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Juventus, Paratici: “Stiamo facendo bene. Ronaldo? Intuizione di tutti”

Fabio-Paratici-Juventus

In occasione della premiazione della “Coppa d’Oro”, il ds bianconero analizza il momento stagionale della squadra e le mosse di mercato

La Juventus ha iniziato la stagione alla grande: la squadra di Allegri ha infatti inanellato 7 vittorie – 6 in campionato ed 1 in Champions League – in altrettante partite. Come sul campo, i bianconeri sono i numeri 1 anche dal punto di vista societario. Il lavoro che svolge giornalmente la dirigenza è infatti stato fondamentale in questi anni. “I risultati che stiamo ottenendo non sono frutto soltanto del mercato, ma anche di tutto quello che c’è dietro. Agnelli è il Presidente dell’ECA, Marotta è stato premiato come miglior dirigente d’Europa, Nedved sta migliorando tanto – esordisce Fabio Paratici alla premiazione della “Coppa d’Oro” a Piacenza, che poi continua sul momento stagionale – La stagione è iniziata nel migliore dei modi. L’anti-Juve? Presto per dirlo, ma le squadre sono sempre quelle. Difficile comunque fare pronostici dopo solo 6 partite di campionato. Non so se questa sia la Juve più forte degli ultimi 8 anni: abbiamo avuto giocatori del calibro di Buffon, Pirlo, Dani Alves, Vidal, Pogba, Tevez. Di certo siamo molto competitivi“.

Il ds bianconero si sofferma poi sui singoli, da chi è appena arrivato a chi già faceva parte della Vecchia Signora. “Ronaldo non è stata un’intuizione solo mia, ma anche di Nedved e Marotta. Poi il Presidente Agnelli ha dato la disponibilità, e Allegri ha caldamente appoggiato l’idea. Il suo adattamento all’ambiente è stato facile: Cristiano è un campione sia dentro che fuori dal campo. Dybala? Per noi è un giocatore molto importante. La società non guarda solo al gol, ma anche a come si comporta con il gruppo. Poi la rete con il Bologna ha certamente aiutato, ma comunque non poteva aver disimparato a giocare – spiega Paratici, che infine conclude – Un giovane a cui teniamo molto è Fagioli. Sa comportarsi nel modo giusto anche in un gruppo come questo, ma non dobbiamo caricarlo di troppe pressioni. Ha solo 17 anni ed è difficile ora fare previsioni. Molto dipende da lui. Pogba? Finche è un giocatore del Manchester United non è giusto parlarne“.


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