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Dal Bari dei sogni all’incubo mondiali: chi è Ventura, nuovo tecnico del Chievo

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La carriera in panchina di Gian Piero Ventura, nuovo allenatore dei gialloblu e ex commissario tecnico azzurro della disfatta mondiale

La tanto attesa ufficialità è arrivata: Gian Piero Ventura è il nuovo allenatore del esonero di D'Anna, riuscito in queste otto giornate a racimolare due soli punti. Il nuovo tecnico clivense non siede su una panchina dallo scorso novembre, quando da commissario tecnico della Nazionale italiana non riuscì a superare lo scoglio Svezia condannando gli azzurri all'assenza nel campionato mondiale di Russia.

Gli inizi

I primi passi da allenatore li muove alla Sampdoria, prima nelle giovanili e poi da secondo. Per mettersi alla prova da primo incomincia dal dilettantismo, fino ad arrivare in B e poi guadagnarsi la A (ma senza disputarla) con il Lecce. La seconda promozione è però quella buona e col suo Cagliari esordisce allora in Serie A nel 1998, per lasciarla solo per il richiamo del Napoli allora finito in C1. Dopo varie esperienze in cadetteria, nel 2009 viene chiamato a sostituire Antonio Conte a Bari, dove la sua parabola cambia vistosamente.

Bari e Torino

In Puglia si presenta in conferenza dicendo di allenare per libidine, e così il soprannome Mister Libidine gli resterà a lungo incollato. Al giro di boa del primo campionato il suo Bari è nono a una sola lunghezza di distanza da un piazzamento europeo, forte del suo bel gioco, della vena realizzativa del brasiliano Barreto in avanti e della giovane accoppiata di difensori composta da Ranocchia e Bonucci, due che poi un certo successo lo hanno avuto. Al termine della stagione la squadra arriva in decima posizione e infrange il proprio record di punti in Serie A. Nella seconda stagione le premesse per un altro anno da ousider sembrano far ben sperare, ma il Bari non riesce a mantenere gli stessi livelli e Ventura viene esonerato a febbraio.

Nell'annata successiva siede sulla panchina del Torino e compie subito il salto dalla cadetteria alla A. Al primo tentativo nella massima serie centra la salvezza, al secondo fa di meglio. Esplode la coppia d'attacco formata da Immobile e Cerci, il Toro arriva settimo e si qualifica per l'Europa League. Il suo 3-5-2 diventa il marchio di fabbrica granata, e il sodalizio tra lo storico club e il tecnico genovese dura per ben cinque convincenti stagioni. Nel 2016 però le due parti rescindono consensualmente il contratto e per Ventura si apre una nuova avventura: la più prestigiosa, ma anche la più nefasta.

Nazionale

Venire dopo un commissario tecnico che ha vinto o iperperformato con la Nazionale italiana non è semplice per nessuno, e Donadoni ne pagò le conseguenze nel post Germania 2006. Conte all'Europeo del 2016 rischia l'impresa con una rosa quantomeno discutibile, e il suo cambio di rotta in direzione Chelsea fa male ai sostenitori azzurri. La nomina di Ventura a commissario tecnico viene criticata: alcuni non lo reputano all'altezza, altri credono sia addirittura solo una mossa politica contro la rottamazione messa in atto dall'allora presidente del consiglio Renzi.

La sua avventura comincia con una sconfitta in amichevole contro la Francia, ma è dopo un anno di gestione che arriva il vero segnale di rottura con l'ambiente: il ct fa alcune scelte e alcune dichiarazioni emblematiche, si arrende alla Spagna che arriva prima nel girone di qualificazione al Mondiale e condanna l'Italia agli spareggi.

La doppia sfida contro la Svezia è ancora ben salda nella memoria di tutti, nonostante i tentativi di andare oltre. Dall'integralismo per il 3-5-2 barese e torinese, Ventura sceglie lo scontro coi veterani azzurri schierando un 4-2-4 senza equilibrio e senza alcuni dei migliori talenti della nostra Nazionale. La Svezia non si scompone e va in Russia, l'Italia non partecipa ad una Coppa del Mondo dopo 58 anni da protagonista. Alla disfatta sportiva segue un periodo in cui tutta la Nazione chiede la testa dell'allora ct, che però non ha intenzione di dimettersi così come l'allora presidente della Figc Tavecchio. Alla fine entrambi abbandonano il proprio incarico tra le contestazioni, ma da allora il calcio italiano prosegue il proprio complicato ed interminabile periodo di degenza.

Il presidente Campedelli ha ora visto in lui le qualità giuste per salvare il suo Chievo, in affanno per via degli scarsi risultati e della penalizzazione conseguente al caso plusvalenze. Quale Ventura vedremo sulla panchina dei gialloblu: il sorprendente Mister Libidine o il testardo ct della storica disfatta azzurra?


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