aspettare la settima edizione per aggiudicarsi il titolo di campioni del mondo. La partita termina ai supplementari dopo che i tedeschi con Weber acciuffano il pareggio all’89’. Nell’extra time non mancano di certo le polemiche: il gol del 3-2 di Hurst – autore di una tripletta – è il più classico dei gol-no gol. Le immagini dimostrano come il pallone effettivamente non fosse entrato e che in un primo momento il guardalinee azero Bachramov non aveva assegnato il gol. Dopo un consulto con l’arbitro svizzero Dienst – in quale lingua? – il gol viene convalidato spianando a Bobby Charlton e compagni la strada verso la vittoria.

Inghilterra-1966

Messico 1970, Brasile-Italia 4-1

A noi piace ricordare Messico ’70 con la partita del secolo vinta dagli azzurri sulla Germania per 4-3. Purtroppo però la finale fu quella contro il Brasile. Un Brasile ancora troppo forte anche per Rivera e Mazzola che in quel mondiale diedero vita alla staffetta calcistica più famosa di sempre. È il mondiale che assegna definitivamente la Coppa Rimet, che va di diritto al primo che la conquista per tre volte. Nostro malgrado l’onore va ai brasiliani. Dei fantastici 4 è rimasto solo Pelé ma i nuovi supereroi Tostao, Jairzinho e Rivelino non sono meno forti dei precedenti. L’Italia regge un tempo, Boninsegna pareggia il gol di Pelé prima di rientrare negli spogliatoi. La ripresa è un monologo del Brasile che dilaga fino al definitivo 4-1.

Brasile-1970

Germania 1974, Olanda-Germania Ovest 1-2

Probabilmente il detto che nel calcio non sempre vince il più forte è nato dopo il mondiale 1974. L’Olanda di Neeskens e Cruijff e allenata dall’inventore del calcio totale Rinus Michels è apparsa imbattibile per tutto il torneo. La finale degli orange però dura due minuti. Il tempo di avvolgere la Germania in una rete di passaggi infinita porta la palla al numero 14 che si sbarazza di un paio di difensori e viene atterrato in area. Neeskens realizza il rigore e porta in vantaggio i suoi. Dopo la sfuriata iniziale – che dura circa un quarto d’ora – i tedeschi si riorganizzano e prendono pian piano le redini della partita riuscendo a pareggiare sempre su calcio di rigore e addirittura a portarsi in vantaggio prima della fine del tempo con una rete di Muller. Nel secondo tempo l’Olanda non riesce a reagire e perde una finale che ancora oggi resta maledetta.

Germania-Ovest-1974

Argentina 1978, Argentina-Olanda 3-1 dts

La prima vittoria dell’Argentina ai mondiali ha luogo in un clima per nulla tranquillo. Il paese è scosso dalla vicenda  desaparecidos e da una dittatura insostenibile da parte di Jorge Videla che utilizza il mondiale per scopi puramente politici. La partita è dura e gli argentini praticano un gioco violento e ostruzionistico. I sogni olandesi si infrangono sul palo di Rensenbrink colpito a tempo ormai scaduto dopo che Nanniga aveva pareggiato la rete di Kempes. I supplementari sono un monologo albiceleste con gli orange che sembrano sfiniti. Prima Kempes e poi Bertoni chiudono la pratica e regalano ad un paese intero una gioia in mezzo a tante sofferenze.

Argentina-1978

Spagna 1982, Italia-Germania Ovest 3-1

Quanti di voi la sanno? ZoffGentileCabriniScireaCollovatiBergomiOrialiTardelliContiGrazianiRossi. No non siamo impazziti e soprattutto immaginiamo di avervi strappato un sorriso. Per chi c’era è facile ricordare ogni momento di un Mondiale tanto affascinante quanto godurioso per noi italiani. Italia-Germania è l’apice di un percorso fantastico fatto dai ragazzi di Bearzot che in mezzo a tante polemiche dominarono il mondo battendo le nazionali più forti del pianeta. È la partita cominciata con il rigore sbagliato da Cabrini. È la partita del sesto gol di Paolo Rossi. È la partita dell’urlo di Tardelli. È la partita che ci consacra “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo”.

Italia-1982

Messico 1986, Argentina-Germania Ovest 3-2

Dopo aver condotto i suoi all’ultimo atto a Diego Armando Maradona non resta che alzare la Coppa del Mondo. Di fronte i temutissimi tedeschi mai domi ed allenati dal “Kaiser” Franz Beckenbauer. L’albiceleste conduce per tutta la gara andando a segno prima con Brown e poi con Valdano nonostante un Maradona in giornata no. I tedeschi che hanno passato tutta la partita a controllare il Pibe de Oro più che a cercare di vincere, si sbloccano a 15 minuti dal termine con Rumenigge che accorcia le distanze e riescono addirittura ad impattare sul 2-2 con un colpo di testa di Voller. Ma quando la partita sembra già avviata ai supplementari sale in cattedra il più forte del mondo. El diez accarezza una palla insignificante a centrocampo e ne fa un passaggio verticale disegnato per Burruchaga che può correre indisturbato verso Schumacher e regalare all’Argentina la sua seconda coppa del mondo.

