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Per la provvidenza si, dall’inizio no: 5 motivi per cui Higuain e Cutrone non possono giocare insieme

Esultanza-Patrcik-Cutrone

La vittoria in extremis sulla Roma col Pipita che serve il baby bomber ha acceso i fari sul doppio centravanti in casa Milan: da Calhanoglu a Biglia, i motivi per cui è un’ipotesi da scartare. Per ora

Quinto dei cinque minuti di recupero in corso. Il campione del mondo Steven Nzonzi regala ingenuamente palla a Calabria sulla propria trequarti difensiva e il Milan ha in extremis l’ultima palla per affondare – come meriterebbe – la Roma nella terza giornata di Serie A. Come nel più classico dei buzzer beater shot, l’ultimo pallone viene affidato al Michael Jordan di turno: Gonzalo Higuain. Il Pipita si accentra da destra verso sinistra e avrebbe lo spazio per calciare (come aveva fatto in una situazione analoga solo pochi minuti prima). Ma con la coda dell’occhio vede una folgore riccioluta intrufolarsi nelle pieghe della difesa giallorossa. Patrick Cutrone, che faceva le elementari quando Higuain segnava i primi gol da professionista con la maglia del River Plate. L’assist è un cioccolatino che il baby bomber ingoia senza nemmeno scartare: destro morbido di prima intenzione a vanificare l’accenno di uscita di Olsen. Il Milan passa, il gigante abbraccia il bambino ed è festa grande a San Siro. Ma allora Higuain e Cutrone possono giocare insieme? La risposta è no. E ci sono almeno cinque motivi.

1. Calhanoglu dove lo metto

Per 70 minuti, prima di calare fisicamente, il turco ha deliziato gli spettatori con qualità e quantità. Non solo il savoir-faire tipico dei giocatori tecnicamente dotati, ma anche tanta intelligenza tattica, sacrificio, duetti ora con Bonaventura, ora con Higuain, ora con Rodriguez. A Napoli la sua qualità è mancata molto. Privarsene deliberatamente sarebbe un clamoroso autogol. Un passaggio al 4-4-2 metterebbe in discussione non solo la sua presenza, ma anche quella di giocatori importanti come Suso e Bonaventura.

2. Esterni troppo offensivi per un 4-4-2

Gattuso ha gettato nella mischia Cutrone per Bonaventura all’84’ minuto di una partita per lunghi tratti dominata. Una mossa della disperazione alla caccia di una vittoria quanto mai meritata. L’ingresso del secondo centravanti ha costretto Castillejo (che nel frattempo aveva rilevato uno sfinito Calhanoglu) e Suso ad arretrare sulla linea dei centrocampisti, per un 4-4-2 estremamente offensivo. Realisticamente, Laxalt è l’unico giocatore in rosa che può essere impiegato da esterno di un centrocampo a 4. 

3. La “Biglia” comincia a girare

Tra le delusioni del campionato scorso, Lucas Biglia ha patito la presenza di un registra arretrato come Bonucci, col quale spesso finiva a pestarsi i piedi. Gattuso ha ammesso che togliere l’argentino a Napoli è stato un suo errore e che ha fatto perdere equilibrio alla squadra. In effetti, il metronomo ex Lazio è cresciuto molto e sembra pronto a prendersi le chiavi del gioco rossonero. Un eventuale schieramento con due centrocampisti lo spingerebbe fuori dal campo per centrali più fisici come Kessié e Bakayoko.

4. E adesso chi metto?

Il Milan si è liberato di due giocatori “ingombranti” come Kalinic e André Silva, per far posto a un solo centravanti in entrata, Gonzalo Higuain. In rosa Cutrone è l’unica alternativa al Pipita. Metterli in campo insieme significherebbe rinunciare alla possibilità di ricorrere a forze fresche dalla panchina in quel ruolo a gara in corso. Proprio come è successo ieri: e il risultato parla da sé.

5. Datemi un Higuain e vi solleverò il mondo

Soprattutto nel primo tempo Higuain ha accorciato molto i reparti venendo incontro al portatore di palla e chiedendo di essere servito sui piedi. Ragione principale per cui non ha praticamente mai visto la porta, ma ha lavorato per la squadra – forse anche troppo. Il fatto che il gol non sia arrivato nei primi 180 minuti al Milan – al netto dell’alluce in fuorigioco segnalato contro i giallorossi, è del tutto casuale e non può preoccupare. Il Pipita è uno da 300 gol in carriera, 76 nelle ultime tre stagioni di Serie A. Mettetelo al centro della manovra offensiva e lui farà gol. Senza ombra di dubbio.

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