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Calciomercato

Serie A, il pagellone del mercato: Juventus super, bene le milanesi. Napoli assente ingiustificato

Cristiano Ronaldo è la punta di diamante del calciomercato estivo della Serie A. La Juventus è più europea, mentre Inter e Milan si rinforzano. La Lazio tiene Milinkovic, la Roma fa incetta di talento; Napoli assente ingiustificato

La Serie A all’improvviso. Il nostro bistrattato e cadente calcio, che con la mancata qualificazione a Russia 2018 ha toccato un fondo che mai avremmo paventato, in un amen ritrova l’appeal dei tempi migliori. Lo deve a una sessione di calciomercato che ha portato non solo il colpo del secolo, Cristiano Ronaldo alla Juventus, ma un insieme di new entry e ritorni che d’un tratto fanno balzare il budget acquisti di tornata al secondo posto tra i campionati nazionali, dietro solo alla Premier delle cifre fuori di logica. Il primo calciomercato che chiude alla vigilia del via del campionato ha rinforzato molte squadre (qui tutti i colpi sul tabellone); alcune hanno perso qualcosa, altre sono rimaste a guardare. Diamo i voti al mercato delle 20 squadre di Serie A.

Juventus: CR7 per l’assalto all’Europa. VOTO 10 e lode

Se togli il calciatore più forte del mondo alla squadra più forte del mondo, il risultato più ovvio e scontato è che il gap si sia ridotto. Se si aggiungono il figliuol prodigo Bonucci, Emre Can, Cancelo, più due colpi per la panchina come Perin e Spinazzola (provate a contare in quante squadre di A non sarebbero titolari inamovibili) è evidente che la Juventus abbia compiuto il passo della sublimazione da grande squadra a dream team. A certificare se quel gap possa essersi effettivamente invertito servirà il campo. Ma il mercato Juve è super.

Inter: muscoli e talento, rosa super. VOTO 9

I nerazzurri, con la conquista della Champions al photofinish, si sono trovati a fronteggiare l’esigenza di migliorare la rosa in vista del triplice impegno e galleggiare sui paletti del Fair Play Finanziario cercando di non affogare. Il risultato è straordinario. Almeno un rinforzo per reparto di altissimo profilo: de Vrij, Nainggolan e Lautaro Martinez sono pezzi da 90. Ma anche Keita, Politano, Vrsaljko e gli altri si renderanno utili.

Milan: dalla crisi societaria a Higuain. VOTO 8

La “nuttata” sembra clamorosamente passata dalle parti di Casa Milan. Chiusa la parentesi made in China, con tutti gli effetti sconsigliati a livello universale, il Milan ha prima vinto la battaglia legale con l’Uefa per la riammissione in Europa League, poi ha assestato sul mercato il colpo per il vero salto di qualità. Higuain, con un modulo che ne fa il fulcro del gioco offensivo, può garantire i gol che sono mancati ai rossoneri nella scorsa stagione per la rincorsa Champions. Caldara è giovane e non ha ancora il carisma e l’esperienza di Bonucci, ma con Romagnoli forma una coppia di grande prospettiva. Da non sottovalutare gli innesti di Castillejo, Bakayoko e Laxalt: ora tutti i titolari hanno un rincalzo di buon profilo.

Roma: ciao Alisson, ma davanti c’è talento. VOTO 7,5

Il voto in casa Roma è pesantemente condizionato dalla cessione di Alisson, inevitabile a quelle cifre lì. Olsen ha fatto un buon mondiale, ma non sembra all’altezza: il portierone brasiliano ha portato in cascina tanti punti fondamentali per la Champions. D’altro canto Monchi ha avuto una discreta libertà d’azione e ha potuto rimpinzare la squadra di suoi pupilli. Pastore e Cristante porteranno qualità dalla trequarti in su, Nzonzi muscoli ed esperienza in mediana. Occhio anche a Kluivert e Coric, giovani che hanno già le effige dei predestinati.

