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Fantacalcio, come cambia il Chievo con Ventura: 4-2-4 al potere

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Gian Piero Ventura ha detto sì al Chievo ed è pronto a tornare ad allenare in Serie A. Ecco come cambieranno i clivensi con l’ex commissario tecnico

Dopo il pessimo avvio di stagione, il Chievo Verona ha deciso di cambiare. Ultimo in classifica a -1, il club veneto ha esonerato mister D’Anna: in panchina arriva dunque Gian Piero Ventura – per cui manca soltanto l’ufficialità – alla prima nuova esperienza dopo il fallimento mondiale con l’Italia. La squadra di D’Anna non aveva le motivazioni giuste per scalare questa montagna, diventata ancor più alta dopo la penalizzazione di 3 punti. Frosinone e Bologna sono squadra decisamente alla portata dei clivensi, ma anche le stesse Spal, Parma ed Empoli. Ciò che serve però è la mentalità, la voglia di dimostrare e soprattutto il coraggio di osare. Anche per questo il presidente Campedelli ha scelto Gian Piero Ventura, che avrà il compito di rivitalizzare una squadra “apparsa” morta attraverso un modulo più offensivo ed una mentalità anche più spavalda.

Chievo Verona, ecco i cambiamenti di Ventura

Con D’Anna i veronesi si disponevano in campo con il più classico dei 4-3-3, che a volte però diventava un più abbonato 4-4-2. Come è facilmente prevedibile, Ventura abbandonerà gli schemi tattici privi di attaccanti esterni alti. L’idea potrebbe essere quello del tanto amato quanto discusso, soprattutto nel periodo azzurro, 4-2-4. Quest’ultimo è un modulo che si basa in maniera imprescindibile sul movimento dei due terzini e dei due esterni, ma anche su due attaccanti capaci di scambiare tra loro nello spazio stretto. Potrebbe quindi tornare utile un giocatore come Riccardo Meggiorini, che l’ex c.t. conosce molto bene, avendolo avuto ai tempi del Bari e del Torino. Occhio però anche a Manuel Pucciarelli, molto rapido e bravo negli inserimenti. Il vero ago della bilancia potrebbe però essere Emanuele Giaccherini. Le sue caratteristiche sembrano sposarsi perfettamente con l’idea di gioco di Ventura. A dimostrarlo la sua utilità nella Juventus e nell’Italia di Conte, molto simile sotto certi aspetti e punti di vista. Un ruolo a tutta fascia sembra quindi essere cucito addosso all’esterno del Chievo Verona. Sull’altra sfonda potrebbe disporsi Birsa, L’ex Milan è prevalentemente un trequartista, ma la sua duttilità e la sua struttura gli potrebbero consentire un facile adattamento.

Chievo Verona, il problema difesa

La cerniera di centrocampo potrebbe essere formata da Radovanovic e da Rigoni. Il vero problema è però rappresentata dalla tenuta difensiva e dalla fase di non possesso. Il gioco di Ventura prevede un pressing e una pressione asfissiante sugli avversari, che parte già dai due attaccanti. A dover essere bravi nella lettura della situazione devono però essere soprattutto i due centrali. Visti i problemi messi in evidenza dai clivensi, questo potrebbe portare a subire contropiedi e ripartenze. Sta ovviamente al neo allenatore veronese apportare quelle modifiche che possano dare equilibrio, senza snaturare troppo idee e schemi. Il 4-2-4 può essere un modulo di partenza, ma può anche non essere a tutti i costi un dogma.

Formazione tipo

Chievo Verona (4-2-4): Sorrentino, Barba, Bani, Rossettini, Cacciatore; Rigoni, Radovanovic; Giaccherini, Pucciarelli, Meggiorini, Birsa.

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