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Genoa, Preziosi racconta Piatek ma chiosa: “Ce lo porteranno via”

Esultanza-Krzysztof-Piatek
© imagephotoagency.it

Il patron rossoblu parla del capocannoniere del nostro campionato raccontando dei giorni in cui l’acquisto fu deciso e terrorizzando i tifosi per gennaio

Krszsystof Piatek è senza dubbio la rivelazione della Serie A 2018-19. L’attaccante del Genoa ha segnato nove reti nelle prime sette gare andando a segno in tutte le partite di campionato disputate finora. Un po’ per gongolarsi, un po’ per fare il punto sul possibile futuro di questo giocatore ha parlato alla Gazzetta dello Sport il presidente rossoblu Enrico Preziosi, che ha raccontato di quando ricevette la segnalazione e già in video sbocciò l’amore a prima vista. Tra paragoni e racconti, però il patron del Grifone ha anche terrorizzato i propri tifosi annunciando che sarà difficile tenerlo in squadra ancora a lungo.

Le parole di Preziosi

Sul perché nessuno si sia mosso prima: “Perché il campionato polacco tranne qualche eccezione non è mai stato così seguito. E perché i top club spesso preferiscono giocatori già pronti, esplosi, anche spendendo di più. Prendiamo Mbappé: il Psg lo ha preso quando aveva 19 anni, non 14, e ha speso una cifra da manicomio. Mettiamo che la Juve avesse preso Piatek: probabilmente lo avrebbe parcheggiato altrove per farlo giocare“.

Sulla scoperta dell’attaccante: “La segnalazione fu di un procuratore amico, Gabriele Giuffrida. Solita trafila: highlights – ma lì sono tutti fenomeni, li scorro appena – un link di Wyscout e poi, visto che un giocatore da prendere lo devi studiare e non solo guardare, una partita intera. Non ricordo Cracovia contro chi, ma ricordo dove l’ho vista. A Ibiza casa mia: era fine maggio. Io, la tv e nessuna altro: ho un modo di valutare i giocatori tutto mio, devo essere da solo, senza condizionamenti. Vidi un attaccante che aveva tutto: destro, sinistro, colpo di testa, cattiveria. E che era sempre dove arrivava la palla. Sempre. È stato un amore a prima vista. Mi alzai dal divano, telefonai a Giuffrida – “Lo prendo” – e a Giorgio Perinetti: “Bisogna incontrare il Cracovia subito”. Il giorno dopo era tutto fatto. Io sono così, un ansioso: una scelta la azzecco o la sbaglio, ma non i piace aspettare. Ci sono giocatori che vedi e rivedi: con Piatek non c’era niente su cui riflettere“.

Sui paragoni col passato: “Per i suoi tiri rasoterra mirati agli angoli è chirurgico come Gigi Riva, per l’opportunismo ha qualcosa di Inzaghi, ma senza partire come lui sulla linea del fuorigioco. Milito, Thiago Motta e Piatek sono i tre gioielli della mia gestione, ma Piatek è molto diverso dal Principe. Le sterzate di Milito erano inimitabili, Krzysztof è più moderno, un centravanti classico ma completo: lo lasci che fa salire la squadra e lo ritrovi che è già in area, al momento giusto. Sa a chi assomiglia Piatek? Solo a Piatek“.

Sui soli 4 milioni spesi: “Mi sembrava un prezzo congruo, onesto. Lo stavo prendendo per il Genoa, non per rivenderlo. E anzi in quel momento mi dissi: comprerò anche Favilli, così se non funziona Piatek avrò comunque un buon centravanti“.

Sulla clausola di rescissione mancante: “Nessuna grande mossa: di solito non la metto mai. Le mie trattative sono libere, se un club vuole un mio giocatore ci sediamo e parliamo: “Questo è il prezzo, lo volete?“.

Sul prezzo del polacco: “Non lo so e per ora non mi pongo il problema“.

Sulla possibilità di una cessione a gennaio: “Ribadisco: Piatek è essenziale per il Genoa e io devo pensare al Genoa. Poi, non ci prendiamo in giro, io lo so che me lo porteranno via, perché è stratosferico e gli moltiplicheranno l’ingaggio per dieci: ci guadagnerà lui, ci guadagnerà il Genoa e noi punteremo su Favilli. Siamo già tempestati di telefonate, dall’Italia e dall’Europa, tutti top club: chi vorrà Piatek dovrà essere serio e parlare con me, il resto lo considererò malcostume”.

Sull’interesse svelato di De Laurentiis: “Lo ha detto lui: io non dico mai con chi parlo e chi è interessato a un mio giocatore“.

Sul continuare a segnare contro la Juve: “Intanto non ha giocato contro l’Italia, così si è riposato. Se si ferma lui è perché magari si ferma il Genoa: se Piatek ha una palla buona è facile che faccia gol, il fatto è che bisogna riuscire a dargliela“.

Sul binomio Piatek-Juric: “Piatek non segna più o meno a seconda di chi lo allena: Piatek segna perché ha il gol nel sangue“.

Sulla soddisfazione per l’acquisto: “Sarei bugiardo se dicessi che non c’è gioia quando vedi di aver fatto un bel colpo. E le gioie non fanno invecchiare: fanno invecchiare i dolori“.

Su due vecchi rimpianti: “Con Messi sbagliai, il problema con Lewandowski fu tecnico ed economico con il suo procuratore, che cambiò le carte in tavola: per me era già del Genoa, aveva anche fatto le visite“.

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