Lazio: anche oggi, Milinkovic-Savic parte domani. VOTO 7,5

Il più grande colpo in casa biancoceleste è un mancato colpo: da parte degli altri. Milinkovic-Savic sembra il classico esempio di tutti lo vogliono ma nessuno lo piglia, soprattutto per le esose richieste del patron Lotito. Il serbo sarà ancora leader tecnico e carismatico di questa Lazio (occhio che in alcuni campionati, tra cui la Spagna del Real Madrid ferito, il mercato chiude il 31 agosto…), che ha rimpiazzato Felipe Anderson col talento di Correa. Sostituire de Vrij è sicuramente più complesso, ma Acerbi garantisce continuità di rendimento. Ottimo Badelj a parametro zero: ha esperienza in A e sa come far girare la squadra.

Fiorentina: trequarti da sballo. VOTO 7,5

Per la Fiorentina vale un po’ il discorso della Lazio: resistere agli assalti per Chiesa non è mai troppo scontato. Anzi, quando la Viola ha iniziato a fare incetta di trequartisti di qualità (leggasi Gerson, Mirallas, Pjaca), la sensazione che il gioiellino figlio d’arte potesse iniziare a preparare le valigie si faceva crescente. È invece rimasto, e con i nuovi innesti cresce il tasso tecnico dei fornitori di assist per il Cholito Simeone, che già si frega le mani. Interessante Lafont: è giovane, ma ha i numeri per far bene.

Torino: dove sta Zaza? VOTO 7,5

Il blando mercato del Torino (però occhio a quel Meité) ha subito un’improvvisa accelerazione nell’ultima giornata. Non solo Djidji per la difesa, ma ha del clamoroso il ritorno in Serie A di Zaza e Soriano, il primo “scippato” letteralmente alla Samp di Ferrero che non ha gradito. Ora trovare la quadratura del cerchio è affare di Mazzarri, ma la società gli ha regalato i giocatori per tornare a lottare per l’Europa.

Sassuolo: non solo Boateng. VOTO 7

Gli innesti di Boateng e Marlon dimostrano una piccola inversione di tendenza, rispetto al Sassuolo tutto Made in Italy. Ma ben vengano gli stranieri se portano qualità, come nel caso dei due colpi principali dei neroverdi. Per gli esterni ben accolti Di Francesco (suo padre ha lasciato un bellissimo ricordo da quelle parti) e Brignola, per il centrocampo occhio a Locatelli e Boga: giovani ma con tanto talento.

Parma: dalla penalizzazione ai colpi davanti. VOTO 7

Era un campionato finito prima di iniziare. Poi il -5 è stato cancellato e il Parma si è scatenato nella formazione di una squadra che possa sì lottare per la salvezza, ma perché no, ambire a qualcosa in più. Gervinho, Ciciretti, Biabiany, Inglese: un blocco d’attacco così difficilmente si trova nella parte destra della classifica. Ma anche Grassi, Rigoni e Stulac formano una mediana che condensa qualità e quantità.

Atalanta: mal di pancia Gasperini, ma la squadra c’è. VOTO 7

Non è proprio una consuetudine assistere allo sfogo pubblico di un tecnico contro il mercato della propria società. Quello di Gasperini è apparso un po’ eccessivo, alla luce di innesti della qualità di Zapata e Pasalic, già decisivi nei preliminari di Europa League. In chiusura di mercato la dirigenza lo ha accontentato anche con Emiliano Rigoni, attaccante esterno dello Zenit: un colpo di grande qualità.

Empoli: a disperata caccia di salvezza. VOTO 6,5

Come accade sovente, le neopromosse effettuano un mercato frenetico alla ricerca dei colpi per adeguare la squadra. L’Empoli è stata una mina vagante della sessione fin dall’inizio. Ha impreziosito la rosa del bomber La Gumina, atteso al salto in A, ma anche del talento di Mraz. Nelle ultime ore ha riportato in Italia Salih Ucan, più maturo rispetto all’esperienza giallorossa, e si è assicurato i muscoli di Acquah per la mediana.

Cagliari: esperienza per crescere. VOTO 6,5

Rolando Maran si è portato “el PataCastro, che è un giocatore tatticamente utile ed estremamente intelligente. Si tratta di un innesto importante per una mediana che, tolto Barella, latita di qualità. In questo senso va letto anche Bradaric, che farà un gran comodo. Klavan, che ha firmato nelle ultime ore, porta esperienza al reparto difensivo. Il bravo Romagna ne avrà bisogno. Interessante l’acquisto di Cerri per le rotazioni offensive.

