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Italia, ritorna di moda il terzino: tanti nuovi volti sulle corsie

Biraghi-Fiorentina

Diversi volti giovani proposti da Mancini, tra cui tanti esterni bassi: da Biraghi a Lazzari passando per Emerson Palmieri, in attesa di Calabria e Conti

Ieri sera Roberto Mancini ha esordito in una partita ufficiale sulla panchina dell'Italia. Alla prima gara della Nations League, gli azzurri hanno pareggiato 1-1 a Bologna contro la Polonia: al bel gol di Zielinski nel primo tempo, ha risposto il rigore di Jorginho nella ripresa. Il match è stato avvincente e combattuto: nella prima frazione si sono visti tanti errori tecnici, ma nella seconda l'Italia ha mostrato ottime cose. Mancini sta cercando di portare i suoi principi tattici e le sue idee di calcio: la strada per risollevarsi dal fallimento di Ventura è ancora lunghissima, ma l'inizio lascia ben sperare. Senza la possibilità di fare stage durante la stagione, il “Mancio” sta battendo su un chiodo in particolare: far spazio ai giovani nei rispettivi club di Serie A. Troppo pochi ancora i ragazzi italiani che giocano titolari nelle proprie squadre: ciò ovviamente riduce la possibilità di scelta del ct. Il nuovo tecnico ha comunque già convocato e buttato nella mischia diversi volti nuovi, sia a centrocampo che – soprattutto – sulle corsie. L'Italia sta cercando di ritrovare uno dei ruoli in cui per anni ha eccelso e che ultimamente era caduto in disgrazia: il terzino. 

Dopo la generazione d'oro dei vari Grosso e Zambrotta, ora finalmente l'Italia sta avviando una rivoluzione. Intendiamoci, il livello non ci si avvicina ancora minimamente, ma sono molteplici i volti nuovi che si affacciano alla nazionale che sta nascendo. Basso a destra – ormai da un paio di stagioni visto il suo ruolo nella Roma – il titolare è Alessandro Florenzi. Il ragazzo è ormai un pilastro della nazionale, ma non è più giovanissimo: il numero 24 è un classe 1991. Della stessa età è Davide Zappacosta, che ieri ha occupato quella zona di campo in assenza proprio del giallorosso. A sinistra, invece, dopo le fallimentari prestazioni di Darmian e De Sciglio, Mancini ha richiamato in nazionale Domenico Criscito. Il classe 1986 non veniva convocato dal 2014, ma il suo ex allenatore dello Zenit San Pietroburgo lo ha voluto ancora con sé. Criscito – che ha riniziato alla grande anche la sua seconda avventura con il Genoa – ha giocato la prima amichevole di Mancini contro Israele, e sarebbe sceso in campo anche contro la Polonia se non fosse stato per quel problema muscolare. Al suo posto è quindi toccato a Cristiano Biraghi, terzino sinistro che è partito molto bene al suo secondo anno con la maglia della Fiorentina. Ieri sera per il classe 1992 è stato l'esordio con la nazionale maggiore e, nonostante tutto, ha disputato una gara più che sufficiente.

Ma i nomi non sono finiti qui. L'ex allenatore dell'Inter ha deciso infatti di accogliere in ritiro anche Manuel Lazzari, come premio per quanto di buono fatto la scorsa stagione con la Spal. Il classe 1993 non ha ancora vestito la maglia della nazionale A, ma potrebbe farlo lunedì sera a Lisbona contro il Portogallo al posto di Zappacosta. Il ragazzo gioca come quinto di centrocampo a Ferrara, ma per l'Italia si adatterebbe volentieri. In panchina, il “Mancio” avrebbe a disposizione anche Emerson Palmieri, che però non ha ancora giocato quest'anno con il Chelsea: il classe 1994 ha fatto vedere doti straordinarie due anni fa con la Roma, ma un brutto infortunio gli ha rallentato la maturazione. L'italo-brasiliano può comunque tornare utile da quella parte, così come Davide Calabria – che ha sorpreso tutti al Milan per il fenomenale avvio di stagione – dall'altra. Più o meno nella stessa situazione sono anche Leonardo Spinazzola e Andrea Conti. Il primo ha mostrato grandi cose nelle ultime due stagioni con l'Atalanta, ma attualmente è ancora ai box: il nuovo laterale della Juventus – che tra le altre garantisce anche notevole duttilità tra le due fasce – ne avrà ancora per un po'. Il secondo invece, ex compagno del classe 1993 alla Dea, è fermo praticamente da più di un anno dopo l'infortunio proprio in nazionale. Classe 1994, il Milan lo aspetta a braccia aperte. E Roberto Mancini, pure. Insomma, il potenziale di base su cui lavorare c'è, e sembra piuttosto buono. E se tra questi si nascondesse il nuovo Fabio Grosso versione Germania 2006?

 


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