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Italia cooperativa del gol, ma manca il vero leader offensivo

Gli ultimi 12 gol della Nazionale sono stati realizzati da 12 marcatori diversi: urge trovare un numero 9 che guidi la fase offensiva

Nella nazionale italiana segnano pressapoco tutti. Una cooperativa del gol si potrebbe dire, visto che gli ultimi 12 gol sono stati siglati da 12 marcatori diversi. Una coincidenza improbabile la quale non può che mettere sotto accusa i centravanti schierati dall’Italia in questi ultimi mesi. Manca un leader offensivo, quel giocatore che per fare un paragone era Luca Toni durante i Mondiali del 2006. Oppure Mario Balotelli negli europei del 2012, un altro momento di spicco nella storia recente della Nazionale.

Dall’ultimo in ordine di tempo al primo, questo l’elenco degli ultimi 12 marcatori dell’Italia: Jorginho, Zaza, Bonucci, Belotti, Balotelli, Insigne, Candreva, Chiellini, Immobile, Gabbiadini, Bernardeschi, Eder. Non è di per sé un male che ci sia una suddivisione dei gol (l’Atalanta negli ultimi anni ha spesso mandato in rete i difensori, e i risultati di squadra sono stati ottimi) ma alla Nazionale serve come il pane, in questo momento, un leader offensivo.

Il primo tempo di Balotelli contro la Polonia è stato impalpabile. Non che poi ciò desti così tanto stupore, visto che l’attaccante ha passato un’estate piuttosto inquieta, tra la volontà di tornare in Italia e l’effettiva poi permanenza al Nizza. Dopo un’ora di gioco all’ex Milan è subentrato Belotti: il giocatore del Torino ha giocato discretamente, ma al momento non assomiglia a quel bomber di cui l’Italia avrebbe grande bisogno. È rimasto invece in panchina Immobile: formidabile con la Lazio, il centravanti napoletano non riesce ad esprimersi al massimo nel 4-3-3 dell’Italia.

La realtà è che attualmente l’Italia ha tre attaccanti centrali ma nessuno di questi, per un motivo o per l’altro, è pienamente affidabile. E così capita che gli ultimi 12 gol siano stati realizzati da 12 marcatori diversi. Per rifondare la Nazionale è necessario il lavoro di Mancini sulla fase offensiva: innanzitutto individuare chi è il vero titolare, e dopo cercare una soluzione che possa far rendere al meglio il profilo scelto. Perché essere cooperativa del gol è bello e “democratico” ma per vincere ad alti livelli serve altro.


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