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Serie A

Del Piero: “Ronaldo alla Juve? Non ci credevo. Dybala? Sarà fondamentale”

L’ex capitano bianconero tocca tanti temi: dalla Champions League all’anti-Juve, da CR7 a Dybala, da Buffon alla Nazionale

A 25 anni esatti dal suo esordio con la maglia della Juventus, Alessandro Del Piero si lascia andare in una lunga intervista ai microfoni della “Gazzetta dello Sport”. L’ex capitano bianconero tocca molti temi attuali, dalla Vecchia Signora alla Champions League, da Cristiano Ronaldo a Dybala, da Buffon a Marchisio, dalla Serie A alla Nazionale di Mancini. “Per vincere la Champions serve una squadra unita, e soprattutto arrivare al meglio fisicamente e mentalmente alla fase decisiva, cioè dai quarti in poi. Ci vuole anche la fortuna, ma quella non fa parte della mentalità vincente. È diverso da un Mondiale perché non è tutto concentrato in un mese. Se ripenso alla nostra vittoria nel 1996 mi viene in mente un periodo meraviglioso della mia carriera, lì mi sono definitivamente affermato tra i grandi. Abbiamo sbaragliato tutti e siamo saliti sul tetto d’Europa – esordisce l’ex attaccante, che poi continua – Il livello tecnico della Champions League sarà certamente più alto di quello del Mondiale. Sono 3 anni che vince una squadra senza un’identità tattica affermata: in questo il Real è simile alla Juve. Potrebbe però vincere un club con un sistema di gioco più chiaro e strutturato come il City di Guardiola. Comunque, il sistema di gioco è un mezzo, non un fine. Griglia di partenza? Il Real Madrid è di dovere la favorita. Ha perso Ronaldo e Zidane, ma l’attaccante peserà di più. Zizou ha fatto un lavoro ben oltre le aspettative, ma non credo esista un tecnico più importante di CR7. Poi metto sullo stesso piano Juve, City e Psg. Infine Barcellona, Bayern e Liverpool“.

Il numero 10 per eccellenza passa poi all’identikit delle nostre squadre italiane in Europa. “La Juventus non può avere mezze misure: gioca per vincere. La Roma ha la mentalità per puntare in alto: ha dimostrato di esaltarsi in questa competizione. Mi ricorda il Liverpool. Monchi ha fatto un mercato che mi incuriosisce molto, ma pagherà la cessione di Nainggolan: è uno che spacca le partite. Di Francesco corre contro il tempo, ma potrebbe stupirci anche quest’anno: ci tengo comunque facciano bene, lo spero almeno per De Rossi. Napoli e Inter invece si mettono alla prova. I partenopei hanno il girone più duro, però è arrivato Ancelotti: sarebbe ingiusto incolpare Sarri per questo gap tra campionato e coppa, ma la mentalità e la consapevolezza che porta Carlo sono uniche. Tra i nerazzurri ci sarà il debutto in Champions League di Icardi, ma non esiste parlare di vero esame. Se parliamo di esame per un calciatore dopo i 20-21 anni siamo fuori strada – spiega “Pinturicchio”, che ammette – Difficile vedere tutte e 4 le italiane agli ottavi di finale, anche se me lo auguro. Più realisticamente, mi accontenterei se passassero in 3 ed una si facesse strada in Europa League affrontandola nel modo giusto“.

Del Piero analizza quindi finalmente la sua Juventus, tra campioni ed obiettivi. “La rosa della Juventus è certamente una delle migliori d’Europa, quindi merita di stare molto in alto. Impossibile fare paragoni con altre Juventus, ma credo le manchi ancora la personalità e la consapevolezza che aveva la prima squadra di Lippi. L’obiettivo è chiaro, e quindi il rischio è alto: le aspettative potrebbero schiacciarti. E poi c’è anche il lato affascinante: la società si è gettata in questo progetto rischiando tutto. È arrivato Cristiano Ronaldo, un po’ come hanno fatto i miei Lakers con LeBron James – spiega il campione, che poi continua – Quando mi hanno detto di CR7 alla Juve non ci credevo, pensavo fosse una bufala. Di lui mi ha subito colpito la sua ossessione per il lavoro, il controllo maniacale di sé stesso, la voglia di migliorarsi costantemente: questa è mentalità vincente, questo distingue un campione da un grande giocatore. Capirà da solo col tempo cosa significa giocare nella Juventus ed indossare questa maglia. Glielo faranno capire i tifosi bianconeri sparsi in tutto il mondo. Dybala? Quando la squadra avrà trovato maggior equilibrio, sarà fondamentale. Per tutti è difficile convivere con il turnover, soprattutto per un attaccante. L’unica forma che può accettare è quella di saltare una partita non importante per poi essere al top in un match fondamentale. Poi spetta alla mentalità e alla responsabilità del giocatore: capire cosa serve alla squadra. L’anti-Juve? Anche se un po’ indietro, mi piace il Milan. Maldini è un amico, spero faccia bene“.

Il Campione del Mondo allarga quindi il discorso, tra Nazionale ed ex compagni. “Non è il momento di esser troppo negativi, dobbiamo dar fiducia all’Italia e a Mancini. Concentriamoci sulle cose positive, anche se magari sono poche. Si dovrebbe poi parlare anche dell’intero movimento calcistico italiano, ma ora la cosa più importante è coltivare il talento – spiega Del Piero, che infine conclude – Capisco la situazione di Marchisio. L’ho visto crescere e sono affezionato a lui, vorrei che vincesse ancora. Purtroppo non è più nella Juve. Sono onorato che abbia scelto la maglia numero 10 per me. Lo andrò a trovare a San Pietroburgo. Buffon? In Champions potrebbe capitare Juve-Psg, ma sperò di no personalmente per lui. Quando lasciai la Juve avevo tra le altre l’opportunità di andare ai Celtic Glasgow, ma rifiutai perché avevo già deciso di giocare fuori Europa. Quell’anno agli ottavi ci fu Juve-Celtic: diciamo che mi andò bene non trasferirmi in Scozia. Se capiterà a Gigi saranno affari suoi. A parte gli scherzi, lo seguirò con affetto, ma sappia che nel caso gli tiferò contro“.

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