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Brescia, non solo Tonali: da Pirlo a Hamsik, storia del vivaio d’oro delle Rondinelle

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© imagephotoagency.it

Tonali è solo l’ennesimo ottimo prodotto del vivaio del Brescia, che fa compagnia ai vari Pirlo, Hamsik e non solo: con loro anche Bonera, Viviano, Altobelli e i gemelli Filippini

Il nome di Sandro Tonali è sulla bocca di tutti. Juventus, Inter, Milan e Roma le società maggiormente interessate, ma anche qualche big estera sembra averci messo gli occhi, come il Chelsea di Sarri che lo apprezza tantissimo. Il giovane talento del Brescia si sta mettendo in luce già dalla scorsa stagione di Serie B e pensare che ha solamente 18 anni, essendo un classe 2000. Ma Tonali non è il primo – e non sarà neanche l’ultimo – prodotto del vivaio delle Rondinelle, che già in passato ci hanno abituato al lancio di giovani calciatori poi diventati veramente grandi.

Pirlo e Hamsik i migliori della storia recente

Tonali è stato più volte paragonato ad un altro grande giocatore, cresciuto nel vivaio lombardo, ovvero Andrea Pirlo. L’ex giocatore di Inter, Milan e Juventus è probabilmente il più grande prodotto mai uscito dalla “cantera” bresciana, che poi in carriera ha vinto di tutto: scudetti, Champions, Supercoppe, un Mondiale con l’Italia e soprattutto una valanga di premi personali. Sul secondo gradino del podio, mettiamo Marek Hamsik: vero e proprio pallino del presidente Corioni, che fu stregato dallo slovacco che a soli 17 anni venne prelevato dallo Slovan Bratislava per 60.000 euro. Tre anni dopo fu ceduto al Napoli per 5 milioni: la storia del capitano del Napoli la conosciamo tutti.

Altobelli, Beccalossi, Bonera, Viviano: ecco tutti i migliori giocatori del vivaio del Brescia

Tutto partì da Ottavio Bianchi, nato e cresciuto a Brescia, fu il primo grande prodotto lanciato dal Brescia: era il 1960 quando esordì con le Rondinelle, per poi giocare con Napoli, Atalanta e Milan tra le altre. Di lui si ricorderanno i tifosi della Roma, quando nel 1992 non voleva far giocare Totti: alla fine si scelse di puntare sul futuro capitano giallorosso. Alessandro Altobelli ed Evaristo Beccalossi emersero col Brescia prima di fare le fortune dell’Inter insieme. Come non ricordare poi i gemelli Antonio ed Emanuele Filippini che hanno vestito insieme la maglia del Brescia prima di Palermo, Lazio, Treviso e Livorno, nei primi anni 2000. E ancora Daniele Bonera ed Emiliano Viviano, attualmente in forza al Villareal e allo Sporting CP. Chi, invece, fece bene solamente al Brescia fu Omar El Kaddouri, buon talento sul quale nel 2011 scommise il Napoli pensando di replicare quanto fatto con Hamsik: il risultato non fu lo stesso ed oggi il belga si trova al PAOK Salonicco, dopo qualche esperienza con Torino ed Empoli.

Il Brescia nel sangue: le bandiere

Chi, invece, ha avuto l’occasione di diventare grande è stato Andrea Caracciolo, che ha vestito la maglia del Brescia per ben 4 volte, nel 2001, 2003, 2008, 2012. Proprio nel 2012 si fermò disputando 6 anni consecutivamente, diventando definitivamente una bandiera delle Rondinelle e soprattutto miglior goleador della storia con 179 reti all’attivo. Un’altra bandiera della storia recente è Marco Zambelli: una vita dedicata al Brescia dal 2000, anno in cui entrò nelle giovanili all’età di 15 anni, fino al 2015, anno in cui salutò e approdò all’Empoli. Sono 299 le presenze e 8 i gol realizzati con la maglia delle Rondinelle. Il record delle presenze, invece, lo detengono Stefano Bonometti (420) ed Egidio Salvi (397): sempre e solo una maglia, con una fugace esperienza rispettivamente ad Ancona e Napoli. Con loro, citeremmo anche Michele Arcari: non prodotto dal vivaio del Brescia, ma vero padrone della porta della Leonessa dopo l’addio di Viviano.


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