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Fantameteore verso Inter-Milan: Matias Silvestre e la sindrome di San Siro

Onestissimo difensore con il vizietto del gol a Catania e Palermo, sciagura nelle milanesi. Il traumatico biennio sotto la Madonnina di Matias Silvestre

Milano, calcisticamente parlando, è sempre stata una delle capitali europee. Poche altre città possono vantare due squadre con la tradizione nazionale e internazionale di Inter e Milan. Che si parli di rossoneri o nerazzurri, ci si riferisce comunque a tifosi dai palati fini, abituati a grandi campioni e giocate eccezionali. C'è chi come Baggio, Crespo e Ibrahimovic, solo per citarne alcuni, è riuscito a entrare nel cuore di entrambe le sponde di Milano. Nella rubrica Fantameteore, però, ovviamente non parleremo di loro. Ci avvicineremo al derby ripescando quei giocatori che hanno angosciato entrambe le tifoserie e, soprattutto, chi ha puntato su di loro al fantacalcio. A partire da un nome non banale: Matias Silvestre.

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I tifosi dell'Inter hanno sempre avuto enormi aspettative, è vero. Però diciamo che presentarti con una frase del genere è come scegliere volontariamente di farsi investire da un camion. Eppure, il buon Matias arriva così a Milano, sponda nerazzurra, nel 2012-13: carico di entusiasmo e speranze. Nemmeno a torto, bisogna riconoscerglielo: dopo anni da riserva al Boca Juniors, prima il Catania degli argentini e poi il Palermo gli avevano regalato un rilancio in grande stile. Nei due anni precedenti, il centrale aveva trovato ben 11 gol, numeri da vero e proprio bomber. Pensate addirittura che Prandelli aveva pensato ad una sua convocazione in azzurro per l'Europeo del 2012

Fantallenatori in delirio: Cassano ai calci piazzati, chissà quante reti segnerà Silvestre! Risposta? Zero. Ma saranno molte di più quelle che concederà agli avversari. Nella linea difensiva si trova più a disagio di un astemio al Vinitaly, negli uno contro uno prende la poco salutare abitudine di entrare a gambe unite senza nemmeno guardare il pallone. Risultato? Solo sette partite fantacalcisticamente “utili” – più due comparsate da meno di 10 minuti l'una – , due ammonizioni. Il picco horror si raggiunge a novembre, a Bergamo, dove Matias prima si dimentica di marcare Denis e poi pensa bene di rimediare falciando Maxi Moralez. Due prodezze che permettono all'Inter vincitrice allo Juventus Stadium di arenarsi appena sette giorni dopo. Inutile dire che a gennaio tutti i fantallenatori corrano alla svendita del povero Silvestre, ormai valutato meno di una Goleador. La stessa cosa che farà l'Inter a giugno.

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Così il buon Silvestre si presenta ai tifosi rossoneri l'anno successivo, dopo che l'Inter ha fatto di tutto per sbolognarlo al miglior offerente, non trovando nulla di meglio che un prestito ai cugini. E allora dillo che ti vuoi male da solo, Matias. Poco conta che si trattasse di una battuta pronunciata con un sorriso: le conferenze stampa è meglio se le lasci ad altri. Eppure tanti fantallenatori, compreso il sottoscritto, si lasciano abbindolare dalla voglia di rivalsa dell'argentino. Senza scomodare Pirlo e Seedorf, pure Muntari al Milan sembrava un altro giocatore. Che fai, non ce lo butti qualche credito? Tutto sommato, non si può nemmeno dire che in rossonero abbia fatto peggio, calcolando anche l'handicap di una serie di infortuni: quattro presenze e addirittura un gol.

Eppure, proprio in quella marcatura sta tutta la tristezza milanese del nostro caro Matias. Si gioca a Parma, contro i sorprendenti crociati di Cassano – sì, proprio quel Cassano che avrebbe dovuto fare le sue fortune l'anno prima – , Parolo e soprattutto Biabiany. Proprio il francese manda letteralmente al manicomio il povero Silvestre, ispirando entrambi i gol del momentaneo 2-0 emiliano. Nel momento più buio, sembra arrivare il riscatto per l'argentino: dopo il 2-1 di Matri (!), un suo colpo di testa in mischia regala un clamoroso pareggio ai rossoneri. Sembra arrivato finalmente il momento della meritatissima gloria per il nostro, ma la sfortuna è proprio dietro l'angolo: al 94′ Parolo segna un gol pazzesco da 40 metri, prendendosi la copertina e vanificando tutte le sofferenze e la prodezza di Matias. Che qui, forse, comincia a capire che queste milanesi proprio non fanno per lui.

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A questo punto, Silvestre decide di ridimensionarsi approdando alla Sampdoria di Mihajlovic, che da buon sergente maggiore Hartman blucerchiato lo riplasma come il Palla di Lardo del celebre film di Kubrick. L'argentino si riassesta a buoni livelli, ma si porta dietro un trauma pesantissimo, soprattutto in ottica fantacalcistica: non si ricorda più come si segna. Nelle quattro stagioni a Genova realizza una sola rete, nella scorsa stagione contro l'Udinese. Un po' poco per il difensore goleador visto in Sicilia. Quest'anno, il completo restyling della difesa blucerchiata porta ad una sua cessione all'Empoli, dove si è subito imposto come leader del reparto. Milano è lontana, Silvestre può sorridere. I fantallenatori che puntano ancora su di lui, insomma.


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