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Milan, Abbiati senza peli sulla lingua: “Montella e i cinesi disastrosi. Elliott tenga Gattuso”

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L’ex club manager del Milan, Christian Abbiati, ha parlato della scorsa stagione e di quella che verrà. Parole su Higuain, Leonardo e Maldini, ma anche su Gattuso, Montella e i cinesi

Via i cinesi, ecco Elliott e la nuova presidenza targata Scaroni. Per il Milan, l’estate 2018 è stata ed è tuttora decisamente scoppiettante. L’ex club manager nonché portiere rossonero, Christian Abbiati, ha voluto esprimere la sua opinione sulla vecchia proprietà; in un’intervista a La Gazzetta dello Sport ha preso di mira anche Montella, esonerato lo scorso anno e sostituito da Gattuso. E proprio su Ringhio, Abbiati esprime un pensiero molto positivo, cercando di allontanare lo spettro di Conte.

Sulla vecchia proprietà cinese: “C’era molta confusione a livello dirigenziale: un’organizzazione fumosa che cercavano di far passare come perfetta. Il modo in cui è finita non mi stupisce; per come andavano le cose, è meglio che sia finita. Il mio errore è stato quello di fare paragoni con il vecchio Milan, dove avevo punti di riferimento certi. Lo scorso anno era Gattuso. L’obiettivo era reimpostare Milanello come una volta, con regole precise di comportamento“.

Su Gattuso: “Rino è stato un fenomeno. Mi ha sorpreso molto come allenatore, ha saputo entrare nella testa dei giocatori, stimolandoli e motivandoli; con queste generazioni non è facile. Consiglio a Elliott di tenerselo stretto“.

Su Montella: “Vincenzo è stato un mezzo disastro. Non si fidava di nessuno, è per questo che è andata male“.

Su Mirabelli: “È stata una sorpresa positiva, è uno che si fa il mazzo. Ho vissuto da vicino il rinnovo di Donnarumma e devo dire che ha gestito la faccenda benissimo, tutelando il club. È stato uno dei pochi ad avere il coraggio di andare contro Raiola. E poi ha vinto la scommessa Gattuso“.

Sulla convivenza tra Donnarumma e Reina: “Le partite sono tante, possono coesistere e la competizione può far bene a Gigio. Per lui la cosa migliore è restare ancora al Milan, anche perché è cambiato il preparatore e voglio vederlo con un altro sistema di lavoro. Magni ha il merito di averlo portato fin dove è arrivato, ma Gigio non è più migliorato. Si è fermato“.

Su Higuain: “Era il bomber che mancava. Sono sorpreso che la Juventus abbia fatto questa operazione, a guadagnarci è il Milan“.

Su Bonucci: “Probabilmente gli sono state promesse cose che non sono state mantenute, ma Leo ha il merito di aver fatto crescere Romagnoli. Come sempre, il lavoro paga“.

Su Leonardo e Maldini, di nuovo al Milan: “Ci rimanemmo male quando Leonardo andò all’Inter perché fu una cosa inaspettata. Ma vi dico che io nell’armadio ho solo due maglie autografate: quella di Maldini e la sua. Questo fa capire cosa penso di lui. Maldini e Leonardo sono due amici e due grandi professionisti, che sanno fare il loro lavoro. Sono gli uomini giusti su cui riedificare perché conoscono molto bene l’ambiente. Da milanista, Maldini lo volevo assolutamente vedere dentro e quando è arrivato Leo mi sono detto: ‘Ora arriva anche Paolo’“.

Infine, su un suo possibile ritorno in rossonero: “Se mi chiamano li ascolto volentieri. Il mio passato da club manager? Devi essere un aiuto per tutto e tutti: allenatore, DS, team manager, giocatori, Milanello. È un ruolo strano, sempre sul filo dell’equilibrio. Se un giocatore fa una sciocchezza e lo riferisci al mister, poi rischi di passare per spia: è un ruolo molto ‘politico’ e ho capito che non fa per me; il più delle volte andavo a casa incavolato nero. Non aver continuato è qualcosa che dipende da me: Mirabelli mi aveva proposto il rinnovo, ma ho rifiutato. E poi in giacca e camicia non mi ci vedevo“.

? Pillola di Fanta

Higuain era proprio il bomber che mancava al Milan. Frase più giusta non poteva esistere per i rossoneri: Kalinic e André Silva non hanno garantito le reti che porterà l’argentino e Cutrone potrà solamente che imparare da un centravanti come l’ex Juventus e Napoli. BOMBER

Fonte foto: acmilan.com

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