Genoa: solita rivoluzione, ma qualcosa non va. VOTO 6

Le grandi manovre genoane si sono inceppate da qualche parte. Soprattutto nelle operazioni che avrebbero dovuto portare all’acquisto di Lazaar, per sostituire Laxalt, e alla cessione di Lapadula. Ciò nonostante, il Genoa ha rimpinzato i propri ranghi con giocatori molto interessanti, primo su tutti quel Piatek che ha fatto faville (e non Favilli con cui si giocherà il posto) in Coppa Italia. Buoni anche gli innesti di Sandro e Romulo. Preoccupante il solo Marchetti per la porta.

Frosinone: pigliatutto per sperare. VOTO 6

L’altra scheggia impazzita del mercato. Mediaticamente Campbell è un gran colpo, ma i punti si fanno sul campo e andrà rivisto. Meglio Perica, che ha già esperienza in A, anche se non è proprio un bomber di razza. Sportiello è un top per quella zona di classifica: le sue parate potranno valere una salvezza. Capuano può dare qualcosa in difesa, Molinaro sulla fascia è un po’ agée.

Sampdoria: la solitudine dei numeri 9. VOTO 5,5

Zapata non è un fuoriclasse, ma ha tutte le caratteristiche della prima punta. Perderlo e non sostituirlo adeguatamente è la più grande pecca del mercato Samp, che si è fatta soffiare Zaza e ha ripiegato su Saponara. Defrel può giocare lì, ma viene da una stagione negativa. Torreira mancherà come l’aria, e nessuno dei tanti acquisti a centrocampo sembra avere le qualità per rimpiazzarlo. Tonelli si può rilanciare e Giampaolo ci spera: altrimenti lì dietro si balla di brutto.

Spal: tanti movimenti, poca coordinazione. VOTO 5,5

La sensazione è che nonostante i molti colpi messi a segno, la squadra non sia stata rinforzata. Petagna fa girare il pallone, ma lì davanti ci si aspetta che lo si spedisca in rete. Valdifiori deve ritrovare lo smalto di Empoli che ha perso chissà dove, Fares è un prospetto interessante per duttilità e capacità tecnica. L’impressione è che sia mancata una chiara linea guida durante la sessione di mercato.

Napoli: è Ancelotti l’unico colpo. VOTO 5

La valutazione non vuole tenere conto di Carlo Ancelotti, unico e solo colpo del mercato azzurro. Il Napoli ha perso il carisma di Pepe Reina che i muscoli fragili del giovane Meret non possono sostituire. Si è dovuto ripiegare in fretta e furia su Ospina, che però salterà la prima: Karnezis contro Immobile, Alberto, Savic. De Laurentiis ha preso un bel giocatore per la mediana, Fabian Ruiz, e un discreto ricambio per le fasce, Malcuit. La sensazione, però, è che sia aumentato il gap dalla Juve e diminuito quello con le inseguitrici.

Bologna: bene le scommesse, ma non sempre si vincono. VOTO 5

Da Falcinelli a Dijks, il Bologna ha scommesso su giocatori che devono rilanciarsi o trovare la propria collocazione a alto livello. Non sempre però le scommesse si vincono: in questo senso l’arrivo di Danilo significa certezza e esperienza per la linea difensiva. Bene Skorupski per la porta, interessante Svanberg, ma manca qualcosa in tutte le zone di campo.

Udinese: l’ultimo giorno non basta. VOTO 4,5

Fino a poche ore prima della chiusura delle porte dell’Hotel Melià, il voto sarebbe stato ancor più basso. L’Udinese ha rimediato a una campagna acquisti povera con l’inserimento di Teodorczyk per l’attacco e Troost-Ekong per la difesa, due innesti che risollevano una situazione preoccupante. Bene Mandragora, ma la girandola dei portieri non sembra aver portato alla Dacia Arena un giocatore di livello adeguato.

Chievo Verona: non sapevo di essere in A. Voto 4

Fanalino di coda del nostro pagellone è il Chievo Verona, sospeso tra l’immobilismo e la confusione. Castro è andato e non è stato sostituito in maniera adeguata, idem per Inglese e Bastien. Djordjevic non dà garanzie fisiche né tecniche, Burruchaga è una scommessa. Si sorride solo con Obi, che porta sostanza alla mediana.

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