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Juventus-Lazio, la sfida dei bomber: non solo CR7, è Dybala contro Immobile

Pjanic-Immobile-Lazio-Juventus

Il primo anticipo della seconda giornata di campionato metterà di fronte due fuoriclasse con un rapporto particolare coi rispettivi avversari

Alle 18:00 di domani Cristiano Ronaldo tornerà per la prima volta a giocare nello Juventus Stadium dopo i sonori applausi riservatigli dalle tribune di quello stesso stadio per via della meravigliosa rovesciata con la quale ha eliminato i bianconeri dalla scorsa edizione di Champions League. Stavolta, per la prima volta, il pluri-Pallone d’Oro lusitano calpesterà però quella stessa erba da stella della squadra di casa e, considerando la portata del colpo di mercato e l’entusiasmo che ne è scaturito, un secondo tributo fragoroso arriverà certamente già al momento del suo ingresso in campo. Se in questo senso Juventus-Lazio sarà la partita di CR7, d’altra parte questo sarà invece l’incontro tra altri due goleador, che negli ultimi anni hanno avuto una particolare incisività proprio in questa specifica gara.

La sentenza di Immobile

Lo scorso anno il centravanti biancoceleste ha fatto completamente ammattire i bianconeri in Supercoppa prima e nel girone di andata di Serie A poi, segnando in entrambe le occasioni una doppietta dimostratasi poi decisiva ai fini del risultato. Nella prima occasione, all’Olimpico di Roma, il classe ’90 si era procurato alla mezz’ora un calcio di rigore che lui stesso aveva trasformato nel gol del vantaggio per poi ripetersi nella ripresa con il colpo di testa dello 0-2 che aveva spianato la strada ai biancocelesti per la vittoria finale poi giunta con il gol del 2-3 di Murgia in zona Cesarini.

Nella partita di campionato invece l’attaccante napoletano era riuscito a ribaltare la rete iniziale di Douglas Costa sempre con un gol su azione ed un altro dagli undici metri. Anche in quel caso, come fosse una sentenza, il penalty se lo era guadagnato in prima persona con un’azione fotocopia a quella della Supercoppa, scegliendo infine anche lo stesso angolo per la trasformazione. Quei quattro gol hanno reso la Juventus la big preferita da Immobile (che le ha segnato 5 volte in carriera includendo la rete con la maglia del Genoa), ma hanno soprattutto fatto credere che l’ex Toro potesse essere la ‘bestia nera‘ della Vecchia Signora, i cui consigli aveva ascoltato in gioventù, quando aveva frequentato il suo settore giovanile per ben tre anni dopo aver lasciato diciassettenne il suo Sorrento in cambio di sole 80 mila euro.

La maledizione che terrorizzava i sostenitori bianconeri si era però spezzata già nel successivo scontro tra le due squadre, con la Juve che era riuscita nella partita di ritorno ad espugnare l’Olimpico grazie a una grandissima giocata individuale di Dybala. Eppure, per i tifosi juventini più sensibili agli allineamenti astrali e alla scaramanzia, il peggio non è ancora passato. Le doppiette dell’attaccante e le vittorie della Lazio sono infatti arrivate entrambe in casa della Juventus, che anche domani aprirà nuovamente le porte del proprio stadio ai rivali della capitale. Ma come, la partita di Supercoppa non si è tenuta all’Olimpico di Roma? Sì, ma per una questione formale erano i bianconeri, avendo vinto il campionato precedente, a fare gli onori di casa. Che per colpa di una misera convenzione la maledizione-Immobile possa essere ancora in piedi, ferma dove la si era lasciata nel girone d’andata?

I tormenti di Dybala

Era stata la Joya a dare alla Juventus i tre punti nell’ultimo incrocio con l’undici di Simone Inzaghi e ad illudere il popolo bianconero (sempre la parte più scaramantica di cui prima) che il sortilegio potesse esser stato infranto. Ma come Immobile, anche Paulo Dybala ha effettivamente un rapporto speciale con la Lazio. Innanzitutto i biancocelesti sono non solo la squadra a cui l’argentino ha segnato più gol in carriera (10, di cui 2 con la maglia del Palermo), ma anche la prima che questi ha colpito nel momento del suo trasferimento a Torino (nella Supercoppa 2015-16).

Come il suo avversario, anche Dybala ha poi avuto uno score particolare negli ultimi tre scontri tra questi due club. Nella supercoppa 2017-18 era stato proprio lui con una doppietta a pareggiare il conto dopo le due reti messe a segno da Immobile prima del gol decisivo di Murgia. Se il fiuto del gol era stato lo stesso del collega azzurro, l’influenza di quelle reti sul risultato in quell’occasione non era ovviamente stata la medesima.

Il classe ’93 era poi passato dal segnare reti ininfluenti a fallire occasioni cruciali nella partita d’andata dello scorso anno, quando allo Stadium si era fatto parare il rigore del possibile 2-2 assegnato dalla VAR al 96′. Quello era il secondo penalty sbagliato nel giro di due settimane dal nazionale albiceleste: se Immobile era tornato a Roma galvanizzato dalla doppietta, Dybala era a quel punto affondato invece in un momento – pur breve – di profonda crisi psicologica.

Nella gara di ritorno, però, l’argentino aveva nuovamente potuto alzare la testa con fierezza. Lo slalom e la spaccata con i quali aveva consegnato alla sua Juventus i tre punti e il tanto agognato ritorno alla vittoria contro i biancocelesti erano stati esteticamente e pragmaticamente eccezionali, e la sua personale corsa al record stagionale di gol si è alla fine conclusa con il massimo in carriera di 22 reti in campionato. Se in tre sfide la Joya ha ottenuto risultati completamente differenti segnando prima inutilmente, incidendo negativamente nella sconfitta poi e portando infine la sua squadra alla vittoria, allo stesso tempo ognuna di queste tre occasioni è stata per lui un momento importante della propria carriera, per quanto differenti potessero essere gli insegnamenti estrapolàtivi. Di una cosa si può esser sicuri: contro la Lazio per Dybala non è una sfida come le altre, e speriamo che anche quella di domani possa regalarci emozioni intense.

? Pillola di fanta

Con 29 e 22 reti, Immobile e Dybala sono stati lo scorso anno due dei migliori marcatori del nostro campionato. La nuova stagione è incominciata però per loro in maniera completamente opposta. Se il laziale ha trovato già la prima realizzazione ma ha perso nell’esordio contro il Chievo, l’albiceleste ha messo in campo una prova opaca nella prima al Bentegodi, dal quale però la sua Juve è riuscita alla fine ad uscire vincitrice. POLI OPPOSTI


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