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Fiorentina, la compagna di Astori: “Era nel momento più felice della sua vita”

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Francesca Fioretti ha ricordato il capitano viola parlando del vuoto lasciato dalla sua scomparsa e della sua vita con la figlia Vittoria

A sette mesi dalla tragica scomparsa di Davide Astori, il Corriere della Sera ha voluto dedicare uno spazio alle parole di Francesca Fioretti, compagna dell’ex capitano viola.

Le parole della compagna

Quando Davide se n’è andato era nel momento più felice della sua vita. C’era una vita possibile per me e per lui, ora ce n’è un’altra che non ho scelto. Ma devo andare avanti per Vittoria, sa che papà non tornerà ma lo abbiamo collocato in un luogo immaginario in cui è felice. Devo fabbricare le ali con le quali Vittoria possa volare nella vita. Questo penso sia l’unico regalo e l’unico modo con cui posso accompagnarla nel futuro: essere la sua ancora quando ne avrà bisogno, il porto sicuro dove potrà sempre tornare ed essere serena, ma lasciandola libera di vivere come tutte le sue coetanee. Il 5 marzo l’ho accompagnata a scuola e sono andata dalla psicologa dell’infanzia: nemmeno la cosa più tragica doveva destabilizzarla. La sua serenità dipende dalla mia, non deve vedermi triste: le nostre lacrime non sono di disperazione ma di emozione. Davide non deve diventare un tabù di cui non parlare, il vuoto non deve inghiottirci. Nel nostro primo viaggio senza Davide ad un certo punto l’ho vista sorridere e ho pensato: sono riuscita a farla gioire del viaggio. Come si siano conosciuti? Ad una festa mi ha chiesto del Vietnam, dove ero stata per un programma televisivo. Sembrava una strategia di rimorchio ma poi mi ha scritto ogni giorno per un mese, ho anche stampato quelle conversazioni: mi fa sorridere che un giorno Vittoria potrà leggere i messaggi con le tecniche di seduzione del papà. Prima di un viaggio in Perù ho scoperto di essere incinta, dopo il controllo ci avevano detto che l’avevamo persa ma successivamente abbiamo scoperto che era ancora lì. Davide allora disse: “se è così forte, non può che essere una bambina”. E abbiamo scelto il nome Vittoria. Sono certa di avere reso Davide felice, se n’è andato nel momento più felice della sua vita. Il destino è stato ingiusto ma, se non lo avessi incontrato, non ci sarebbe stato il nostro amore che lo ha realizzato come uomo e padre. E se il mio dolore deve essere il pegno da pagare per questo, lo potrò sopportare per sempre. Dovevamo camminare insieme fino a perderci, ora la costante gioiosa è Vittoria: la vita che non smette“.


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