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Economia nel pallone

Serie A, cronaca di un fallimento annunciato: la prima di Dazn è un flop

Velocità della banda larga, servizio allestito in poco tempo e molta inesperienza: su “Economia nel pallone” l'analisi della prima giornata su Dazn. E Napoli-Milan è decisiva

Come si dice l'abbiamo ormai imparato tutti. Che Dazn – daaasooon – abbia inizialmente conquistato tutti con la sua pubblicità accattivante è fuori di dubbio, grazie soprattutto a due punte di diamante come Diletta Leotta e Paolo Maldini, . Intorno alla primissima tra Lazio e Napoli si era creata un'enorme attesa per quello che doveva essere l'inizio della rivoluzione del calcio in TV: per la prima volta in Italia una partita andava in onda soltanto in streaming.

E invece è stato un disastro: rebuffing, ossia il video che si blocca, enormi ritardi rispetto all'effettivo minuto di gioco e una qualità video paragonabile a quella anni '90. Le cose sono leggermente migliorate la domenica, ma entrambe le dirette di Parma-Udinese e Sassuolo-Inter hanno fatto rimpiangere il vecchio digitale terrestre e la parabola. Scopriamo i perché di un fallimento prevedibile in questa nuova puntata di “Economia nel Pallone“.

Dazn precorre troppo i tempi: la velocità media di connessione in Italia

Partiamo dal presupposto che Lazio-Napoli è stato l'evento più visto su Dazn di sempre. Il servizio sviluppato dal gruppo Perform infatti è disponibile anche in Austria, Germania, Svizzera, Giappone e Canada e in nessuno di questi paesi aveva raggiunto i numeri della sfida dell'Olimpico. Peccato però che rispetto alle nazioni sopra citate, l'Italia abbia una velocità media di connessione nettamente inferiore: la banda larga a fine 2017 faceva registrare un 15.1 Mbps, la quartultima in tutta Europa e la quarantatreesima nel mondo. La fibra ottica è stata sviluppata ulteriormente e negli ultimi anni comunque si è registrata una forte crescita, ma la rete è ancora troppo debole per una piattaforma streaming così potente.

Il CEO di Dazn, , ha sottolineato come i problemi dei primi 20 minuti del secondo tempo di Lazio-Napoli siano riconducibili ad un malfunzionamento di un CDN. Senza entrare in tecnicismi che vanno al di là dello scopo dell'articolo, il CDN è una piattaforma di server utilizzata per la ridistribuzione di contenuti – soprattutto multimediali – ai clienti. In pratica è come un ponte che collega l'origine dei contenuti all'utente finale che vuole usufruirne. Certo è che il guasto di un CDN ha reso tutto più complicato, ma il servizio aveva dato problemi fin dal primo minuto e anche Parma-Udinese e Sassuolo-Inter non hanno prodotto una visione soddisfacente.

La partita diritti tv è durata troppo a lungo: Dazn impreparata

Non si era mai vista una situazione del genere in Italia, e forse nemmeno in tutta l'Europa del calcio che conta. I diritti televisivi della Serie A nel nostro paese sono stati ufficialmente venduti il 13 giugno scorso, praticamente a due mesi dall'inizio del campionato. Nella sostanza Perform ha avuto circa 60 giorni per allestire in Italia il servizio, facendo leva su quello fatto negli altri paesi. Dazn è diventato usufruibile nella nostra nazione da luglio, ma nei giorni che hanno preceduto il debutto in campionato non ha avuto modo di testare il servizio. Un caso molto particolare, se si pensa che tutte le nuove piattaforme solitamente hanno una mezza stagione di transizione: ad esempio Mediaset Premium, la prima a trasmettere in digitale, fu lanciata il 20 gennaio 2005 e trasmise le partite dei big club fino a fine campionato, prima di entrare a regime dalla stagione 2005-2006. Si può dunque supporre che Dazn abbia utilizzato la prima giornata come crash test, a discapito degli utenti e dei tifosi.

Dazn a metà tra inesperienza e arroganza

Grazie ai 240 milioni a stagione investiti dal gruppo Perform, Dazn si è assicurato l'esclusiva del 30% della Serie A. Questo ha messo i tifosi nelle condizioni di dover fare un doppio abbonamento molto costoso per potersi gustare tutto il campionato. Considerando che Sky non ha nemmeno abbassato il prezzo del suo abbonamento Calcio, nonostante abbia meno copertura della scorsa stagione – – in molti hanno scelto soltanto Dazn, specialmente per il mese gratis. Un servizio che ha dimostrato tutta l'inesperienza, anche nelle comunicazioni: Marco Foroni, direttore del canale, aveva parlato di una prima senza problemi. In seguito anche un comunicato della stessa piattaforma aveva annunciato un buon inizio. Tutto questo prima ha scatenato le ire dei clienti, e poi è stato sconfessato dalle scuse di James Rushton, il CEO di Dazn.

E in questi giorni, anziché annunciare qualche miglioramento del servizio o un aumento dei server a disposizione, Dazn ha deciso di lanciare Cristiano Ronaldo come Global Ambassador. Una star del calcio, ma non certo delle telecomunicazioni: non sarà il portoghese a risolvere i problemi mostrati in questa première. Insomma, con CR7, Shevchenko, Camoranesi, Maldini e Figo forse il servizio streaming è più pronto ad una partita a calcetto il giovedì sera che a trasmettere il campionato italiano. Chi certo non ha peccato di inesperienza è Diletta Leotta: al di là della bellezza, ha elegantemente affrontato il pre e il post partita di Lazio-Napoli senza tradire emozioni, dimostrando che lei è stato davvero un investimento intelligente da parte del gruppo britannico.

Napoli-Milan già decisiva: Dazn al varco. I possibili scenari

Forse Perform ha sottovalutato un appuntamento così importante: debuttare con Lazio-Napoli è stata una mazzata enorme, e non una ghiottissima occasione come si pensava, resa ancora più evidente dalla sempre feroce critica social. E dopo questa brutta insufficienza presa alla prima giornata di Serie A – quando in molti hanno usufruito del mese gratis – ha reso la seconda giornata già decisiva: Napoli-Milan può essere un crocevia per Perform, perché in caso di secondo disastro, chissà cosa potrà succedere. Ricordiamo anche che il gruppo Fininvest ha deciso di trasformare la piattaforma Premium da editore broadcaster a semplice operatore: che alla fine Perform possa sbarcare sul digitale terrestre acquisendo le frequenze da Berlusconi? O addirittura, come già avviene per le attività commerciali che hanno il pacchetto Sky Business, diventerà visibile sul satellitare? Al momento sono scenari apocalittici per il gruppo britannico che fonda il suo successo proprio sul servizio streaming e quindi non contemplati. Ma i tifosi non perdoneranno una seconda deludente, specialmente con un altro big match.


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