Argentina-1986

Italia 1990, Germania Ovest-Argentina 1-0

Le magia delle nostre notti è infranta da un uscita a vuoto di Zenga che permette a Caniggia di infilare il pareggio. Usciamo ai rigori in semifinale. Come spesso accade nel calcio, c’è sempre la possibilità di rifarsi. È il caso della Germania che dopo quattro anni scende in campo di nuovo contro l’Argentina per “vendicare” la sconfitta di Messico ’86. L’albiceleste non è più quella di quattro anni prima, Maradona è infortunato e soprattutto nervoso. Viene addirittura espulso, lasciando i suoi in 9. La partita verrà ricordata – o forse dimenticata – come una delle finali più brutte della storia dei Mondiali. I tedeschi hanno la loro vendetta: gol di Brehme su rigore a meno di dieci dal termine e terzo titolo mondiale in cascina.

Germania-1990

USA 1994, Brasile-Italia 3-2 dtr

“…non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”. Francesco De Gregori aveva già lasciato alla storia dodici anni prima una delle più significative righe sul calcio del cantautorato italiano. Mai avrebbe immaginato però che nell’afa di Pasadena Roberto Baggio e Franco Baresi, due dei calciatori più rappresentativi di quella Nazionale e della nostra storia calcistica con un errore dal dischetto avrebbero consegnato al Brasile il suo quarto titolo Mondiale. È la prima finale di un Mondiale che si decide ai calci di rigore.

Brasile-1994

Francia 1998 Brasile-Francia 0-3

Doveva essere la finale di Zidane contro Ronaldo. I due scesero in campo ma solo uno potette fare la differenza. Il fenomeno brasiliano infatti fu preso dalle convulsioni la sera prima e fu trovato da Roberto Carlos in stanza privo di conoscenza. Quello che scende in campo a Saint-Denis è un lontano parente di quello che aveva incantato fino a quel momento. La partita non è mai combattuta, la Francia domina in lungo e in largo chiudendo la pratica già nel primo tempo con la doppietta proprio di Zidane. Nonostante gli ultimi venti minuti in inferiorità numerica, i blues riescono addirittura a segnare ancora nel tempo di recupero con Petit. Deschamps solleverà al cielo la prima coppa del Mondo della storia della Francia. Per la settima volta su sedici edizioni la nazione ospitante vince la competizione.

Francia-1998

Corea del Sud e Giappone 2002, Germania-Brasile 0-2

Ronaldo e il suo Brasile hanno la loro rivincita quattro anni dopo. La sua doppietta in finale è il manifesto di un calciatore che domina a piacimento il panorama calcistico mondiale. La partita è combattuta per un tempo nel quale i tedeschi ci provano e i brasiliani tentano di pungere in contropiede. Nella ripresa sale in cattedra il “Fenomeno” che con la complicità del portiere tedesco Khan regala ai suoi i quinto titolo mondiale staccando di due lunghezze nell’albo d’oro la stessa Germania e la nostra Italia.

Brasile-2002

Germania 2006, Italia-Francia 5-3 dtr

L‘Italia è dilaniata dal disastro calciopoli. I ragazzi di Lippi compiono una di quelle imprese che resteranno nella storia del calcio. È la finale del rigore di Grosso, terzino di periferia attore protagonista in un mese di ordinaria follia. Il nostro capitano Fabio Cannavaro – futuro pallone d’oro –  alza al cielo di Berlino la nostra quarta coppa del mondo. La partita ci vede in svantaggio grazie ad un rigore – con il cucchiaio – di Zidane. Materazzi la pareggia di testa poco più tardi. Poi regna la paura di perdere o quella di vincere. I protagonisti sono ancora gli autori dei gol: Zidane rifila la famosa testata a Materazzi e viene espulso nei tempi supplementari. Poi i calci di rigore. Gli azzurri sono fantastici: Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso non sbagliano e battono Barthez dagli undici metri. Per i francesi è fatale l’errore di Trezeguet che ipnotizzato dal compagno di squadra Buffon colpisce la traversa.

mondiali-italia-campione-berlino-2006

Sudafrica 2010 Olanda-Spagna 0-1 dts

In ottant’anni di storie mondiali è la prima finale della Spagna. Ed è anche subito quella giusta. Don Andres Iniesta regala una gioia incontenibile a tutta la nazione. La partita è vivace e molto dura. Verrà ricordata per l’entrataccia di De Jong su Xabi Alonso, l’olandese meritevole del rosso verrà solo ammonito. È anche la partita delle ennesime occasioni fallite da Robben, ipnotizzato a tu per tu con Casillas. È il trionfo del Tiki Taka delle furie rosse, stile di gioco inconfondibile e che tante gioie darà d’ora in avanti alla Nazionale di Del Bosque.

Spagna-2010

Brasile 2014 Germania-Argentina 1-0 dts

Con quella del 2014, Germania-Argentina diventa la finale più giocata della storia dei Mondiali. È il terzo atto finale conteso tra le due squadre e prima della finale in Brasile siamo ad una vittoria per parte. È la sfida tra due concetti estremamente diversi di vedere il calcio. Il singolo per la squadra e la squadra per il singolo. Da una parte il giocatore più forte del pianeta, Leo Messi messo nelle condizioni migliori di esprimersi: a lui sta il determinare, positivamente o meno l’esito delle sorti argentine. Dall’altra un collettivo formidabile – la Germania -capace di strapazzare i padroni di casa del Brasile per 7-1 in semifinale, fornendo ai brasiliani la lezione più dura della loro storia insieme al Maracanazo. La partita come spesso accade nelle finali moderne è bloccata. Messi è impalpabile e Higuain sbaglia davanti a Neuer. Si va ai supplementari ed è Mario Gotze a portare i tedeschi in cima al mondo per la quarta volta nella loro storia.

Germania-2014

Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Annuncio pubblicitario
Annuncio pubblicitario

Di più in Nazionali